Sanremo: Amadeus e Fiorello guardano già al Festival del 2022?

I due showman tra il serio e il faceto: ‘Questo è l’anno della rinascita, il prossimo sarà quello del boom’
Sanremo: Amadeus e Fiorello guardano già al Festival del 2022?

Amadeus e Fiorello, conduttori del settantunesimo Festival di Sanremo, hanno scherzosamente messo un’ipoteca sull’edizione 2022 del Festival della Canzone Italiana. Intervenendo nel pomeriggio di oggi, domenica 28 febbraio, a Domenica In in collegamento dal teatro Ariston, lo showman siciliano ha dichiarato - come riferito dall’agenzia ADNKronos - alla presentatrice Mara Venier:

“Ho lo scoop dell' anno. Ama me lo ha confidato alle 11.30, è venuto in camera mia in pigiama e mi ha detto: io l'anno prossimo voglio fare il Sanremo ter, perché questo è l' anno della rinascita, l'anno prossimo voglio godermi quello del boom”

Alle parole del collega Amadeus, ha aggiunto:

“E lui mi ha risposto, sappi che non ti lascerò mai”

Incalzato dalla Venier per ottenere una risposta “seria” alla domanda sulla conduzione del Festival 2022, Amadeus prima ha prima spiegato “Pensiamo a quello che sta per iniziare” per poi concludere:

“Non confermo e non smentisco”

Il conduttore e direttore artistico della manifestazione ha poi dichiarato:

“Sarà un Sanremo diverso dall'anno scorso perché non ci sarà il pubblico in sala, ma sul palco lo spirito sarà lo stesso dell'anno scorso. Il contorno [del Festival] è strano, la sera quando esci dopo le prove è deserto, l'anno scorso c'erano migliaia di persone. Ma siamo entrati nella modalità senza pubblico, il nostro pubblico è veramente quello delle persone che saranno a casa e sul palco sarà l' orchestra meravigliosa del festival: quando vediamo le loro reazioni, i sorrisi, quando incrociamo i loro sguardi, diventano il pubblico presente in sala”

Tornando sull’ostinazione dimostrata nel voler tenere il concorso canoro nonostante l’emergenza sanitaria in corso, Amadeus ha precisato:

“L'Ariston ha la sua magia, è la storia della musica, del costume, del Paese: ecco perché era importante non fermarlo, è un segnale di riapertura verso tutto il settore che ha sofferto. Se non fare il festival fosse servito a riaprire ristoranti, cinema, bar, non avrei esitato a fermarmi, ma dietro ci sono musicisti, tecnici, operai che lavorano, ci auguriamo che sia l'inizio e che possano riaprire anche altri settori”

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