Willie Peyote: “A Sanremo si canta l’amore, ma intanto la gente muore”

Il rapper e cantautore racconta il vero significato del brano “Mai Dire Mai (La Locura)”: “Ho trollato tutti, anche Amadeus”.
Willie Peyote: “A Sanremo si canta l’amore, ma intanto la gente muore”

Una risata amara ci farà ballare e, forse, pensare. Willie Peyote arriva al Festival di Sanremo come un grillo parlante. Presenterà il brano “Mai dire mai (La Locura)”. Un pezzo ironico e dissacrante che riporta la mente a Giorgio Gaber nelle intenzioni, ma non certo nel suono. Gli autori del brano sono Guglielmo Bruno, vero nome del cantautore e rapper torinese, Carlo Cavalieri D’Oro, Daniel Gabriel Bestonzo e Giuseppe Petrelli.

Neanche il tempo di dire “pronti-via” e sei già finito nel mirino degli haters.
“Sono scoppiate le polemiche appena è uscito il testo del brano. Il pezzo è una grande presa in giro nei confronti di Sanremo, ma anche nei miei. Solo che le persone non approfondiscono, non guardano al contenuto e alla sostanza, si fermano in superficie”.

La musica del brano?
“Vado con la cassa dritta. È un ennesimo segnale che sto prendendo tutti in giro”.

Allora togliamo l’involucro e andiamo alla sostanza. Di che cosa parla?
“Parla di come ci siamo ormai abituati a mettere al primo posto il mero intrattenimento, in tutti i campi, dall’arte alla cultura, passando per lo sport e arrivando anche alla politica. Avere un personaggio che funziona è più importante che avere talento, avere il consenso è più rilevante che avere un programma, far parlare di sé è più apprezzabile che avere qualcosa da dire. Anche in pandemia “the show must go on” quindi si gioca lo stesso anche con gli stadi vuoti, teatri chiusi e concerti annullati, ma con gli streaming e i talent show sembra che la giostra continui a girare”.

Ad aprire la canzone c’è una citazione tratta dalla serie “Boris” che tutti conoscono come il “monologo della Locura”.
“Sì, esatto: ‘Questa è l’Italia del futuro: un paese di musichette mentre fuori c’è la morte’. In questa frase è racchiuso il significato della canzone. Parto dalla realtà, ma metto al centro anche tutto quello che non è reale".

Un esempio?
“Beh, guarda questo Festival: siamo tutti lì a cantare quanto siamo innamorati, ma non possiamo certo fare finta che vada tutto bene. Fuori da quella bolla la gente muore, 400 persone al giorno”.

Che cosa sarebbe giusto fare?
“Non credo ci sia una soluzione, ma prendersi tutti molto meno sul serio sarebbe un primo grande passo avanti”.

Le polemiche sul testo, però, non dire che non te le saresti aspettate…
“Certo, fanno parte del gioco, ma il problema è che le mie parole non vengono proprio capite, c’è un problema di comprensione preoccupante in Italia.

Nel brano canto “Non ho capito in che modo twerkare vuol dire lottare contro il patriarcato”. Non me la prendo con il twerking, ma sulla sua rappresentazione a Sanremo. L’anno scorso ci siamo sorbiti la retorica dei monologhi sulla parità di genere, fatti solo per coprire alcuni scivoloni in conferenza stampa. Bene, poi cosa è successo? Dopo Rula Jebreal e Diletta Leotta è arrivato il twerking di Elettra Lamborghini e lo abbiamo preso a simbolo della lotta al patriarcato. Ma siamo sicuri di voler leggere la realtà in questo modo? Perché tutto quello che avviene su quel palco diventa militante?”.  .

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/1joNRruJPYrlryQDNPA1u2ZPGto=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/willie-peyote-willie-alta-47a9119-sanremo21-foto-di-chiara-mirelli.jpg

Secondo te Amadeus l’ha capito il testo?
“Con il senno di poi penso di aver trollato tutti. Anche voi giornalisti che mi avete dato voti altissimi definendo il brano un ‘capolavoro letterario’”.

Il coronamento della trollata sarebbe vincere il “Premio della critica”?
“Questo pezzo non vuole vincere alcun premio. Vuole far sorridere, amaro”.

Nel testo tocchi anche il tema delle “riaperture”: teatri e sale concerto rimangono chiuse.
“Non avrei potuto prescindere dal tema delle riaperture, perché è il tema che mi tocca di più, sia a livello professionale che umano: io, i miei musicisti, abbiamo bisogno di tornare a suonare, è il motivo per cui facciamo questo lavoro.

Ci sono persone che quest'anno hanno dovuto trovarsi un altro lavoro per sopravvivere, da Amazon, nei supermercati, e questo fatto non può passare sotto silenzio. Rispetto troppo i miei musicisti per andare sul palco e far finta che loro non esistano”.

Come andrai sul palco?
“Con tutte ‘le brutte intenzioni e la maleducazione’. Citazione di Morgan presente anche nel mio brano in gara. Ho deciso di andare a Sanremo, come già detto altre volte, perché so che lì ci saranno poche persone che la penseranno come me. E questo mi stimola. Spero comunque che la mia canzone, con il passare delle serate, venga compresa”.

Dal punto di vista emotivo come affronti la manifestazione?
“Come Ricky Gervais ha affrontato i Golden Globes. C’è un grande elefante nella stanza: perché facciamo finta non ci sia? Nel caso dei Golden Globes c’era tutto il discorso legato al movimento “Me too”, nel caso di Sanremo è evidente: noi facciamo le canzonette, fuori la gente continua a morire”.

Il rapporto fra l’Italia la satira?
“Funziona quando non viene toccata la squadra per cui si tifa. ‘Mai dire mai’ racconta anche questo: accettiamo di prendere in giro sempre gli altri, mai noi stessi”.

Quanto c'è della lezione di Gaber nel tuo modo di fare musica?
“Prendi “Il conformista” di Gaber, cioè colui che non dice mai la parola sbagliata per la sua platea. Ecco io ho cercato di declinare a mio modo quella visione, ribaltandola. Cerco di essere quello che si alza dal fondo della platea e dice: ‘Scusate, ma siete proprio certi di quello che state dicendo e facendo?’”.

Altri riferimenti?
“'South Park' e la stand up comedy”.

Per la serata delle cover hai scelto “Giudizi universali”. Sarai sul palco proprio con Samuele Bersani.
“È un brano capolavoro. Dopo la cassa dritta e la grande presa in giro, ho deciso di portare un brano profondo con un grandissimo cantautore. È un orgoglio sapere che Bersani abbia visto qualche cosa di buono nel mio lavoro”.

Canzone preferita della storia del Festival?
“Dico ‘Salirò’ di Daniele Silvestri”

Progetti post sanremesi?
“Non c’è un disco, o meglio c’è, ma lo faremo uscire più avanti, non subito. Il mio primo progetto sarà disintossicarmi”. 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.