Sanremo 2021, Gio Evan presenta ‘Arnica’: ‘La lezione di un fiore fragile eppure perenne’

Il poeta, scrittore e cantautore a tutto campo per introdurre alla stampa il suo nuovo disco, ‘Mareducato’: ‘Fare guerre? Non serve a nulla. Riprendiamoci l’allegria e impariamo a non aver paura della felicità’
Sanremo 2021, Gio Evan presenta ‘Arnica’: ‘La lezione di un fiore fragile eppure perenne’

Il gara alla prossima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Arnica”, Gio Evan ha incontrato virtualmente la stampa oggi, martedì 23 febbraio, per presentare il suo nuovo album, “Mareducato”, in uscita il prossimo 12 marzo, che verrà consegnato ai mercati in concomitanza con il libro di poesie “Ci siamo fatti mare”, edito da Rizzoli.

A proposito della sua esperienza al teatro Ariston per le prove della sua esibizione, Giovanni Evani Giancaspro - questo il nome dell’artista all’anagrafe - ha dichiarato:

“La prima prova sul palco di Sanremo è stata scioccante, ho sentito la meraviglia di settanta orchestrali al servizio di una canzone che ho scritto in montagna. Dopo la prova, al microfono, mi sono sentito in dovere di dire all’orchestra che mi dispiaceva che dovessero lavorare con me. Una trattamento del genere per me è troppo. Come recita il Vangelo: ‘Padre, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola e io sarò salvato”.

Su “Arnica”, il brano in gara al Festival di Sanremo, l’artista ha spiegato:

“Le canzoni riesco a scriverle solo con la chitarra in mano. E sono anche un climber. Un giorno stavo arrampicando, tra l’aprile e il maggio scorsi, e durante la scalata e ho messo il dito medio in una presa: mi è venuto a mancare un appoggio sui piedi così sono rimasto appeso col dito nella presa. L’incidente ha sbriciolato l’osso del medio, impedendomi di suonare la chitarra. Ma avevo in canna ‘Arnica’, me la stavo cantando addosso. Così ho preso una tastiera, ho chiesto a un amico di darmi rapidamente delle lezioni di piano e dopo due mesi passati a suonare tutti i giorni per dieci ore ho scritto la canzone, il cui testo è stato scritto il giorno stesso dell’incidente”.

Su come “Arnica” verrà presentata sul palco di Sanremo 2021:

“Teatralizzerò la mia canzone, per me era una scelta scontata. Ho fatto le prove dei balletti, a me piace farlo. Sarà tutto molto minimale, mi sono limitato a voler rifare tutto il brano con le mani, come se fosse una tela da dipingere: sono più appassionato di pittura, danza e teatro che di musica, quindi è stato naturale proiettare le mie passioni su quello che mi piace fare”.

Sulla versione di “Gli anni” degli 883 che eseguirà in compagnia di Max Pezzali in occasione della serata dedicata alla cover:

“C’è un proverbio zen che recita: fidati di Dio, ma chiudi sempre a chiave la macchina. Io sono un ragazzo, vivo e spericolato, che arrampica e fa feste: credo si debba unire la profondità del cielo alla giocosità della terra. Come dicono gli sciamani, la verità è nel crepuscolo. Sono stato vegano e fruttariano, ma non serve a un cazzo: fare le guerre non porta da nessuna parte. Ho deciso di riprendermi l’allegria, perché se il percorso spirituale è troppo severo ci si perde: è per quello che i preti annoiano. Ho scelto ‘Gli anni’ perché Max Pezzali per certi versi mi ha cresciuto: le sue sono le canzoni che ho cantato a squarciagola negli anni della mia contentezza. Poi mi piaceva che la canzone fosse celebrativa, un po’ come ‘Arnica’, con un elenco esplosivo nei ritornelli”.

Sempre su “Arnica”:

“L’arnica è un fiore, prima di essere una medicina: non dimentichiamocelo. E’ esile, ma perenne: è questo lo spunto che ha fatto nascere la canzone. L’arnica, come me, vive in montagna, è piccola e fragile ma ambisce all’eterno. E ha una metamorfosi, un’evoluzione, che grazie all’intuito e alla creatività dell’uomo diventa un balsamo per attutire le botte del mondo. E’ medicina? Per quanto mi riguarda lo sono anche mangiare una mela o respirare un tramonto. Qual è la lezione che possiamo imparare dall’arnica? Per per diventare eterni bisogna essere fragili”.

Sul Festival di Sanremo in “zona rossa”:

“Se ho paura? Non sarei umano se non l’avessi: il pensiero l’abbiamo tutti. Dobbiamo sublimarlo con grande cura ma la paura c’è sempre: non riusciamo più a essere spensierati”.

Sul suo rapporto con la religione:

“Jung diceva: io non credo che dio esista, io so che dio esiste. Ho avuto la fortuna di avere dei dialoghi celesti, perché tendevo alla solitudine, al digiuno, all’isolamento e alla meditazione fin da piccolo. A 14 anni sono andato via di casa perché avevo bisogno di montagna: ho fatto le scuole a Gubbio, in Umbria, in campagna, ma non mi bastava. Per caso un mio amico si trasferì ancora più fuori, e ottenni dai miei genitori il permesso di andare con lui, a Pietralunga, poco lontano. Lì  ci sono due ashram, le chiese induiste: ho capito subito che isolamento, digiuno e meditazione erano terapie. Io non sono cristiano, sono cristico: sono tutto, pratico tutto. In india, durante uno dei miei tanti viaggi, ho trovato un Vangelo in italiano per terra, dopo aver passato un mese di digiuno. Come avrei potuto dire che Dio non esiste?”.

Sull’album “Mareducato”:

“Appartengo alla montagna e morirò in montagna, ma la pandemia l’ho passata al mare, dove ho scritto i miei nuovi lavori. E adesso che sono andato via ho voluto dirgli grazie. Ho scoperto la solitudine del mare d’inverno, e ho capito che il mare di costringe a fare i conti con te stesso, impedendoti di scappare dalle tragedie interiori. La montagna di insegna a fuggire, perché ti offre tante opportunità per farlo, ma in mare non puoi nasconderti. Al mare mi sono arrivati addosso tutti i conti che avevo in sospeso, ed è stato bello, quindi ho voluto dirgli grazie con il disco e con i libro. Mi ha dato una nuova forma di educazione, per questo l’ho intitolato ‘Mareducato’”.

Sull’essere diventato noto al grande pubblico grazie alla citazione pubblica di Elisa Isoardi:

“Stavo facendo un percorso pieno di sold out, i miei libri erano già best seller quando è successa questa cosa con la Isoardi [la showgirl utilizzò un verso dell’artista per ufficializzare sui social la separazione dell’allora partner, il segretario della Lega Matteo Salvini]: quando un artista che viene da un percorso lungo, lontano dai social, dalla politico e dal sistema cose come questa danno un po’ fastidio. Non mi interessa la politica, mi ritengo un anarchico ordinato. Certo, avrei preferito essere citato da Dario Fo. E’ successo con la Isoardi? Va bene così. Sono bombardato da persone che si lasciano e si fidanzano con le mie poesie, sono abituato a ficcarmi nelle storie d’amore, anche se sono molto meno fortunato con le mie. Questa faccenda, in ogni caso, mi ha toccato poco, perché se oltre alla notorietà hai contenuto da offrire reggi, sennò ciao”.

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