Il ministro Franceschini: "Teatri e cinema più sicuri di altri locali già aperti"

"Ora bisogna ragionare della riapertura. Ad oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l'Italia è l'Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire", dice il ministro.
Il ministro Franceschini: "Teatri e cinema più sicuri di altri locali già aperti"

"Ho chiesto al comitato tecnico-scientifico un incontro urgente per proporre le misure di sicurezza integrative su cui stanno lavorando le organizzazioni di categorie e che mi consegneranno.

Penso che teatri e cinema, con severe e adeguate misure, siano più sicuri di altri locali già aperti oggi": lo dice il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini oggi in un'intervista concessa al Corriere della Sera. Parlando delle possibili riaperture, a quasi un anno dalle prime chiusure forzate di cinema e teatri a causa delle misure restrittive per limitare i contagi ed evitare l'ulteriore diffusione del coronavirus, Franceschini dichiara: "Stiamo ragionando perché progressivamente, nelle condizioni di massima sicurezza, si vada alla riapertura di tutti i luoghi della cultura. Finché non lavorano, occorre sostenere gli operatori del settore al di là del tipo di contratto che avevano. Ma ora bisogna ragionare della riapertura. Ad oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l'Italia è l'Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire".

Oltre a cinema e teatri anche i club sono stati messi in ginocchio dalle chiusure legate al Covid-19. Alcuni locali storici italiani sono stati già costretti a chiudere. Tra questi il Serraglio, uno dei punti di riferimento della musica dal vivo a Milano. Il locale era stato inaugurato nel 2015: "Il Serraglio saluta. Anche per noi l'avventura finisce qui, ci abbiamo provato fino all'ultimo respiro ma abbiamo perso. Non abbiamo intenzione di fare nessuna filippica sul perché e percome, è sotto gli occhi di tutti. Forse, se possiamo permetterci, vorremmo dare un consiglio: ricominciare a vivere la musica con il piacere di farla a prescindere da tutto. Le piccole realtà hanno bisogno di spirito positivo, di creatività e passione, che per noi è la base di tutto. E voi pubblico, smettetela di seguire solo gli hype dei vari momenti e siate curiosi. Imparate a vivere i club con il piacere di scoprire, socializzare, aiutando talenti dal vivo e non attraverso i like virtuali. Questo periodo dovrebbe averlo dimostrato in pieno", hanno scritto i gestori sui social. E sempre a Milano hanno abbassato definitivamente le serrande anche l'Ohibò e il Blues House.

È stata la presa di posizione del ministro Franceschini, a fine gennaio, a spingere la Rai a rivedere l'organizzazione del Festival di Sanremo 2021: "Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile", ha scritto il ministro in un tweet. Amadeus e Rai stavano già lavorando per far sì che l'Ariston potesse ospitare una platea di 300 figuranti (contro i 2.000 spettatori che può normalmente ospitare il teatro), convertendo la sala in uno studio televisivo. Niente da fare. In seguito all'altolà del ministro il direttore artistico e i vertici dell'azienda hanno optato per un Sanremo senza pubblico, nemmeno di figuranti. Amadeus, che ha ribattezzato Sanremo 2021 "il Festival della ripartenza", anche del mondo dello spettacolo, aveva anticipato l'idea di collegarsi dall'Ariston con i principali teatri italiani, ma il progetto sarebbe poi saltato.

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