Sanremo 2021, Ermal Meta: 'Qui per cantare, non per dare spettacolo'

Il cantautore racconta la sua 'Un milione di cose da dirti': 'E' una canzone d'amore universale'
Sanremo 2021, Ermal Meta: 'Qui per cantare, non per dare spettacolo'
Credits: Paolo De Francesco

Il già vincitore - insieme a Fabrizio Moro - del Festival di Sanremo 2018 Ermal Meta è in gara alla settantunesima edizione del Festival della Canzone Italiana con “Un milione di cose da dirti”, brano scritto dallo stesso ex leader dei La Fame di Camilla al quale ha collaborato - per la parte musicale - Roberto Cardelli.

“Il testo di ‘Un milione di cose da dirti’ è particolare nella sua semplicità”, ha spiegato l’artista: “E’ un testo che va per immagini: i due personaggi del brano non hanno nomi. Accade, tra due persone che stanno insieme, che a un certo punto si smetta di chiamarsi per nome, a parte quando ci si incazza, perché in un rapporto a due si arriva a una fase dove si perdono i contorni delle individualità. Da un certo punto di vista è una cosa positiva, ma da un altro punto di vista no, perché due persone non possono diventare una”.

“Questa è una canzone d’amore universale, per questo non ho usato nomi”, ha proseguito Meta, che ha spiegato come la “Un milione di cosa da dirti” si sia sempre “spogliata” dagli arrangiamenti originariamente concepiti, per presentarsi - in forma definitiva - con una veste “con molti elementi, ma tutti molto discreti”.

“Sul palco dell’Ariston cercherò di renderla il più possibile simile alla versione registrata presente sul disco”, ha detto il cantautore: “Perché vorrei che conservasse la sua semplicità originaria. Fino a ora, in prova, è venuta davvero molto bene. Non è il genere di brano che richiede particolari stratagemmi da palco: non ci saranno trovate strane, perché sarebbero tutte fuori fuoco, non in linea con lo spettacolo. Io voglio salire sul palco di Sanremo per cantare una canzone, non per fare spettacolo”.

“Il Sanremo del 2018? E’ stato un Festival duro!”, ricorda Meta a proposito dell’edizione che lo vide vincitore insieme a Fabrizio Moro: “E’ stato difficile, ma bello da condividere con un vero amico: questo ha fatto da scudo a quello che è successo. Quella vittoria è stata importante ma sofferta”, per via delle accuse di plagio che vennero rivolte a “Non mi avete fatto niente”, “Noi, semplicemente, non volemmo sprecare un bel ritornello. E’ stato faticoso dovermi difendere da alcune affermazioni che non mi appartengono: sia io che Fabrizio, negli anni, come autori abbiamo contribuito alle carriere di tanti colleghi. Non avremmo mai fatto i furbi davanti a tutta l’Italia: grazie a Dio entrambi scriviamo tantissimo…”.

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