SIAE: nel 2020 settore del live quasi azzerato dall’emergenza Covid. I dati

La Società Italiana Autori ed Editori comunica i numeri del mondo dello spettacolo relativi all’anno della pandemia: nel solo settore concerti bruciati oltre 460 milioni di euro
SIAE: nel 2020 settore del live quasi azzerato dall’emergenza Covid. I dati

I dati SIAE relativi al primo semestre dell’anno passato - comunicati lo scorso 2 dicembre - sono stati purtroppo confermati da quelli contenuti nel consuntivo annuale che la Società Italiana Autori ed Editori ha reso pubblico oggi, giovedì 18 febbraio: l’anno della pandemia da Covid-19 ha costretto tutti i settori del mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo a una gravissima battuta d’arresto, concretizzatasi in cali disastrosi in termini di affluenza di pubblico e di incassi.

Nessuno dei comparti presi in esame è riuscito a contenere le perdite sotto il 70% rispetto agli incassi registrati nel 2019: se le attività sportive hanno accusato il colpo peggiore in assoluto - con una spesa dal pubblico crollata del 93% rispetto all’anno precedente - quello dei concerti ha fatto segnare una contrazione dell’89,32% nella spesa al botteghino e dell’89,73 nella spesa del pubblico.

L’allentamento delle restrizioni tra la fine della primavera e l’inizio dell’autunno del 2020 ha parzialmente mitigato il calo del numero degli eventi (sceso comunque del 65%), al quale ha corrisposto un calo dell’83% nel numero degli ingressi. In termini economici, la spesa al botteghino complessiva è passata dai 516 milioni di euro del 2019 ai 53 del 2020, con un calo di 463 milioni di euro.

A partire è stato anche il comparto delle sale da ballo e concertini, quello riferito alle attività di discoteche e locali come bar, pub e ristoranti che ospitano spettacoli di musica dal vivo: a fronte di un -71% nel numero di eventi e -78% in quello di ingressi, il settore ha registrato una contrazione del 78% nella spesa al botteghino e 75% nella spesa del pubblico, vedendo calare i propri incassi dai 248 milioni del 2019 ai 54 del 2020.

“La crisi epocale determinata dall'emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure per contrastarla sta facendo pagare un prezzo altissimo al settore dello spettacolo, di cui fanno parte quei creatori di felicità per la nostra collettività che sono i compositori e gli artisti della musica, del cinema, del teatro e della letteratura nonché i lavoratori che ne supportano l’attività”, ha dichiarato il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol: “La diffusione della cultura è essenziale non solo per l'economia italiana ma per la stessa qualità della vita e per questo rappresenta qualcosa di più di uno dei tanti settori da salvare nell'attuale situazione”.

“In un periodo in cui stiamo combattendo una battaglia durissima contro un nemico invisibile i nostri dati somigliano ad un vero e proprio bollettino di guerra”, ha ribadito il direttore generale di SIAE Gaetano Blandini: “E’ importante capire anche quali conseguenze lascerà questa lunga e difficile fase sulle abitudini delle persone quando sarà possibile tornare alla normalità. Come Società Italiana degli Autori ed Editori è nostro preciso dovere assicurare che venga fatto tutto il possibile affinché il patrimonio artistico e culturale, che contribuisce sensibilmente alla crescita economica del nostro Paese, riceva la giusta attenzione in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario, per poter ripartire e riprendere il suo sentiero di crescita".

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