Musica on-line: gli americani usano iTunes quasi quanto WinMX

Musica on-line: gli americani usano iTunes quasi quanto WinMX
iTunes affianca LimeWire, mette la freccia di sorpasso e si lancia all’inseguimento di WinMX. Secondo la società di ricerche americana NPD Group il negozio di musica digitale a pagamento della Apple Computer sta avverando i sogni più reconditi dell’industria discografica, rivaleggiando in popolarità con i più utilizzati programmi gratuiti di file sharing illegale. Lo studio MusicWatch Digital, che riguarda i soli Stati Uniti registrando periodicamente i comportamenti on-line di un campione di 40 mila utenti dotati di pc Windows, stima gli utenti iTunes per il mese di marzo 2005 in 1,7 milioni di persone (considerando coloro che nel corso del mese hanno scaricato almeno una canzone a pagamento): più o meno il numero di internauti che ricorre regolarmente al servizio peer-to-peer di LimeWire e secondo solo a WinMX, usato più o meno regolarmente negli USA da 2,1 milioni di persone. Nella classifica compilata da NPD, Napster si colloca al settimo posto e il Real Player Store, ex Rhapsody, al nono (vengono presi in considerazione i soli download e non gli utenti dei servizi in abbonamento offerti dalle due società), dietro ad altri popolarissimi servizi di file sharing come KaZaA (precipitato al quarto posto, sotto il fuoco incrociato delle cause in tribunale), BearShare (quinto) e Ares Galaxy (sesto), mentre Morpheus si colloca in ottava posizione e iMesh in decima. Sempre nel mese di marzo, circa il 4 % degli utenti statunitensi di Internet avrebbe scaricato almeno una volta musica a pagamento dalla Rete: si tratterebbe principalmente di consumatori relativamente benestanti e di età superiore ai 30 anni (i più influenzati dalle campagne antipirateria e dalle azioni legali intraprese dall’industria), mentre sarebbero soprattutto i più giovani ad insistere sul file sharing gratuito e non autorizzato. Secondo Russ Crupnick, presidente della divisione musica e cinema di NPD, ce n’è abbastanza per far sorridere i discografici: “C’è già una risposta a chi si domandava quando i servizi legali a pagamento avrebbero cominciato a competere con il file sharing illegale. iTunes è già più popolare di quasi tutte le reti p2p esistenti, e due altri servizi di musica digitale a pagamento hanno già raggiunto un livello di massa critica”.
Differenti i segnali che arrivano dall’Europa: secondo un’indagine di Jupiter Research, nel Vecchio Continente la percentuale dei fedelissimi al file sharing non autorizzato (15 % degli utenti Internet ogni mese) supera ancora nettamente il numero dei consumatori di servizi legali, anche se il 19 % degli intervistati dall’ente di ricerca si dichiara disponibile a pagare per procurarsi musica in rete. Il file sharing sarebbe particolarmente popolare in Spagna, dove vi ricorre il 26 % degli utenti connessi a Internet: stranamente, e nonostante la diffusione di apparecchi come l’iPod, solo il 6 % del campione intervistato da Jupiter dichiara di usare lettori portatili per ascoltare musica, mentre la maggior parte utilizza ancora i sistemi hi-fi casalinghi (67 %) oppure radio e Cd player da auto (54 %).
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