Spotify, è online Loud & Clear: ‘Più chiarezza sull’economia dello streaming’

Il vicepresidente Charlie Hellman presenta il nuovo sito e ammette: ‘Siamo stati troppo pacati nell’affrontare pubblicamente questo argomento’
Spotify, è online Loud & Clear: ‘Più chiarezza sull’economia dello streaming’

Si chiama Loud & Clear il nuovo sito inaugurato oggi da Spotify che promette di aumentare la trasparenza circa le dinamiche di distribuzione e ripartizione dei guadagni maturati dagli artisti sulla popolare piattaforma di streaming musicali.

“Siamo del tutto convinti che gli artisti meritino più chiarezza sul funzionamento dell’economia dello streaming”, ha spiegato il vicepresidente di Spotify Charlie Hellman in un’intervista concessa a margine della presentazione della nuova pagina: “Dai noi i pagamenti agli artisti e come funzionano sono argomenti di discussione quotidiani, ma credo che per certi versi siamo stati troppo pacati nei confronti dei nostri interlocutori esterni, sull’argomento. E’ una cosa complessa, e questo ha creato una situazione che sta creando molte discussioni. Loud & Clear è un grande passo avanti per noi per aumentare la trasparenza”.

L’iniziativa, secondo Hellman, vuole essere un acceleratore nel dibattito sulle modalità di retribuzione degli artisti, che vedono i primi 500 artisti presenti sulla piattaforma generare circa un miliardo e 850 milioni di dollari di royalties, ovvero il 37% del totale corrisposto dal servizio ai propri partner, tra i quali figurano anche 286mila artisti indipendenti che - da soli - “valgono” 1 miliardo e 170 milioni di diritti, ovvero il 23,5% del totale: “Una delle cose che ci è molto chiara è che oggi ci sono più artisti che mai che riescono ad affermarsi nell’industria musicale. Il numero di artisti che riescono a ottenere un considerevole successo è molto alto, e in rapido aumento”.

A conti fatti, quanti artisti riescono a ottenere dei compensi significativi grazie alla proprie presenza sul servizio guidato da Daniel Ek? Secondo i dati comunicati oggi da Spotify, 13.400 artisti, nel 2020, hanno guadagnato 50mila dollari (cifra presa come parametro di riferimento, corrispondendo al salario medio di un lavoratore americano) o più grazie agli stream del proprio catalogo: di questi 13mila e più artisti, tuttavia, solo 7800 hanno guadagnato più di 100mila dollari. 1820 sono stati capaci di raggiungere o superare i 500mila dollari, e solo 870 un milione.

Tra i temi più caldi concernenti il pagamento degli artisti sui DSP c’è quello del sistema di retribuzione: mentre Soundcloud sta aprendo ai modelli UCPS, Spotify è ancorato al modello pro-rata. Modello che la società, al momento, difende, pur professandosi laica nei confronti di un eventuale cambiamento. “La ricerca che abbiamo esaminato suggerisce che, a oggi, un passaggio ai pagamenti incentrati sull'utente non andrebbe a vantaggio degli artisti tanto quanto molti avrebbero sperato in origine”, si chiarisce in una della FAQ di Loud& Clear: “Siamo disposti a passare a un modello incentrato sui pagamenti incentrati sull'utente se questo è che artisti, cantautori e titolari dei diritti vogliono fare. Tuttavia, Spotify non può prendere questa decisione da sola: un provvedimento del genere richiede un ampio allineamento del settore per implementare questo cambiamento”.

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