Lo streaming (e un po’ anche il vinile) salvano il 2020 della discografia francese

Per la SNEP oltralpe quello passato è stato un anno piatto del punto di vista dei ricavi (bloccati al +0,1% rispetto al precedente), ma con un boom dei servizi online, che hanno fatto registrare una crescita a due cifre. E del vinile…
Lo streaming (e un po’ anche il vinile) salvano il 2020 della discografia francese

781 milioni di euro generati nei dodici mesi segnati dalla pandemia: questo, secondo il Syndicat national de l'édition phonographique, l’associazione di categoria che rappresenta i discografici francesi, è il bilancio finale dell’industria musicale d’oltralpe riferito al 2020. Su base annua, il dato fotografato dal report è sostanzialmente piatto, con una crescita millimetricamente in positivo al +0,1%, ma il peso avuto dai vari comparti nel conseguimento del risultato la dicono lunga su quali prospettive si aprano per il settore.

Al netto calo del fisico - diminuito complessivamente del 20% da 230 a 184 milioni di euro - e alla flessione di diritti connessi (diminuiti del 19% da 124 a 101 milioni di euro) e sincronizzazioni (in calo del 10% da 24 a 22 milioni) ha fatto da contrappeso lo streaming, che lo scorso anno, in Francia, ha fatturato 453 milioni di euro, con un incremento su base annua di 20,6 punti percentuali che l’ha portato a rappresentare il 69% dei ricavi dell’intero settore.

Buona anche la prestazione del vinile, il meno recente dei formati che - su tutti i mercati internazionali - può contare su una fedele nicchia di appassionati: nel corso del 2020, in Francia, sono stati venduti circa 4 milioni e mezzo tra LP e 45 giri, per un totale di 51,1 milioni di euro di incassi, dato che - proiettato sul quinquennio passato - indica crescite quadruplicate riferite al formato specifico.

Nella top 20 annuale compilata da SNEP, diciannove posizioni era occupate da artisti nazionali, dato che ha portato il numero uno dell’associazione Alexandre Lasch a esprimere grande soddisfazione: “Di fronte a una crisi globale, i produttori francesi hanno perseguito incessantemente il loro compito di sviluppare, sostenere e promuovere artisti francesi, che non sono stati in grado di esibirsi sul palco da più di un anno. In questi tempi incerti l'industria musicale francese ha continuato a correre dei rischi: nel 2020 più di 300 milioni di euro sono stati investiti in nuovi acquisti, produzioni, registrazioni, marketing e in tutti gli altri mezzi di promozione che hanno dovuto essere adattati per rispettare le restrizioni imposte dalla situazione sanitaria globale”.

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