A proposito di concorsi per cantanti "emergenti"

Anche i giurati, e non solo i concorrenti, rischiano esperienze spiacevoli
A proposito di concorsi per cantanti "emergenti"

Oggi ho ricevuto una email da Massimo Morini, musicista e direttore d'orchestra che conosco da tempo immemorabile. Nella mail Morini mi ricorda che tempo fa ho accettato di far parte della giuria di un concorso da lui ideato (questo).

Quello che penso dei concorsi lo sapete, e l'ho riassunto qui cinque anni fa; non ho cambiato idea.

Negli ultimi anni ho accettato molto, molto raramente di essere coinvolto in concorsi canori come giurato.
Nelle due ultime occasioni in cui ho accettato, mi sono pentito di averlo fatto.
E in entrambe le occasioni avevo accettato o perché conoscevo l'organizzatore, e mi fidavo, o perché mi aveva convinto un collega di cui mi fido.
Beh, mi sono sbagliato in entrambi i casi.

Nel primo caso perché, anche se il concorso - che si è tenuto due anni fa - si è svolto (dalle mie parti, nel Bresciano) in maniera corretta e regolare, da due anni sto cercando di farmi pagare la mia prestazione da presidente della giurìa (due riunioni e quattro presenze alle selezioni dal vivo) - una prestazione che avevo preso così sul serio da presentarmi alla finale anche con una gamba fratturata e in sedia a rotelle. Il compenso pattuito non è mai arrivato, e (appunto) sono passati quasi due anni. Evidentemente la mia fiducia nell'organizzatore, che conosco bene e che da molto tempo opera nel campo della musica, era mal riposta.

Nel secondo caso (un concorso organizzato con il patrocinio di un comune dell'hinterland milanese) perché, durante la prima delle due serate in cui era prevista la mia presenza come componente della giuria - una giurìa che comprendeva nomi noti e rispettabili - mi sono reso conto che qualcosa non andava per il verso giusto, che un concorrente pareva godere di attenzioni speciali (niente di comprovabile, altrimenti avrei alzato la voce e l'avrei scritto), e per non essere coinvolto nell'esito finale non ho partecipato alla seconda serata di selezioni (rinunciando peraltro anche al compenso previsto per la partecipazione alla prima).

Perché racconto tutto questo?
Come ho già scritto, perché proprio oggi ho ricevuto una mail da Massimo Morini, che mi rammenta che ho preso un impegno con lui (impegno che alla fine ho accettato, dopo aver cercato invano di sottrarmi con gentilezza, proprio e solo perché me l'ha chiesto Morini). E la sua mail mi ha ricordato i due episodi che vi ho appena raccontato, dai quali, se non altro, si può evincere che nei concorsi musicali non solo i concorrenti, ma anche i giurati rischiano di andare incontro a situazioni e conseguenze spiacevoli. 

Ma di questo argomento ho come la sensazione che si tornerà a parlare presto, e non solo su Rockol.

Franco Zanetti

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