UK: da metà maggio potrebbero tornare i concerti

Per i grandi festival - Glastonbury docet - c’è tempo, ma in primavera qualcosa potrebbe succedere dall’altra parte della Manica
UK: da metà maggio potrebbero tornare i concerti

Il buon andamento della campagna vaccinale e la tendenza al ribasso nel numero dei contagi sta facendo intravedere ai cittadini britannici la luce in fondo al tunnel della pandemia: in una conferenza stampa tenuta ieri, 22 febbraio, il primo ministro inglese Boris Johnson ha annunciato un piano in quattro fasi che dovrebbe riportare la Gran Bretagna alla normalità dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Per tornare a parlare di eventi dal vivo il Regno Unito, al momento ancora sottoposto a un regime di lockdown molto stringente, dovrà attendere il prossimo 17 maggio, quando - se la tendenza alla regressione dell’infezione resterà costante - saranno consentiti spettacoli ed eventi sportivi in ​​luoghi al chiuso con una capacità di 1.000 persone o a capienza dimezzata (a prescindere dal valore della capienza totale), e in luoghi all'aperto con una capacità di 4.000 persone (o, sempre, a capienza dimezzata). La novità maggiore riguarda i grandi spazi all’aperto, dove - a condizione che gli unici posti disponibili siano a sedere - sarà concessa l’organizzazione di eventi con affluenza fino a 10mila unità.

In attesa del definitivo ritorno alla normalità, che dovrebbe avvenire non prima del prossimo 21 giugno con l’apertura della quarta fase del piano, quella che dovrebbe segnare il ritiro della maggior parte delle restrizioni, la road map disegnata dall’esecutivo britannico non ha mancato di suscitare reazioni da parte della filiera della musica dal vivo.

Il ceo dell’Association of Independent Festivals Paul Reed ha espresso soddisfazione, dicendosi fiducioso che “molti dei nostri festival potrebbero essere in grado di svolgersi in qualche modo entro la fine dell'anno”, nonostante permangano “alcuni punti urgenti di chiarezza che devono essere fatti intorno ai requisiti esatti che gli organizzatori del festival dovranno soddisfare, in particolare riguardo ai test e alla certificazione Covid”, essendo ormai prossimi al punto di non ritorno entro il quale “la maggior parte dei festival devono decidere se andare avanti o cancellare” le prossime edizioni.

Critiche sono arrivate dalla Music Venue Trust, associazione che raggruppa i locali di musica dal vivo britannici: “Questa road map individua ancora una volta gli eventi di musica dal vivo come un rischio specifico, implicando il trattamento del settore in modo speciale”, si legge nella nota diffusa in merito, dove - a fronte di una sorveglianza particolare si chiedono ristori particolari. Tuttavia - prosegue la MVT - “è bello sentire il governo fornire le condizioni in base alle quali eventi inizialmente a distanza sociale, e poi eventi di maggiore capacità, possono aver luogo. Sulla base di queste informazioni ora è possibile immaginare una ripresa”.

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