L'ultimo grande successo del ventesimo secolo

Fino al giugno del 1999 Carlos Santana pareva un vecchio arnese, ma poi...
L'ultimo grande successo del ventesimo secolo

Nell'aprile del 1981 i Santana pubblicano il loro dodicesimo album, "Zebop!". Il singolo principale tratto da quel disco si intitola "Winning", è una cover della canzone scritta e pubblicata dal cantautore britannico Russ Ballard nel 1976. "Zebop!" è l'ultimo album dei Santana e di Carlos Santana a raggiungere la top ten della classifica negli Stati Uniti. Gli anni Ottanta sembrano sancire il declino di uno degli eroi musicali del decennio precedente, di uno dei chitarristi migliori della storia del rock (usando la parola rock nella sua più ampia accezione). Invero al situazione non cambia neppure negli anni Novanta. Ma poi...

Poi accade che nel giugno del 1999 il chitarrista messicano pubblichi "Supernatural". E' l'album giusto, con le canzoni giuste, al momento giusto. Non si potrà mai sapere cosa ne sarebbe stato di questo disco se fosse uscito due anni prima o due anni dopo. La storia ci racconta che il mondo intero impazzì per gli ingredienti musicali presenti in "Supernatural". La lista degli ospiti che hanno collaborato a "Supernatural" è lunghissima e variegata quanto a inclinazione musicale: Dave Matthews, Carter Beauford, Everlast, il frontman dei Matchbox Twenty Rob Thomas, Lauryn Hill, Cee-lo Green, Eric Clapton, Manà, Eagle-Eye Cherry, K.C. Porter, The Product G&B.

"Supernatural" raggiunge la prima posizione nelle classifiche in ogni parte del mondo e vende trenta milioni di copie.

Le stazioni radio programmano senza sosta le canzoni del disco, su tutte: "Smooth", "Maria Maria", "Corazon Espinado", "Put Your Lights On". L'apoteosi viene raggiunta nel febbraio 2000. Alla cerimonia di consegna dei Grammy Awards Carlos Santana fa il pieno e si porta a casa ben otto statuette: Migliore Album Rock, Record of the Year (per la canzone "Smooth"), Canzone dell'anno (sempre per "Smooth"), Best Pop Performance by a Duo or Group with Vocals (con la canzone "Maria Maria"), Best Pop Collaboration with Vocals ("Smooth" Santana e Rob Thomas), Best Pop Instrumental Performance (per il brano "El Farol"), Best Rock Performance by a Duo or Group with Vocal (per "Put Your Lights On", Santana feat. Everlast), Best Rock Instrumental Performance (per "The Calling", Santana feat. Eric Clapton).

Nelle righe più sotto viene riproposta la recensione di "Supernatural" pubblicata da Rockol al tempo della sua uscita.

Allegria! Abbiamo qui il Signor Lettore di Rock Online, che si presenta per la materia “Santana”. Uela, qui c’è la storia del rock, dico bene? E allora, allegria! Scelga la busta: la uno la due o la tre? Busta n.1: Miracolo

Date una chitarra elettrica agli dèi, e suoneranno come Carlos.

Più di trent’anni di rock business non hanno scalfito la purezza musicale di un’anima nata per abbracciare il mondo con un manico di chitarra. Santana è ogni volta se stesso, ogni volta proiettato su una scala che porta al cielo usando le note degli assoli come gradini. E ogni volta attuale, come provano le presenze emblematiche di rappresentanti di diversi generi musicali. La presenza di Everlast, Lauryn Hill, Eric Clapton, non è la ricerca di fiori all’occhiello: è la coerente ricerca di un musicista che da tempi non sospetti ha fatto della collaborazione, dello scambio di esperienze, una fonte di crescita irrinunciabile. Un disco superbo, consigliabile anche a chi non conosce Carlos Santana.

Busta n.

2: Non se ne può più. Non ci si può credere. Ancora un’insalata di sambe pa ti, di canzoni del vento e di fiori di luna. Santana è ogni volta se stesso, ogni volta proiettato su quelle scale che probabilmente è in grado di suonare anche mentre gli fanno la pedicure. Sì, va bene, ha cambiato casa discografica e ormai sappiamo che un nuovo contratto significa un disco a rischio zero. Ma anche lui, non sarà stanco di fare sempre le stesse cose? E poi non si meravigli, allora, che la gente in concerto salta per aria quando sente il “beep beep” di “Oye como va”. E che dire delle famose “collaborazioni”, strillate a colori, come fiori all’occhiello. Ci sono Lauryn e Wyclef Jean (pure qui?), c’è Clapton, c’è Dave Matthews! E allora? Questa delle collaborazioni è la grande truffa che segnala che il rock è alla frutta, se non all’ammazzacaffè: diamoci una mano l’un l’altro, riuniamoci sotto il tetto della nostra artistica parrocchietta per dar da scrivere qualcosa ai giornalisti: “Il duetto, oooh!”. Davvero un disco sconsigliabile a chi non conosce Carlos Santana.

Busta n.

3 In medio veritas? Una cosa è certa: in questo modo suona solo lui. Che poi i brani di questo disco risultino piacevoli soprattutto quando riecheggiano i classici dell’eroe di Woodstock, è tesi difficile da confutare. Forse credeva, il buon Devadip, che dal confronto con i due Fugees o con lo sfuggente, enigmatico Everlast nascesse qualcosa di più intenso. Ma questa è gente che sta a McLaughlin come Veltroni sta a Lenin. Tante chiacchiere, ma più che un fuoco, dentro hanno uno zippo. Resta comunque il fatto che questo è probabilmente il miglior disco di Santana del decennio, e che non si può non nutrire un minimo di ammirazione e gratitudine per un uomo che pensa che il ponte tra lui e l’infinito sia il ponte che regge sei corde.

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