Achille Lauro: "A Sanremo come Sid Vicious: oltre i costumi c'è di più"

Il cantante apre le porte del suo mondo, non sempre facile da interpretare. E dice: "Il pop in Italia è banalizzato, io non voglio fare scalpore".
Achille Lauro: "A Sanremo come Sid Vicious: oltre i costumi c'è di più"

"Non erano solo costumi e personaggi. Non c'era la voglia di fare scalpore, ma quella di salire sul palco e portare in scena le canzoni così come le scrivo". Achille Lauro ostenta sicurezza e consapevolezza. Il cantante romano interrompe il silenzio stampa nel quale aveva scelto di rintanarsi in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2021 come ospite, dopo "Rolls Royce" e "Me ne frego".

E lo fa per spiegare le il senso e le citazioni delle cinque performance che ha preparato per l'occasione (stasera chiuderà cantando "C'est la vie": "Un omaggio alla mia passione per le atmosfere orchestrali", dice).

La prima sera è stato un mix tra un manga giapponese, Avatar, Ziggy Stardust e la Madonnina di Civitavecchia (che piangeva lacrime di sangue). La seconda sera ha omaggiato Mina, la terza è diventato una statua dorata d'ispirazione classica. E ieri ha riservato un tributo a Sid Vicious dei Sex Pistols e al dipinto "La libertà che guida il popolo" di Eugène Delacroix (ma con la bandiera italiana al posto di quella francese): "Sarebbe stato troppo semplice venire qui e fare l'ospite. Ho voluto portare un progetto molto più ampio. Ho pensato di fare un viaggio nei generi musicali, incarnando ogni sera l'essenza del genere che proponevo - spiega Lauro - siamo partiti dal glam rock, l'importanza dell'avere il coraggio di essere. Poi siamo passati alla leggerezza e alla spensieratezza del rock'n'roll. Il pop è stato un modo per fare con Emma un omaggio agli incompresi: in Italia è un genere banalizzato, ridotto a qualcosa di frivolo e di poco artistico. Volevamo portare qualcosa di teatrale che facesse capire che invece c'è una costruzione dietro anche al pop. Poi siamo passati al punk, l'omaggio al mondo senza regole, al casino: sono arrivato sul palco scendendo le scale come il Sid Vicious di 'My way'".

Le performance sono state di impatto visivo. E la messa in scena, tra travestimenti eccentrici e stravaganti e performance sopra le righe, a volte ha avuto la meglio sulla musica: "La musica, oggi, si guarda anche. Non ho la presunzione di cambiare quello che le persone pensano, ma cerco di portare qualcosa in più: non vengo qui a fare solo promozione. So di andare incontro alle critiche. Non ho bisogno di sentirmi dire: 'Sei trasgressivo'. L'ho fatto già l'anno scorso. Ho provato ad andare più in profondità", dice lui. Che ieri ha voluto citare sul palco i nomi dei musicisti che lo accompagnano sul palco: Frenetik&Orang3 alla chitarra e al basso, Raffaele "Rufio" Littorio alla prima chitarra, Marco "Lancs" Lanciotti alla batteria. Oltre a Boss Doms (i due l'anno scorso avevano deciso di sciogliere il loro lungo sodalizio per prendere strade diverse) e a Gregorio Calculli, che dirige l'orchestra: "Non ho mai avuto la possibilità di dirlo sul palco, ma questo Festival è importantissimo per il periodo che stiamo vivendo. C'è un settore in ginocchio. E non comprende solo gli artisti: è una macchina enorme che ora è bloccata Sanremo potrebbe essere il simbolo della ripartenza".

"Rolls Royce", "Me ne frego", i quadri di quest'anno. A Sanremo 2022 non ci sarà l'"Amadeus ter", ma chissà che non ci sia l'"Achille Lauro quater": "Dopo 'Me ne frego' avevo detto: 'Basta così'. Ma poi ho lavorato tanto e mi sono reso conto di avere varie idee. È arrivato l'incontro con Amadeus, c'è stata questa opportunità e l'ho colta. Il prossimo anno? Non pianifico nulla".

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