Grammy Awards 2021, il trionfo delle donne alla 63esima edizione

Il resoconto completo della 'music's biggest night' di quest'anno, che ha visto trionfare Billie Eilish, Beyoncé e Taylor Swift
Grammy Awards 2021, il trionfo delle donne alla 63esima edizione

ore 04:40 - La sessantatreesima edizione dei Grammy Awards è ormai giunta alle battute finali. Il ceo della Recording Academy abbozza un tentativo di riconciliazione con le tante voci critiche levatesi dalla comunità artistica nei confronti della manifestazione (“Per cambiare le cose lavorate con noi, non contro di noi”), prima di cedere i riflettori ai performer più attesi di questa edizione della music’s biggest night, i BTS: la boyband coreana esegue la hit globale “Dynamite” tra uno studio e il roof di uno dei grattacieli di Seul - nonostante la performance, alla prima battute, sembrasse girata negli studi losangelini utilizzati anche gli altri artisti intervenuti alla manifestazione. Subito dopo è il turno di Roddy Ricch, sul palco del Convention Center con “Heartless” e "The Box", quest’ultima dal suo album di debutto, uscito lo scorso anno, “Please Excuse Me for Being Antisocial”. Viene assegnato, finalmente, il trofeo più ambito, Record of the Year: il già batterista dei Beatles Ringo Starr premia Billie Eilish per “Everything I Wanted”, che sale sul palco a ritirare la statuetta sempre con il fratello e collaboratore Finneas. La cantante californiana si aggiudica così la categoria regina per il secondo anno consecutivo, dopo la vittoria della scorso anno con “Bad Guy”

ore 04:10 - Il premio nella categoria Best Pop Vocal Album va a Dua Lipa per “Future Nostalgia”. Lil Baby (con Tamika MalloryKiller Mike) propone - in esterna, con tanto di fuochi d’artificio sul finale - una performance della sua "The Bigger Picture", brano di protesta pubblicato lo scorso giugno dopo l’uccisione di George Floyd da parte dell’agente Derek Chauvin della polizia di Minneapolis. Babyface e Jimmy Jam introducono il premio nella categoria Best R&B Performance, che va a Beyoncé per “Black Parade”, il ventottesimo nella carriera della cantante texana. Doja Cat offre una versione live della sua "Say So", singolo estratto dal suo secondo album, “Hot Pink” del 2019. Dal live club losangelino Hotel Cafe viene annunciato la vincitrice del premio nella categoria Album of the Year, Taylor Swift, grazie a “Folklore”: la star americana ritira il premio insieme al suo staff.

ore 03:35 - La performance di Megan Thee Stallion (alla quale si unisce Cardi B per la hit “WAP”) con "Body" (solo strumentale) e "Savage" prelude a quella della stessa Cardi B, prima con “Up”, poi con una reprise di “WAP”, con tanto di numero di lap dance su un tacco a spillo di una scarpa gigante. Dal leggendario Apollo Theater di Harlem, New York, viene annunciato il vincitore nella categoria Best Rap Song: a spuntarla è ancora una volta Megan Thee Stallion, con “Savage”, brano realizzato con la collaborazione di Beyoncé, che sale sul palco con la collega vincitrice e celebra - con 27 premi vinti in carriera - il primato di donna titolare del maggior numero di trofei vinti nella storia dei Grammy. Si torna alle performance con Post Malone: il rapper, polistrumentista e cantautore di Syracuse propone “Hollywood’s Bleeding”, title track dell’album uscito nel settembre del 2019.

ore 03:00 - Si entra nell’ultima ora della sessantatreesima edizione dei Grammy Awards. Il premio per la Best Melodic Rap Performance va a Anderson .Paak, per “Lockdown”, mentre quello per il Best Latin Pop or Urban Album va a Bad Bunny per “YHLQMDLG”. Il premio nella categoria Song of the Year, una delle più ambite, va a H.E.R. per “I Can’t Breathe”. Tra le prime congratulazioni fatte pervenire alla cantante sono da segnalare quelle di Finneas:

ore 02:40 - Si assegna il premio per la Best Pop Solo Performance: dal Trobadour, storico live club di L.A., viene annunciata la vittoria di Harry Styles, per “Watermelon Sugar”. Segue il ricordo di alcune delle grandi personalità musicali scomparse nel corso dell’ultimo anno, tra le quali viene citato Little Richard (ricordato da Bruno Mars con una versione dal vivo di "Good Golly Miss Molly"), oltre che Eddie Val Halen, Mary Wilson, Mac Davis, Charlie Daniels, Kenny Rogers (quest’ultimo omaggiato da Lionel Ritchie con una cover di "Lady"), Chick Corea, Ellis Marsalis, Johnny Nash, Sophie, Charley Pride, Ennio Morricone, Florian Schneider dei Kraftwerk, Peter Green, Pop Smoke e John Prine: al cantautore di Maywood Brandi Carlile dedica le esecuzioni di "I Remember Everything". Immediatamente dopo la scena è presa da Brittany Howard, che insieme a Chris Martin del Coldplay esegue "You'll Never Walk Alone", il classico di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein adottato come inno dalla squadra di calcio del Liverpool. E’ poi la volta di Mickey Guyton, prima donna di colore a esibirsi ai Grammy, che propone "Black Like Me", immediatamente seguita dalla fresca vincitrice Miranda Lambert, che si cimenta in "Bluebird", dal premiato “Wildcard” del 2019. La star del country cede il passo a Maren Morris e John Mayer per una versione live di "The Bones", dal secondo album della cantante, “Girl”.

