Club Dogo, una storia in sette capitoli

L'ultimo album del gruppo, "Non siamo più quelli di Mi fist", risale all'autunno 2014.
Club Dogo, una storia in sette capitoli

Nel 2002 a Milano si formano i Club Dogo. Il gruppo è composto dai rapper, poco più che ventenni, Jake La Furia (al secolo Francesco Vigorelli, 25 febbraio 1979) e Gué Pequeno (vero nome Cosimo Fini, 25 dicembre 1980) e dal produttore Don Joe (Luigi Florio, 15 maggio 1975).

Il primo capitolo della storia dei Club Dogo viene scritto nell'aprile 2003, quando esce l'album "Mi fist". La produzione è a cura di Don Joe, è composto da venti brani e parecchi ospiti: Vincenzo da Via Anfossi, Dargen D'Amico, Lamaislam della Porzione Massiccia Crew, Totò Mezzolla, Santy DJ.

Per il secondo capitolo della saga dei Club Dogo si devono attendere tre anni quando, nel marzo 2006, viene pubblicato l'album "Penna capitale". L'etichetta è la Vibra Records. In produzione sempre Don Joe affiancato da DJ Shocca, Shablo e Deleterio. Mentre i featuring hanno impegnato Marracash, Ricardo, Poopatch, MC Mars, Liv L Raynge e Vincenzo da Via Anfossi.

Per il terzo passo della sua carriera il trio milanese lascia il mondo dell'indie e firma per una major, Emi Virgin Records. Nel maggio 2007 pubblica "Vile denaro". Il singolo "Mi hanno detto che..." si merita un'ottima e meritata programmazione radiofonica e traina l'album fino alla undicesima posizione della classifica di vendita. Come da buona regola, il disco presenta alcune collaborazioni. Oltre agli habituè Vincenzo da Via Anfossi e Marracash (qui insieme in "Puro Bogotà"), si contano anche Daniele Vit, Stylophonic e Roba & Zenima.

Gli accordi con Virgin durano lo spazio di un solo album, per il loro quarto episodio discografico i Club Dogo si accasano con Universal e danno alle stampe, "Dogocrazia", nel giugno del 2009. Il gruppo è ormai una realtà della musica italiana e il disco debutta direttamente al settimo posto della classifica. Ancora una volta sono presenti gli amici Vincenzo da Via Anfossi e Marracash. Fa il suo debutto tra i feat. J-Ax, oltre a Terron Fabio, Karkadan, Infamous Mobb, Kool G Rap e Montenero.

Nell'ottobre 2010 i Club Dogo salgono ancora nel gradimento del pubblico italiano e il loro album "Che bello essere noi" coglie il secondo posto in classifica già al debutto.

Così all'epoca i tre spiegarono il perché della scelta del titolo dell'album: "Abbiamo scelto questo titolo, 'Che bello essere noi', per una sorta di liberazione. Non vogliamo essere presuntuosi, non è che noi siamo il meglio e il resto è il peggio. Vogliamo solo dire ad alta voce che siamo fieri di essere noi stessi. Molti ci hanno criticato per i testi a volte troppo duri o troppo a tinte forti, altri ci odiano per quello che siamo riusciti a costruire, altri ancora ci amano per la nostra musica e per quello che siamo: è per loro, oltre che per noi stessi, che continuiamo a fare musica. Abbiamo scelto come primo singolo 'Spacco tutto', per tornare alla grande. E' una canzone che far voglia di far festa, di fare casino, una canzone 'spensierata'. Quando in gergo si usa il termine 'spaccare', ci si riferisce a qualcosa che rimane impresso. Quale poteva essere il pezzo più adatto, se non questo, per lasciare un segno forte?". Questi i musicisti chiamati dai Club Dogo per questo disco: Co' Sang, Marracash, Entics, Daniele Vit, Noyz Narcos, Nex Cassel & DJ Zak.

Il sesto capitolo della storia dei Club Dogo si intitola "Noi siamo il club" e viene pubblicato nel giugno 2012.

I tre raggiungono la prima posizione in classifica già la prima settimana dell'uscita. Il motivo che si celo dietro la scelta di questo titolo per l'album lo spiegano così: “Abbiamo deciso di intitolare il disco ‘Noi siamo il club’ non per indicare che siamo i Club Dogo ma per identificare il tipo di musica che vi si può trovare dentro: musica da club, appunto. Non intendo pezzi alla David Guetta, ma rap da club. C’è stata una vera evoluzione nelle sonorità dei brani. Abbiamo poi sviluppato una canzone che si intitola ‘Noi siamo il club’ e abbiamo pensato di prendere questa frase per noi molto significativa e utilizzarla come titolo del disco”. Il disco presenta una lunga lista di collaborazioni che, a volte, esula dall'ambito più strettamente hip hop. Come accade nella intro affidata allo scrittore Carlo Lucarelli oppure con il featuring del gruppo dance dei Datura, o ancora con quello dei cantautori Giuliano Palma e Il Cile. Non poteva mancare Marracash, ma sono presenti anche altri esponenti dell'hip hop italiano quali Ensi, Zuli, J-Ax, Emiliano Pepe e i Power Francers.

L'ultimo album pubblicato dai Club Dogo, "Non siamo più quelli di Mi fist", risale al settembre 2014.

Il titolo rimanda a quello del loro primo disco uscito oltre undici anni prima. Undici anni in cui Jake, Gué e Don Joe sono passati dal quasi anonimato ad essere tra le realtà di maggior successo dell'hip hop tricolore e della musica italiana in generale. Le differenze con gli inizi (ma non solo) sono sottolineate anche dall'elenco di quanti hanno collaborato al disco. Una lista mai così parca e così poco legata alla loro scena musicale di riferimento: Lele Spedicato dei Negramaro, Arisa, Cris Cab e Entics. Così descrivevano, in una intervista dell'epoca, il cambio di rotta presente in "Non siamo più quelli di Mi fist": “E’ un disco importante perché viene dopo un disco di grandissimo successo, quindi è stato un po’ come la prova del secondo disco. Ha dentro delle sonorità molto cross-over, c’è un po’ di trap, c’è la schitarrata, c'è il reggae e parti cantate con l’autotune. E’ un disco molto vario, più adulto dei precedenti. Ci sono dei momenti musicali e lirici molto nuovi per noi, ma allo stesso tempo mantiene degli episodi di crudezza e di autenticità più relativi all’hip hop.”.

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