Steven Adler racconta il primo album dei Guns N'Roses, "Appetite for Destruction"

Così l'ex batterista della band californiana parla del disco pubblicato nel luglio 1987.
Steven Adler racconta il primo album dei Guns N'Roses, "Appetite for Destruction"

L'ex batterista dei Guns N'Roses Steven Adler in una intervista rilasciata a Classic Rock nel 2010 ricordava così la lavorazione del primo album della band californiana, "Appetite for Destruction".

"Eravamo cinque fratelli. Vivevamo insieme. Mangiavamo insieme. Abbiamo scopato insieme. E Axl e tutti i suoi avvocati non potranno mai toglierci quello che abbiamo realizzato in quel momento della nostra vita. Ci sono milioni di musicisti, ma trovarne cinque in una stanza che possano effettivamente accendere la magia, è raro. Noi lo abbiamo fatto con "Appetite For Destruction"". Quel disco per Steven Adler è invecchiato "come un buon brandy".

Il batterista, allontanato dai Guns N'Roses nel 1990 durante le sedute di registrazione di "Use Your Illusion", racconta: "Ho ricordi meravigliosi di 'Appetite'. Noi lo sapevamo e basta. Io, Axl, Slash, Duff, Izzy... tutti sapevamo dove ci avrebbe portato. Andavamo in cabina e lo ascoltavamo guardandoci l'un l'altro, 'Questo sarà il miglior disco di sempre'. La prima volta che l'abbiamo sentito alla radio, eravamo come dei bambini, saltavamo, urlavamo, cantavamo e ballavamo in cerchio".

La maggior parte del materiale del disco venne buttato giù in uno squallido posto di Los Angeles noto come Garden.

Iniziarono a lavorare con il produttore Mike Clink ai Rumbo Recorders nell'agosto del 1986. Il materiale era autobiografico, era diviso in parti uguali di sesso, droga, pornografia e povertà. "Le canzoni erano ciò che avevamo vissuto. Facevano parte delle nostre vite. Noi cinque, i nostri pazzi amici e tutte le folli esperienze. Vivevamo per strada, senza niente. Grazie a Dio avevamo le spogliarelliste! Perché le spogliarelliste fanno un sacco di soldi e se ne hai sette o otto dalla tua parte sono un sacco di soldi. Volevano prendersi cura di noi rocker.".

Slash ha descritto canzoni come "Mr Brownstone" come scritte "al culmine della nostra beatitudine chimica". Adler nei suoi ricordi parla del fatto che i membri della band vivevano una doppia esistenza. “Eravamo giovani e non avevamo in mente nient'altro che feste e figa, ma quando si trattava di andare in studio tutti raddrizzavano il culo. Prima lavoriamo, poi facciamo festa. Io ero un gran fumatore di marijuana, un poco di alcol... ma di eroina nella band durante 'Appetite'? Ve lo dico, niente. (...) Abbiamo preso la cosa seriamente. Dormivamo tutto il pomeriggio, andavamo a registrare, poi uscivamo e facevamo festa". Tutti tranne Axl Rose: "Lui faceva le sue parti da solo. Axl è un lupo solitario. Lui è un tipo come... non voglio dire Dracula, ma a lui piace il suo spazio. La parte vocale di Axl è quella che ha richiesto più tempo, perché è un perfezionista: alcune parti vocali le registrava una parola alla volta. Ma la maggior parte delle canzoni sono state fatte alla prima botta o alla seconda. "Sweet Child O’Mine" è stata fatta al primo ciak."

Racconta ancora. "Ci fu un incidente. Come band, ci eravamo sempre detti che non avremmo mai permesso a nessuno di dirci come scrivere la nostra musica. C'era questa parte in "You’re Crazy"... in origine era full-time dall'inizio alla fine, ma Mike Clink disse, 'Ehi, perché non fai la strofa a metà?' Pensando che gli altri sarebbero saltati su e avrebbero detto, 'Vaffanculo, non dirci cosa fare!' Fui l'unico a saltare in piedi a dirlo. Tutti gli altri mi guardarono."


Ma qual è la canzone preferita di Adler del disco: ""Rocket Queen"... "Nightrain"... "Welcome To The Jungle"... "Think About You"... "Sweet Child O'Mine"... "Brownstone" è buona. Sapete cosa? Tutte. Ero certo che avremmo avuto un primo album con dodici singoli". E sul fatto che Axl si registrò mentre faceva sesso con una sua groupie/fidanzata (Adriana Smith) in "Rocket Queen", Adler dice: "Oh, quella era solo una vecchia amica, una spogliarellista. Avevamo qualcosa come otto o nove spogliarelliste che facevano parte del nostro piccolo clan. Era solo una di quelle con cui stavo pomiciando in quel momento. Ma non mi importava che Axl se la facesse. Lo stava facendo per la band. Vaffanculo!"

Steven Adler non aveva nulla in contrario neppure sulla ripartizione dei diritti d'autore: Axl prendeva il 25%, gli altri tre il 20% e lui il 15%. "Era una divisione perfetta. I testi erano di Axl, quindi ho pensato che fosse appropriato per lui prendere un po' di più. Senza problemi, gli ho detto, 'Amico, prendi il cinque per cento del mio, io prendo il 15, tu prendi il 25'. I testi sono importanti. Vai in giro in automobile, canti le parole. Ma ovviamente ho guadagnato un sacco di soldi con 'Appetite'... Non si possono vendere così tanti dischi e non fare soldi".


Poi però i rapporti tra lui e Axl andarono via via deteriorandosi: "Le nostre relazioni non sono cambiate durante 'Appetite'... Le cose hanno iniziato a cambiare solo dopo che eravamo in tour e c'era un sacco di droga e di alcol. Non dovevamo nemmeno chiedere... Tutto quello che dovevamo fare era pensarlo e magicamente appariva. Pensavi, 'Voglio una grande striscia di coca' e bing! Ero molto ingenuo con l'eroina. Mi sono fatto per due mesi, mi sono ammalato e il dottore mi ha dato questo bloccante degli oppiacei. Mi ammalai ancora di più e non potevo esibirmi".

Infine il grande rimpianto: "La cosa che mi ha dato fastidio è che per colpa mia non abbiamo finito quello che abbiamo iniziato.

“Use Your Illusion" sarebbe stato ancora migliore. Se non ci fosse stato quel batterista [Matt Sorum]. È come una macchina, nessuno lo vuole sentire. Si vuole ascoltare swing, feeling, groove, è così che suono. Ho fatto le demo per "Use Your Illusion". Suonavamo le canzoni, andavamo in studio e ci dicevamo, 'Questo sarà più grande del fottuto 'Appetite'. E lo sarebbe stato. Ma a causa della mia cazzata, non abbiamo finito quello che avevamo iniziato. Ora Slash e Duff fanno di nuovo parte della mia vita. Izzy è come uno zingaro, viaggia per il mondo, ma ho cercato di contattarlo. Più di ogni altra cosa, voglio tornare a far parte della vita di Axl. Siamo fratelli. E cosa fanno i fratelli? Litigano. Ma solo perché tuo fratello a volte non ti piace non significa che non lo ami.".

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