Laura Pausini, Ferdinando Salzano (F&P) condannato per la morte di Matteo Armellini

Si è concluso il processo per la morte del rigger scomparso nel 2012 in un incidente durante l’allestimento del palco che avrebbe ospitato lo show della star romagnola a Reggio Calabria
Laura Pausini, Ferdinando Salzano (F&P) condannato per la morte di Matteo Armellini

La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato le condanne in via definitiva al progettista del palco Marco Faggiotto (2 anni e 8 mesi), al coordinatore per la sicurezza Alessandro Scalise (2 anni e 4 mesi) e a Ferdinando Salzano, rappresentante legale della Friends & Partners (1 anno e 6 mesi), chiamati a rispondere alle accuse di omicidio colposo aggravato e disastro colposo per la morte di Matteo Armellini, il professionista al quale fu fatale il crollo di parte del palco che il 5 marzo del 2012 avrebbe dovuto ospitare, al palazzetto dello sport di Reggio Calabria, un concerto di Laura Pausini. Lo riferiscono l'agenzia AGI e il TG3, quest'ultimo specificando come nessuno dei condannati sconterà la condanna in carcere, data l’esiguità delle pene comminate. Il processo civile inerente la stessa vicenda volto a stabilire l’entità dei risarcimenti da corrispondere ai familiari del tecnico scomparso si aprirà a breve.

Le indagini preliminari sull'incidente furono chiuse dalla procura di Reggio Calabria nel marzo del 2014, con l’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone: nel 2015 le stesse persone vennero rinviate a giudizio con le accuse, a vario titolo, di disastro colposo, omicidio colposo e mancato rispetto della normativa sulla sicurezza. Dei sette indagati cinque - tra i quali Faggiotto, Scalise e Salzano - vennero condannati in primo grado nell’aprile del 2018: poco più di un anno dopo, nell’ottobre del 2019, la corte d’Appello presieduta dal giudice Francesca Di Landro ha confermato le pronunce nei confronti di Faggiotto, Scalise e Salzano, oltre che al patron dell’Italstage - società che aveva costruito il palco - Pasquale Aumenta (un anno e 4 mesi) e l’ex dirigente del Comune di Reggio Calabria Marcello Cammera (un anno e 4 mesi). In sede di cassazione sono risultati prescritti i reati di omicidio colposo in origine ascritti ad Aumenta e a Cammera.

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