USA, l’appello degli autori alla Recording Academy: ‘Via certe clausole dai nostri contratti’

Nel mirino le voci relative all’impegno minimo di consegna e pubblicazione
USA, l’appello degli autori alla Recording Academy: ‘Via certe clausole dai nostri contratti’

Diverse associazioni di categoria americane come Songwriters Of North America, Music Artists Coalition, Black Music Action Coalition e The 100 Percenters hanno fatto appello alla Recording Academy, l’associazione che rappresenta la discografia statunitense, perché dai contratti stipulati da autori e compositori vengano stralciate le clausole relative agli “impegni minimi di consegna e pubblicazione”.

Lo spunto all’iniziativa è stato dato dall’intervento del presidente dell’Academy in occasione degli scorsi Grammy Awards: Harvey Mason, durante la cerimonia, aveva annunciato un nuovo dipartimento dell’ente dedicato esclusivamente ad autori e compositori per “promuovere il loro riconoscimento e ampliare il loro ruolo unico nelle discussioni politiche che inseguono un equo compenso per i creativi”.

In una lettera aperta consegnata a Variety, le associazioni hanno plaudito l’iniziativa, definita “un passo necessario e gradito per sostenerci nella lotta per aiutare autori e compositori a ottenere il riconoscimento e il trattamento equo che meritano”, pur invitando l’Academy a passare rapidamente dalle parole ai fatti: “Come primo sforzo collettivo insieme alla nuova sezione della Recording Academy, chiediamo sostegno alla nostra campagna volta alla rapida e completa eliminazione delle clausole di impegno minimo di consegna e pubblicazione”.

Questo tipo di clausole, diventate standard nel mondo editoriale americano, prevedono che l’autore contraente non solo si impegni a consegnare al committente un numero minimo di opere, ma che - perché l’accordo possa essere detto onorato - un minimo stabilito di opere sia stato pubblicato come registrazione discografica. Termini di questo tipo non rappresentano un vincolo per gli autori - specie se legati a una major - che siano anche interpreti, ma possono essere un problema per gli autori “puri” che, non garantiti da un contratto anche discografico, rischiano di rimanere bloccati da accordi del genere: “Questa norma arcaica mantiene migliaia di autori e compositori bloccati in accordi editoriali oppressivi e senza fine. Questa necessaria modifica dovrà applicarsi a tutti i contratti editoriali futuri, oltre che retroattivamente”, chiedono le associazioni, “Non vediamo l'ora di lavorare con la Recording Academy per garantire che i autori e i compositori non siano più sfruttati, ma trattati con il rispetto che meritano”.

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