Paolo Maiorino via da Sony dopo 26 anni: ‘Una scelta poetica per amore del vinile’

Il responsabile del catalogo della filiale italiana della major saluta i colleghi ma resta in gioco: ‘Continuerò, da esterno e indipendente, a curare operazioni di ristampa e approfondimento: a giugno, per esempio…’

Si chiude in queste ore una storia più che venticinquennale, iniziata nel 1995 presso gli uffici della Columbia di Roma: Paolo Maiorino, dal 2011 responsabile del catalogo di Sony Music Italia, conclude oggi, giovedì 25 marzo, il suo rapporto con la società ora guidata da Andrea Rosi. Entrato in discografia nel ‘92, alla EMI, Maiorino si era trasferito da Roma e Milano nel 1997, per poi passare - tre anni più tardi - alla Ricordi-BMG. Nel 2005 il merger tra BMG e Sony lo riportò nella controllata della multinazionale, dove dal 2011 in poi si è occupato della valorizzazione dei titoli e degli artisti legacy presenti nel roster dell’etichetta.

Perché una storia così lunga e solida è arrivata al capolinea? “Nell’evoluzione generale della discografia il sopravanzare del digitale è stato - in Italia meno che altrove - repentino e violento, e ha relegato il fisico in un angolino: per quella che è la mia storia umana e professionale, questa situazione non mi privilegia”, risponde lui: “Essendo legato al prodotto fisico e alle ristampe in vinile, ho sentito che mi stavo allontanando da quello che è diventato il core business della società. Ho dovuto fare i conti con la realtà: la quota di mercato del fisico, ormai, è del 10%. La mia posizione all’interno di Sony, pur non essendo mai stata messa minimamente in discussione, aveva perso impatto, e mi sono trovato a un bivio: o convertirmi al digitale, o seguire i miei principi. Facendo una scelta per così dire romantica ho optato per la seconda opzione”.

Considerare quello che si sta consumando oggi un divorzio sarebbe sbagliato. Più che altro, si potrebbe parlare di riassetto del rapporto. “Con Sony continuerò a collaborare come consulente esterno, e questa per me è stata la soluzione migliore, perché se fossi rimasto sarei stato costretto anche a occuparmi di ciò che non mi appassiona”, ha precisato Maiorino: “La mia uscita dall’organico non implica una minore attenzione da parte dell’azienda nei confronti del vinile, la produzione del quale - anzi - è stata aumentata per fare fronte a una richiesta esponenziale. Sony, sul fisico, continuerà a puntare”.

Il recente rapporto IFPI ha evidenziato come anche nel 2020 unico argine all’inarrestabile declino del formato fisico sia proprio il vinile. Eppure a trainare il comparto - dicono i numeri - è stato anche lo scorso anno lo streaming, che da ormai un più di una stagione sta facendo segnare incrementi a due cifre nella conquista di quote di mercato. E’ una battaglia quella che c’è in corso tra il 33 giri e gli abbonamenti premium ai servizi?

“Non c’è nulla di sbagliato nell’ascoltare la musica sul telefonino, anch’io sono abbonato a diverse piattaforme musicali”, risponde Maiorino: “Sono sempre stato convinto - e lo sono ancora - che streaming e fisico possano tranquillamente convivere. Però io, che sono nato negli anni Sessanta, non potrò mai ammettere che ascoltare un disco sullo smartphone sia la stessa cosa che farlo con un vinile da 180 grammi, perché per me la qualità di ascolto è fondamentale. Può darsi che per un millennial non lo sia, non è un problema, ma per me appoggiare la puntina su un disco è un piacere incontaminato. Sono un collezionista praticante, so che nella filosofia del ‘possesso’, prerogativa del fisico, c’è anche una componente di feticismo, ma l’approccio proprio del vinile implica dedicare più tempo e più impegno all’ascolto, cosa che il digitale non fa. Poi, ripeto, ho sempre sostenuto la teoria che i due mondi possano coesistere: in Sony mi sono battuto perché lo streaming fosse sdoganato anche presso i fan di hard rock, metal e punk, che culturalmente sono più legati al fisico. La convivenza è possibile, non sono dogmatico, ma il cellulare non soppianterà mai il disco. Almeno spero…”.

L’agenda di Maiorino resta comunque molto fitta. La sua prima operazione da battitore libero, ovviamente, non poteva prescindere dalle due colonne nelle sue passioni artistiche e professionale: il vinile e gli artisti legacy. “A giugno arriverà nei negozi una serie di ristampe dedicate a grandi album italiani degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta”,spiega: “Saranno disponibili solo in vinile, con booklet ampliati e arricchiti curati direttamente da me insieme a due collaboratori competenti. Il titolo della collana, al momento, è in via di definizione”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.