Ian Anderson annuncia un nuovo album dei Jethro Tull, il primo in quasi vent’anni

Il musicista, fornendo i dettagli del nuovo libro “Silent Singing”, ha svelato il titolo del prossimo disco della band inglese.
Ian Anderson annuncia un nuovo album dei Jethro Tull, il primo in quasi vent’anni

A margine di un’intervista concessa alla rivista statunitense “Rolling Stone”, annunciando i dettagli del nuovo libro, “Silent Singing”, che raccoglierà tutti i testi firmati da Ian Anderson nel corso della sua carriera, il 73enne musicista britannico ha svelato il titolo del prossimo album dei Jethro Tull. Il disco, il primo della prog band inglese in quasi vent’anni, ovvero da quando è uscito il natalizio “The Jethro Tull Christmas Album” nel 2003, si intitolerà “The Zealot Gene”.

Come spiegato da Ian Anderson al magazine americano, non è ancora dato sapere quando vedrà la luce la nuova prova sulla lunga distanza dei Jethro Tull - che oggi festeggiano i 50 anni dall’uscita del loro quarto album in studio, “Aqualung”, originariamente pubblicato il 19 marzo 1971. L’artista, però, ha fatto sapere che la band ha iniziato a lavorare al suo nuovo album nel 2017 ed è a “circa tre quarti del processo di registrazione”. 

Raccontando allo statunitense “Rolling Stone” il nuovo libro “Silent Singing” - in uscita il prossimo mese di giugno e omnicomprensivo dei testi delle canzoni scritte da Anderson per i suoi lavori solisti e per quelli della band, da quelle dell’album di debutto dei Jethro Tull, “This was” del 1968, a quelle del loro prossimo lavoro discografico - il musicista britannico ha offerto un’anticipazione della title track di “The Zealot Gene”.

Ha detto: “C’è una frase nella title track di ‘The Zealot Gene’ che dice: ‘Bee buzzing in your bonnet/and a wasp right up the bum/a V8 under hood/a cocked hammer under thumb’. Tratta dell’essere arrabbiati, infastiditi e agitati. Non sono un tipo da Twitter, ma ‘sappiamo chi’ è l’arci twitterer degli ultimi anni, che è stato sia un successo che, in ultima analisi, la sua rovina. È quel tipo di veemenza o fanatismo, che viene fornito come un punto di vista ma vuole indottrinare le persone con una visione molto polarizzata e divisiva. C'è un po’ di questo in tutti noi. Abbiamo tutti questa capacità”. .

Ian Anderson, che negli ultimi album ha pubblicato diversi album solisti, tra cui “Thick as a Brick 2” del 2012, “Homo Erraticus” del 2014 e “Jethro Tull - The String Quartets” del 2017, ha lavorato a “Silent Singing” durante il periodo di pandemia da Coronavirus e ha dichiarato di aver ascoltato più volte ciascuna delle centinaia di canzoni incluse nel libro per assicurarsi di aver copiato correttamente i testi. 

"Ci sono alcune fotografie che ho scattato per illustrare canzoni particolari, e c'è anche una prefazione di quel giovane Gerald Bostock”, ha raccontato Anderson in un video di presentazione del volume, riportato di seguito, facendo riferimento al personaggio di fantasia (Gerald Bostock) introdotto nel disco della sua band del 1972, “Thick as a Brick”.

Pandemia permettendo, il prossimo ottobre i Jethro Tull recupereranno i concerti italiani originariamente previsti a novembre 2020, rinviati a causa della permanenza delle restrizioni per il contenimento dell’emergenza da Coronavirus. La band si esibirà il 12 ottobre al Teatro Brancaccio di Roma, il 14 ottobre al Gran Teatro Geox di Padova, il 16 al Teatro Colosseo di Torino e il 17 ottobre al Teatro Galleria di Legnano, in provincia di Milano.

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