Sanremo 2021: l’ordine di uscita dei cantanti è davvero ‘condiviso’ con la discografia?

Il vicedirettore di Rai Uno smorza le polemiche relative all’ordine di apparizione degli artisti all’Ariston: ‘Scelte condivise con la discografia’. Ma pare proprio che non sia così...
Sanremo 2021: l’ordine di uscita dei cantanti è davvero ‘condiviso’ con la discografia?
Credits: Maurilio Giordana

Nel corso dell’ultima conferenza stampa prima della serata finale della settantunesima edizione del Festival della Canzone Italiana è stato toccato l’argomento dell’ordine di uscita dei ventisei cantanti che questa sera si contenderanno il titolo. Il vicedirettore di Rai Uno Cladio Fasulo, incalzato dalla stampa, si è detto contrario a un sorteggio che stabilisca il running order, assicurando come la decisione dell’ordine di apparizione sia basata su un “sistema di rotazione dei vari artisti nelle diverse fasce orarie distribuito su cinque serate, e condiviso con la discografia”.

Ma la discografia ha davvero condiviso il sistema illustrato da Fasulo?

“Le modalità di decisione relative all’ordine di uscita degli artisti non sono mai state condivise con l’industria, ma - semmai - con le singole aziende partecipanti al Festival”, ha spiegato a Rockol il ceo di FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana Enzo Mazza: “Non è una novità della gestione Fasulo, da sempre le esigenze televisive ci sono state imposte, e non parlo solo della scaletta. Sanremo è un programma troppo lungo: dovrebbe finire al massimo a mezzanotte, non dopo l’una e mezza. E ci sono troppi artisti. Ma, ripeto, queste sono decisioni che riguardano la RAI”.

“Con noi non hanno condiviso niente”, precisa il presidente di AFI - Associazione Fonografici Italiani - Sergio Cerruti: “Le decisioni sono sempre unilaterali, e il caso Irama ne è la dimostrazione più lampante.

La scelta della partecipazione l’avranno anche presa insieme ai cantanti, ma sicuramente non con le associazioni di categoria. A questo punto credo possano anche abolire il regolamento, chiamare il Festival Sanremo Show e fare tutto di testa loro: perché se ci sono delle regole e non le si rispetta allora che senso ha averle? Quest’anno mi pare che a Sanremo ci sia una regressione organizzativa: all’Ariston la musica viene umiliata, i cantanti vengono trattati come merce di scambio, e l’unica cosa che si tiene in considerazione sono le esigenze televisive. Il nostro settore dovrebbe essere compatto nel ribellarsi a questa situazione: Sanremo, ormai, è all’anarchia, e questa potrebbe essere l’edizione del reset per ripartire da zero”.

“No, il criterio nella scelta dell’ordine di uscita degli artisti non è stato condiviso con noi”, conferma il presidente di PMI - Produttori Musicali Indipendenti Mario Limongelli: “Con le associazioni di discografici viene condiviso il regolamento, quello sì. La scaletta è decisa in totale autonomia dalla RAI, che la compila a seconda delle esigenze tecniche, logistiche e televisive: adotta un criterio del tutto proprio, non condiviso ma che tutto sommato può essere considerato rispettabile. In merito all’ordine di uscita, come associazioni di categoria qualche anno fa ci battemmo per evitare che le esibizioni dei giovani fossero relegate alla tarda serata, ottenendo il risultato di anticipare alla prima serata. Nel caso la RAI desiderasse la nostra partecipazione dell’elaborazione di un metodo davvero condiviso in merito alla decisione delle scalette, noi siamo disposti a mettere a disposizione le nostre competenze”.

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