ore 02:15 - Quando è ormai passata una buona mezz’ora dalla prima e unica premiazione della seconda parte della serata, si continua con i live (per così dire) set. Bruno Mars e Anderson .Paak - ovvero i Silk Sonic - si producono in un’interpretazione del singolo di debutto del loro progetto, "Leave the Door Open". Dal live club Station Inn di Nashville vengono presentate le nomination per il Best Country Album: a portarsi a casa la statuetta è Miranda Lambert con il suo “Wildcard”. Si torna alle performance: Taylor Swift propone versioni registrate dal vivo in un teatro di posa per l’occasione di "Cardigan", dal suo lavoro in studio più recente, “Folklore” del 2020, e di "August" e "Willow", queste ultime insieme a Jack Antonoff e Aaron Dessner.

ore 01:55 - Si ricomincia con i performer. I Black Pumas, alla loro prima esibizione ai Grammy Awards, propongono “Colors”, originariamente pubblicata sull’album di debutto della band texana di Eric Burton e Adrian Quesada. Seguono DaBaby e Roddy Ricch, che con l’accompagnamento di un coro e di una violinista eseguono "Rockstar", estratta da “Blame It on Baby” del 2020, l’album più recente pubblicato dal rapper di Charlotte, Nord Carolina. E’ poi la volta di Bad Bunny, anche lui alla prima esibizione ai Grammy: insieme a Jhay Cortez la latin star si esibisce in “Dakiti”, in origine inserita nell’album “El ultimo tour del mundo”. A tenere banco continuano a essere le esibizioni dal vivo: Dua Lipa, su una scenografia che ammicca al retrò, si produce in una versione dal vivo di "Levitating", insieme a DaBaby, alla quale fa seguire "Don't Start Now", come la precedente estratta dal recente “Future Nostalgia”.

ore 01:25 - La serata di gala dei sessantatreesimi Grammy Awards è stata aperta da Harry Styles, che si è esibito proponendo "Watermelon Sugar", brano tratto dal suo secondo album, “Fine Line” del 2019. Subito dopo è stata la volta di Billie Eilish: la cantante losangelina, insieme al fratello Finneas, ha eseguito il singolo del 2019 "Everything I Wanted". E’ poi il turno delle HAIM: le sorelle Alana, Danielle e Este portano alla music’s biggest night "The Steps", canzone del 2020 inclusa nell’album “Women in Music Pt. III”. Lizzo è chiamata ad annunciare il vincitore o la vincitrice della categoria Best New Artist: a spuntarla è Megan Thee Stallion.

ore: 00.20 - A poco meno di quaranta minuti dall’inizio della serata di gala dei Grammy Awards 2021, le star invitate come performer alla sessantatreesima edizione della music’s biggest night stanno sfilando sul red carpet del Convention Center di Los Angeles. Doja Cat, la cui esibizione è attesa insieme a quelle di - tra gli altri - BTS, Billie Eilish, Dua Lipa, Harry Styles, Post Malone e Taylor Swift, si è segnalata per una mise tra le più audaci e stravaganti:

ore 22.30 - Si è conclusa la Premiere Ceremony della sessantatreesima edizione dei Grammy Awards. La seconda parte della serata, durante la quale verranno assegnati i premi principali e si terranno le esibizioni di - tra gli altri - Billie Eilish, BTS, Harry Styles, Post Malone e Taylor Swift, inizierà all'una (ora italiana) di lunedì 15 marzo dal Convention Center di Los Angeles, in California. A questo indirizzo è disponibile l'elenco completo dei premiati nelle categorie minori.

ore 22.15 - Al di là della commozione per i Grammy postumi a John Prine e Chick Corea, il titanico processo di assegnazione dei premi minori procede in modo speditamente sommario. Da segnalare il festeggiamento - ovviamente da remoto - dei New Orleans Nightcrawlers, che per celebrare la vittoria del loro “Atmosphere” nella categoria Best Regional Roots Music Album, non solo si abbracciano urlando tra di loro senza mascherina, ma coinvolgono nella manifestazione di giubilo un nutrito gruppo di fan, con buona pace dei protocolli anti-contagio. John Legend snobba il collegamento da remoto dopo la vittoria nella categoria Best R&B Album con il suo “Bigger Love”, mentre Rufus Wainwright è protagonista di una suggestiva esibizione - registrata - della sua “Devils and Angels (Hatred)” dalle colline di L.A..

