Musica dal vivo, sei associazioni alla Commissione UE: ‘Servono regole per la ripartenza’

Rappresentanze del settore del live entertainment fanno appello al responsabile del mercato interno europeo Thierry Breton: ‘In un anno la situazione non è cambiata, mancano linee guida per le riaperture’
Musica dal vivo, sei associazioni alla Commissione UE: ‘Servono regole per la ripartenza’

Sei associazioni che rappresentano attori della filiera della musica dal vivo e non solo - l’Association for Electronic Music (AFEM), la European Arenas Association (EAA), l’associazione europea di autori European Grouping of Societies of Authors and Composers (GESAC), l’European Network for Live Music Associations (LIVE DMA), la piattaforma Liveurope, la Performing Arts Employers Association League Europe (PEARLE) e l’associazione di organizzatori di festival europei YOUROPE - hanno inviato una lettera aperta al responsabile del mercato interno europeo della Commissione Europea Thierry Breton per chiedere un sostegno concreto da parte delle istituzioni nella programmazione della ripartenza delle attività di musica dal vivo nel post-pandemia.

“Pur essendo ancora immersi nell’emergenza sanitaria, le industrie culturali europee sanno che questa situazione non durerà per sempre”, si legge nel documento: “E’ quindi imperativo adattarsi e mettere in atto adeguate misure di pianificazione per preparare la nostra nuova normalità”.

“Noi e i nostri partner abbiamo lavorato con i governi nazionali e le istituzioni locali per trovare soluzioni finanziarie per entrambi creatori e organizzatori”, prosegue la nota: “Il nostro lavoro si è basato su studi di fattibilità ed eventi test che si sono tenuti in varie sedi in tutta Europa. Nel caso degli eventi, gli organizzatori hanno limitato le capienze al 30% o meno, consci di rientrare a malapena nei costi in nome del mantenimento la scena culturale. Queste soluzioni non sono sostenibili senza una leadership politica e a visione chiara per compiere passi coordinati a livello europeo”.

“Noi firmatari di questa lettera rappresentiamo un patrimonio di conoscenza diretta”, conclude la nota: “Abbiamo preso parte a task force, redigendo piani di coordinamento per il personale e il pubblico relativamente a salute e sicurezza, e presentando le nostre proposte ai nostri ministeri competenti. Insieme, chiediamo una strategia coordinata post-lockdown per l'Europa rivolta a luoghi ed eventi culturali. Siamo pronti a offrire la nostra competenza ed esperienza alla Commissione europea per aiutare l'Europa ad adattarsi alla nuova normalità e per sviluppare linee guida per la ripresa sicura delle attività”.

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