Vi ricordate l'album che Franco Battiato pubblicò dopo "La voce del padrone"?

Nel 1981 il musicista siciliano pubblica l'album che gli regala lo status di popstar. L'anno successivo torna sul mercato con un disco meno solare.
Vi ricordate l'album che Franco Battiato pubblicò dopo "La voce del padrone"?

Quaranta anni fa Franco Battiato pubblicava "La voce del padrone" e diventava, all'età di 36 anni, una popstar. Quello era l'undicesimo album in studio che il musicista siciliano firmava con il suo nome. Quando esce "La voce del padrone" Battiato si era messo alle spalle una lunga carriera iniziata alla metà degli anni Sessanta che lo aveva portato a pubblicare il suo primo disco, "Fetus", nel 1972. Musica colta la sua, d'avanguardia, di nicchia, sperimentale, ostica, difficilmente fruibile da un largo pubblico.

Poi, verso il finire degli anni Settanta, un graduale avvicinamento (o riavvicinamento se si pensa ai suoi inizi) alla forma canzone pur mantenendo riferimenti culturali e musicali 'alti'. La scommessa e la sfida di essere all'altezza di scrivere 'canzonette' che potessero piacere al grande pubblico. E così fu. Gradualmente: nel 1979 esce "L'era del cinghiale bianco", seguito da "Patriots" nel 1980, ed infine, nel 1981, "La voce del padrone", primo album in Italia a superare il traguardo del milione di copie vendute.

Franco Battiato, che oggi compie 76 anni, diventa una popstar (tanto che le ragazze ai concerti gli gridano 'Sei figo!', lasciandolo un poco basito per l'ardire) e quei riferimenti culturali e musicali 'alti', che in un contesto di musica d'avanguardia o sperimentale innalzavano un muro sormontabile dai pochi, con i giusti accorgimenti lessicali e con l'aiuto di melodie marcatamente pop ribaltano la situazione e diventano un punto di forza e di originalità.

Le sette canzoni della tracklist di "La voce del padrone" sono praticamente sette singoli: "Summer on a Solitary Beach", "Bandiera bianca", "Gli uccelli", "Cuccurucucù", "Segnali di vita", "Centro di gravità permanente" e "Sentimiento nuevo". Un successo clamoroso, il più grande successo della carriera di Franco Battiato. Del vasto successo e del nuovo status del suo interprete - che da quel momento in poi sarà riconosciuto come uno dei maggiori rappresentanti della nostra canzone d'autore - beneficiò il disco seguente che venne pubblicato nel dicembre 1982, "L'arca di Noé". Il dodicesimo album della sua discografia, rispetto al precedente, è meno pop e più elettronico, più cupo e meno solare, ma raggiunse comunque il primo posto della classifica e superò comodamente il mezzo milioni di copie vendute.

Come "La voce del padrone" anche "L'arca di Noé" si compone di sette brani. Per chi ne avesse il piacere, a seguire, lo si può risentire, canzone per canzone, in ordine di scaletta.

"Radio Varsavia"

"Clamori"

"L'esodo"

"Scalo a Grado"

"La torre"

"New Frontiers"

"Voglio vederti danzare"

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