Lady Gaga con Ariana Grande (che battono i BTS come Best Pop Duo / Group Peformance) e James Taylor mancano i collegamenti per le premiazioni nelle categorie dedicate al pop, mentre l’acceptance speech di Megan Thee Stallion è composto per un buon 50% da urla e risate isteriche dal divano di casa.

Poppy introduce con l’esibizione registrata di “Eat” le premiazioni delle categorie dedicate al rock: gli Strokes apprendono (o fanno finta di apprendere) in diretta dalla voce della presentatrice, come se non stessero seguendo la diretta video, della vittoria del loro “The New Abnormal” nella categoria Best Rock Album. Fiona Apple, in contumacia - qui ha spiegato perché - si porta a casa le statuette nella categoria Best Rock Performance e Best Alternative Music Album, mentre ai Body Count, per “Bum-Rush”, va il trofeo nella categoria Best Metal Performance. 

Il pre-telecast è concluso Burna Boys, con un medley registrato di “Level Up”, “Onyka” e “Ye”.

ore 20,50 - Ha preso il via presso il Convention Center di Los Angeles la sessantatreesima edizione dei Grammy Awards, i riconoscimenti assegnati dalla Recording Academy - l’associazione di categoria dei discografici americani - alle realtà musicali più rilevanti della passata stagione. Quest’anno, come già annunciato dagli organizzatori, a causa delle restrizioni adottate per contenere l’emergenza sanitaria da Covid-19 sia la Premiere Ceremony - la prima parte della cerimonia, detta anche pre-telecast, durante la quale vengono assegnati i trofei nella maggior parte delle categorie, che la seconda parte - quella principale - dei Grammy Awards, non saranno ospitate delle venue abituali, rispettivamente il Microsoft Theater e lo Staples Center, ma si terranno in aree all’aperto o al chiuso del plesso sportivo che include le due strutture. Le apparizioni di ospiti, performer e premiati saranno sia virtuali, in collegamento audio video, che in presenza.

La serata è stata aperta dal ceo della Recording Academy Harvey Mason Jr., che ha proposto al pubblico il rituale discorso iniziale, quest’anno inevitabilmente incentrato sulla situazione legata alla pandemia: ringraziando gli artisti nominati per essere un riferimento in un momento dove in molti “hanno bisogno di speranza”, Mason ha ricordato che - a un anno dall’inizio della crisi del settore musicale - la Recording Academy, attraverso istituzioni come MusicCares, ha erogato oltre 21 milioni di aiuti a musicisti e operatori dell’industria musicale. Rimandando gli spettatori all’anno prossimo per un’edizione in presenza, il ceo della Recording Academy ha lanciato il tributo - ovviamente virtuale, cioè realizzato per mezzo dell’assemblaggio di parti registrate separatamente - a “Mercy Mercy Me” di Marvin Gaye, eseguita da una selezione di nominati ai Grammy 2021 composta da - tra gli altri - Thana Alexa, Kierra Sheard, Saje, Grace Potter, Sarah Jarosz, Kamasi Washington, Anoushka Shankar, Alexander Desplat, Lupita Infante e Gregory Porter.

Tra i primi big premiati - seppure nelle categorie minori - sono da segnalare Billie Eilish, con il fratello Finneas premiata nella categoria Best Song Written For Visual Media per il brano inserito nella colonna sonora del film di 007 "No Time to Die", Linda Rondstad per “The Sound of My Voice” (come Best Music Film), Kanye West per “Jesus Is King” (come Best Contemporary Christian Music Album), Beck per “Hyperspace” (come Best Engineered Album, Non-Classical) e Beyoncé, insieme alla figlia Blue Ivy e Wizkid, per “Brown Skin Girl” (come Best Music Video: Beyoncé), senza dimenticare il Maestro e direttore d’orchestra italiano Riccardo Muti, premiato (seppure indirettamente) nella categoria Best Engineered Album, Classical per l’album “Shostakovich: Symphony No. 13, 'Babi Yar'” registrato con la Chicago Symphony Orchestra. Una note a margine: pur da remoto, Beck e Billie Eilish hanno ringraziato per il premio, mentre West non è comparso nemmeno virtualmente. Per quanto riguarda le esibizioni - tutte registrate - che hanno intervallato la raffica di assegnazioni, dopo Lido Pimienta con "Eso Que Tú Haces" è toccato a Igor Levit, da Berlino, con la Sonata per pianoforte n. 14 di Beethoven, a Jimmy "Duck" Holmes con "Catfish Blue" e a Terri Lyne Carrington con i Social Science con "Trapped in the American Dream".

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