Il rock è morto? L'opinione di Julian Casablancas (Strokes)

Il cantante degli Strokes entra nella discussione relativa allo stato di salute del rock.
Il rock è morto? L'opinione di Julian Casablancas (Strokes)

Julian Casablancas si inserisce nella discussione sullo stato di salute del rock che, ciclicamente, torna all'onore delle cronache. A rilanciarla ultimamente è stato il frontman dei Kiss Gene Simmons che ne ha suonato le campane a morto. Il cantante degli Strokes la pensa in altra maniera e sostiene che chiunque dica che il rock è "morto" ha perso la propria immaginazione.

Casablancas ha insistito sul fatto che anche se il rock non è sempre popolare, ci sono elementi di esso mescolati con altri stili di musica.

Come riporta il magazine statunitense Rolling Stone il 42enne Julian ha dichiarato: "Penso che le persone che dicono che le cose sono 'morte', sento che significa che la loro immaginazione potrebbe essere morta. C'è spazio per tanti generi di musica; non necessariamente per il blues-rock, per favore, basta. Tutti i generi di musica possono fondersi in molti modi.".

Il 71enne Simmons aveva dichiarato che non sono emersi veri artisti rock dal 1988, mentre prima di allora c'erano stati Elvis Presley, Beatles, Stones e Pink Floyd. "Il punto è che il rock è morto perché dal 1958 al 1988, ovvero 30 anni, c'erano Elvis, i Beatles, gli Stones, i Pink Floyd e così via. Si può andare alla parte più pesante, i Metallica, i Maiden, se volete metteteci i Kiss, gli AC/DC, e via dicendo. Anche gli U2, Prince, Bowie, gli Eagles. Poi si arriva alla musica disco, e Madonna, e quella roba, e naturalmente la Motown. E poi dal 1988 ad oggi, chi sono i nuovi Beatles?"

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