#ricominciamo, sostegni e ristori settore Spettacolo ed Eventi

Il testo della lettera inviata a governo e istituzioni.
#ricominciamo, sostegni e ristori settore Spettacolo ed Eventi

Un gruppo di sigle nazionali per artisti ed imprese dello spettacolo, al momento composto da ANAT – ASMEA, ARIACS, ARTIS soc.

coop., A.S.A.E. - Associazione Sindacale Autori Editori, ASSOARTISTI, AUDIOCOOP, BARLEY ARTS, CAFIM ITALIA, C.I.C.S. Consorzio Italiano Cooperative dello Spettacolo, COOP ARTE E MUSICA, ENDAS ABRUZZO, ESIBIRSI soc.coop., ITAL SHOW, M.I.G., PROVO CULTURE, P.I.U. - Promoter Indipendenti Uniti, PUNTOMUSIC soc.coop., SLOW MUSIC, SOS MUSICISTI, UNIONE OBIS - orchestre ballo italiano spettacolo, visto il perdurare della crisi pandemica che ha creato vere e proprie catastrofi nel settore Spettacoli ed Eventi, in vista dell'imminente uscita del decreto, ha inviato a Governo e Istituzioni un documento con proposte e richieste di grande attenzione e continuità di sostegni, indennizzi e ristori per artisti, maestranze, lavoratori ed imprese tutte dello spettacolo e degli eventi.

A seguire il testo inviato a governo e istituzioni.

Illustrissimi, con la presente siamo a segnalare come nuovamente il comparto dello spettacolo e degli eventi non venga ben considerato nelle categorie più penalizzate dal sopravvento della pandemia di Covid-19. Dal 24 Febbraio 2020 ad oggi il nostro settore è stato chiuso 8 mesi su 12, ma nei 4 mesi estivi di “falsa ripartenza” l’attività è stata minima, sia a causa delle mancate pianificazioni (vitali per il nostro settore) che per le limitazioni imposte dalle regole anti-contagio (*vedi nota). Il comparto dello spettacolo e degli eventi, inoltre, è complesso e le attività delle imprese e dei lavoratori che lo compongono è disomogenea nel corso dell’anno.

Proponiamo dunque le seguenti modalità di sostegno:

- Riformulazione, per le imprese della filiera dello spettacolo e degli eventi, dell’art. 25 del Decreto Rilancio commi 4 e 5 e dell’art. 1 comma 3 del Decreto Ristori per contributo a fondo perduto, con estensione della base di calcolo parametrata per l’intero anno 2020, mantenendo i medesimi criteri del calcolo della perdita del fatturato rispetto all’intero anno 2019, così che TUTTE le imprese del settore possano avere un adeguato sostegno, necessario per la loro sopravvivenza, indipendentemente dai rispettivi codici Ateco. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che

l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Gennaio a Dicembre 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da Gennaio a Dicembre 2019.

L’ammontare del contributo a fondo perduto, ridotto dell’eventuale importo già riconosciuto sul medesimo capitolo (Aprile 2019/Aprile 2020), proponiamo che possa essere determinato come segue:

a) venti percento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta 2019;

b) quindici percento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro fino a un milione di euro nel periodo d’imposta 2019;

c) dieci percento per i soggetti con ricavi e compensi superiori a un milione di euro nel periodo d’imposta 2019.

In ogni caso, l’importo del contributo non può essere superiore a centocinquantamila euro ed è riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Lo stesso criterio venga mantenuto anche per il primo bimestre 2021, parametrandolo al primo bimestre 2019 ovvero parametrandolo alla media mensile del fatturato 2019 laddove migliorativo. Ciò al fine di tutelare anche quei soggetti del nostro settore che potrebbero essere penalizzati a causa dell’altalenanza del fatturato, che in certi

periodi dell’anno risulta essere addirittura pari a zero. Per i successivi bimestri 2021 si stabiliscano dei contributi sempre sulla base degli stessi parametri fino all’effettiva ripartenza di tutto il settore e al ripristino delle effettive capienze originarie al chiuso e all’aperto.

- Estensione dei bonus omnicomprensivi e di tutti gli ammortizzatori sociali e Naspi, parametrandoli ai periodi pre-covid, cumulativi tra loro e mantenendoli sino ad almeno 6 mesi dopo la fine dello stato di emergenza con osservatorio sullo stato della ripresa delle attività economiche.

- Estensione della Naspi per i “lavoratori autonomi esercenti attività musicali”, così come già proposto per quelli in gestione separata, nonché per gli intermittenti anche in costanza di rapporto lavorativo, senza decurtazione dell'importo al progredire delle mensilità.

- Riconoscimento di contributi previdenziali per ogni mese di fermo lavorativo, all'interno dell'ente pensionistico di appartenenza e per la gestione ex-Enpals utili al conteggio per la pensione per tutti e per i lavoratori del gruppo A, anche utili al calcolo, alla misura e al diritto, compresi danzatori e coreografi, anche al fine di garantire il requisito per malattia, maternità, disoccupazione etc., ovvero, qualora migliorativo per il lavoratore, riconoscimento dei contributi reali per le prestazioni non svolte ma già confermate e poi cancellate causa pandemia.

- Riconoscimento dei periodi lavorativi effettuati all’estero, tramite la presentazione di un contratto, nel settore eventi e spettacolo, ai fini dell’accesso a tutti i bonus finora erogati.

- Istituzione presso l’INPS di uno sportello “ad hoc” per lo spettacolo, con una competenza specialistica del settore per avere risposte concrete e puntuali.

- Nuovi bandi extra FUS per tutta la filiera dello spettacolo e degli eventi con correzione delle criticità emerse (come per esempio il DM “voucher”, DM 394, DM 397, DM 515, DM 516, ecc.).

Si chiede che i sostegni vengano erogati in tempi rapidi, onde evitare il collasso dell’intero settore.

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