Sanremo 2021, Gio Evan: ‘Stasera canto Max Pezzali perché devo tantissimo a lui’

Questa sera il 32enne scrittore e cantautore pugliese porta sul palco dell'Ariston una cover di 'Gli anni' degli 883 con i finalisti di 'The Voice Senior'.
Sanremo 2021, Gio Evan: ‘Stasera canto Max Pezzali perché devo tantissimo a lui’

Ha preso il via la settantunesima edizione del Festival di Sanremo e, tra i 13 su 26 “Big” in gara che si sono esibiti nel corso della seconda serata della manifestazione, Gio Evan ha cantato sul palco del Teatro Ariston la sua “Arnica”.

Nella serata di oggi, giovedì 4 marzo, dedicata agli omaggi alle canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana, il 32enne scrittore e cantautore pugliese presenterà una cover di “Gli anni” degli 883 insieme ai finalisti di “The Voice Senior”. In merito alla scelta di reinterpretare proprio il brano tratto dal disco del gruppo di Pezzali del 1995, "La donna il sogno & il grande incubo", Giovanni Evani Giancaspro - questo il nome all’anagrafe dell’artista - ha spiegato a margine di un incontro su Zoom con la stampa: "Max Pezzali mi ha accompagnato nei miei primi passi della mia adolescenza, lì dove nemmeno mio padre è riuscito ad entrare: il motorino, le prime cadute, le prime sigarette di nascosto, i primi amori, i primi vicoli e le prime poche ore disponibili d’uscita la sera.

Ecco, Max Pezzali c’era. Erano gli anni ’90 ed era forte. Lui era uno che mi piaceva molto e mi faceva stare bene. Mi funzionava un po’ anche da papà. Perché Max Pezzali era uno di noi, non aveva questa aura di ego, questa spocchiosità nei suoi testi. Per me è stato un impatto d’innocenza bellissima”. Ha continuato: ".Ascoltarlo ti faceva veramente capire che c’era una distanza vicina, che eravamo simili. Quindi ho voluto un po’ ringraziarlo e celebrarlo perché devo tantissimo a lui. Ho scelto ‘Gli anni’ perché mi sembrava molto affine con  ‘Arnica’: questo elenco di celebrazione, questa sintonia nostalgica quasi a dover riprendere indietro qualcosa per dire: ‘Veniamo da là’. Ma che bello che era”.

Sulla scelta di esibirsi insieme ai finalisti di “The Voice Senior” Gio Evan ha. raccontato: “I ragazzi di ‘The Voice - Senior’ non li conoscevo, perché io non pratico le televisioni, non le vedo, non le tocco, però rispettavano perfettamente quello che avevo chiesto a Filippo Gimignano di Universal. Io gli avevo esattamente chiesto: ‘Mi piacerebbe avere come ospiti delle persone vere, non costruite’. Non avevo voglia di confrontarmi con le grandi star, che poi le ho conosciute anche nella mia vita. Volevo delle persone un po’ umili, vere, affaticate, segnate dalla vita, ferite: un po’ come me, perché sono poi le persone che frequento di più. Lui mi ha presentato loro e mi ha detto: ‘Guarda, la Rai da poco ha presentato questo programma e loro sono belli. Mi hanno mandato dei link, li ho visti e mi hanno commosso: penso che la commozione sia la massima espressione dell’accettazione interiore che abbiamo e quindi ho accettato. Poi quando li ho conosciuti ho avuto sempre più conferme”.

Questo il video ufficiale della canzone di "Gli anni" degli 883:

Raccontando del suo debutto sul palcoscenico di Sanremo e su perché ha scelto di partecipare alla manifestazione, nonostante la sua scarsa cultura di essa - come già raccontato durante l’intervista concessa a Rockol in occasione della sua partecipazione in gara alla kermesse - presentandosi così al pubblico nazional-popolare più addetto alla musica mainstream, il 32enne scrittore e cantautore pugliese ha raccontato: “Io non ho mai vissuto Sanremo se non per sentito dire, non l’ho mai visto, faccio mea culpa perché poi ho scoperto che, vedendolo da dentro, è molto bello.

Recupererò, sicuramente”. Ha aggiunto: “Altra cosa è che io rispondo presente all’appello di quello che trovo davanti in vita: io vedo un palco, una storia dietro, vedo persone buone che gestiscono la situazione e che mi invitano a professare le mie parole e quindi io vedo che tutto torna a me, in questo caso. Quindi, perché non farlo? Che cos’è il mainstream, lo sappiamo veramente? Che cos’è indipendente? Siamo veramente indipendenti? Esiste davvero qualcosa di indipendente? Nessuno è indipendente, dipendiamo tutti da qualcosa. Uno ora esce con un disco ed è indipendente: non è vero, perché il disco glielo ha fatto fare sua madre con il lap top, perché lui non se lo poteva permettere. Dobbiamo accettare che dipendiamo da ogni cosa, che siamo schiavi della vita ed è una schiavitù magnifica perché ci rende liberi solo quando siamo consapevoli che siamo esili. Quindi, ben venga questo mainstream se invita a unire tante persone. Basta stare tutti staccati a voler fare le prime donne. Dobbiamo essere prima di tutto umani e poi possiamo fare le prime donne”.

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