David Gilmour, la chitarra dei Pink Floyd

Il chitarrista entra nella band per affiancare/sostituire Syd Barrett.
David Gilmour, la chitarra dei Pink Floyd

I Pink Floyd (che in principio si chiamavano Tea Set, poi mutato dopo avere scoperto che ne esisteva già uno con il medesimo nome), come molte band inglesi di quel tempo, erano un gruppo che si era formato sui banchi di scuola. Al nucleo primigenio composto dal bassista Roger Waters, il batterista Nick Mason e il tastierista Richard Wright, nel 1964, si unì un amico d'infanzia di Waters, tale Syd Barrett, che presto diventò il frontman e autore principale del gruppo. In quel periodo suonavano dell'R&B, come moltissime altre band, cercando di distinguersi inserendo nei loro live lunghi assoli, giochi di luce teatrali, suoni psichedelici e sperimentazioni di altro genere.

I Pink Floyd, nell'agosto 1967, pubblicarono un promettente album d'esordio, "The Piper at the Gates of Dawn" (sesta posizione nella classifica britannica), ma contemporaneamente Syd Barrett, purtroppo, iniziò a mostrare sempre più segni di instabilità psichica, per questo motivo, nel dicembre del 1967, venne aggregato al gruppo un nuovo membro di nome David Gilmour (aveva ventuno anni, essendo nato il 6 marzo 1946) suonava la chitarra nei Jokers Wild. In un primo tempo l'idea della band era quella di usare Gilmour nei concerti (data la poca o nulla affidabilità di Barrett), mentre Syd avrebbe continuato a scrivere le canzoni del gruppo senza esibirsi dal vivo... sin da subito quella soluzione mostrò la corda, le cose in questo modo non potevano funzionare, così Barrett, seppur a malincuore, venne escluso dal gruppo. Roger Waters sintetizzò lo stato d'animo dei Pink Floyd: "Era un nostro amico, ma ora la maggior parte delle volte lo volevamo strangolare".

Nel secondo disco dei Pink Floyd, "A Saucerful of Secrets", pubblicato nel giugno del 1968, era ancora presente la mano di Syd Barrett che vi partecipò con una canzone “Jugband Blues”, mentre David Gilmour cantò in tre dei sette brani. L'album risentì di quel periodo travagliato e mostrava una certa mancanza di uniformità tra un brano e l'altro, però, per la prima volta si può ascoltare il suono della chitarra di Gilmour che sarà il suono distintivo dei Pink Floyd da lì in avanti.

Il terzo album della band inglese – il primo senza Syd Barrett - è una colonna sonora, quella del film "More" diretto da Barbet Schroeder che venne pubblicata nel luglio 1969. Il disco, proprio per la sua particolarità, è composto da molti brani strumentali, Gilmour canterà in tutti gli altri. Il disco ebbe un ottimo riscontro raggiungendo il nono posto della classifica di vendita britannica.

Solo qualche mese più tardi, a novembre, i Pink Floyd pubblicarono un doppio album intitolato "Ummagumma", sperimentale sin dal formato: un lato registrato dal vivo e l'altro in studio. Quello in studio è diviso in quattro parti ognuna gestita da ogni componente del gruppo. Il disco è connotato da forti influenze prog e li portò fino al quinto posto della classifica in Gran Bretagna, sfondando il muro delle prime cento posizioni (74° posto) in quella statunitense.

Nell'ottobre 1970 i Pink Floyd pubblicano "Atom Heart Mother", l'album porta i Pink Floyd per la prima volta in cima alla classifica di vendita britannica e sarà il preludio ai leggendari album che la formazione inglese farà uscire nel corso degli anni Settanta: "The Dark Side of the Moon" (1973), "Wish You Were Here" (1975), "Animals" (1977) e "The Wall" (1979). Roger Waters sarà la guida concettuale del gruppo, la chitarra di David Gilmour la sonorità distintiva...oltre che la voce di brani indimenticabili quali "Money" e "Wish You Were Here".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.