Sanremo 2021, i Maneskin: "Non staremo zitti e buoni"

La band romana racconta la canzone, e la collaborazione con Manuel Agnelli: l'intervista
Sanremo 2021, i Maneskin: "Non staremo zitti e buoni"
Credits: Francis Delacroix

Un testo intriso di ribellismo adolescenziale, un sound che richiama il rock classico di anni ’90 e 2000. I Maneskin si presentano così a  Festival di Sanremo 2020, con l’idea di non stare “Zitti e buoni”. Questo recita il titolo della canzone scritta da Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan Torchio: “Sono fuori di testa ma diverso da loro e tu sei fuori di testa ma diversa da loro, siamo fuori di testa ma diversi da loro”, canta Damiano.

“È un pezzo che nasce tempo fa che nel tempo abbiamo modificato nelle parole e nella musica”, ci racconta Damiano. “È una canzone diretta, è cruda e semplice come linguaggio. È su questo che abbiamo puntato: essere incisivi senza sovrastrutture”, “Non ci siamo fermati né posti limiti, facendo quello che abbiamo sempre fatto”, gli fa eco Victoria. “A noi viene naturale: andiamo sul palco e ci sfoghiamo, ci lasciamo trasportare. È quello che è successo anche a X Factor: viviamo la TV come un concerto”, raccontano paragonando la loro esperienza al talent nel 2017 al passaggio all’Ariston: “Certo, non c’è il pubblico, ma quello che abbiamo fatto lo faremo con le telecamere, andandole a cercare”.

Non è la prima volta che che si associa il nome della band al Festival, ma questa volta è successo davvero: “Ma prima non c’era mai stata l’occasione. Questo è palco importante, l’abbiamo sempre detto, ma noi cerchiamo di portare quello che siamo in ogni occasione. È un onore, ti dà tanta visibilità ma noi rimaniamo quello che siamo. Ci fa piacere però raccontare come siamo cambiati che parte per primi da noi”.

La band giovedì canterà “Amandoti” dei CCCP con Manuel Agnelli - poi il 19 marzo uscirà "Teatro d'ira - Vol.I”: dopo l'album di debutto "Il ballo della vita", il gruppo presenta il primo volume di un nuovo progetto più ampio che si svilupperà nel corso dell’anno: “Ci siamo lasciati trasportare, abbiamo sperimentare andando contro i canoni che ci sono oggi sulla musica, siamo molto contenti”, spiega Victoria. “Anche nei metodi di registrazione, lo abbiamo inciso in maniera vintage, in presa e diretta. Jack nell’amplificatore e via”, aggiungono Ethan e Thomas.

 

Per le aspettative sul festival: “Andiamo leggeri, ci divertiremo. C’è ovviamente la parte di gara, ma suoniamo con l’orchestra, dal vivo. È una bella esperienza a 360 gradi, poi vincere farebbe piacere ma il risultato è relativo”, conclude Damiano

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