Addio ad Andrea Lo Vecchio, autore di “Luci a San Siro” e "Donna felicità"

Aveva 78 anni; collaborò a lungo con Roberto Vecchioni ma scrisse anche "Rumore" di Raffaella Carrà
Addio ad Andrea Lo Vecchio, autore di “Luci a San Siro” e "Donna felicità"

Ieri sera, 17 febbraio, si è spento all’età di 78 anni Andrea Lo Vecchio, cantautore, autore di canzoni e autore televisivo.

L’annuncio della morte è stato dato dalle associazioni Premio Augusto Daolio – Città di Sulmona, premio per cantautori e gruppi emergenti di cui Lo Vecchio è stato presidente di giuria di tutte le ultime edizione, e Nomadi Fans Club “Un Giorno insieme”, attraverso un comunicato stampa.

Solo ieri pomeriggio Andrea Lo Vecchio aveva pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui faceva sapere che: “Questo covid è veramente brutto: ti allontana da tutto e da tutti , lasciandoti in una solitudine totale”. E ancora: “È lunga, ma ho fatto tante battaglie e sono sicuro che questa la vincerò contro il più grande  figlio di puttana che abbia incontrato”.

Nato a Milano il 7 ottobre 1942, Andrea Lo Vecchio si affaccia sulla scena musicale all’inizio degli anni Sessanta come cantautore, prendendo parte a vari concorsi canori prima di ottenere un contratto discografico con la CBS nel 1963. Dopo aver partecipato al Festivalbar 1964 con “Dorme la città” e al Cantagiro 1965 con “La ragazza di Reggio Emilia”, Lo Vecchio conosce Roberto Vecchioni, e i due danno il via a una collaborazione.

Insieme e per Vecchioni, Lo Vecchio scrive la classica "Luci a San Siro" (originariamente intitolata "Ho perso il conto" e incisa da Rossano, ma anche molte altre canzoni, come "Tu non meritavi una canzone", "Io non devo andare in via Ferrante Aporti", "Parabola", "Povero ragazzo", "La leggenda di Olaf".

Nel 1967 Andrea Lo Vecchio pubblica il suo primo album, intitolato “Storie d’amore", con i testi scritti da Vecchioni; nello stesso anno partecipa al Festivalbar 1967 con “Ho scelto Bach”, brano pubblicato come singolo contenente sul lato b il pezzo “Il mio coraggio”.

Lo Vecchio ottiene un buon successo come autore nel 1968 con “Sera”, anche questa scritta con Vecchioni, che, interpretata da Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci si classifica all'ottavo posto al Festival di Sanremo nel 1968. Come autore partecipa nuovamente a Sanremo nel 1970 con “L'addio”, interpretata da Michele e Lucia Rizzi. Ritorna al Festival nel 1973 con “Una casa grande”, interpretata da Lara Saint Paul, e anche nel 1977 con “Dedicato a te”, interpretata dall'autore della musica, Santino Rocchetti.

"Donna felicità", scritta sempre con Vecchioni, è un grande successo per i Nuovi Angeli.

Con Shel Shapiro, ex componente dei Rokes, Andrea Lo Vecchio scrive nel 1973 “E poi…" di Mina e, un anno più tardi, “Help me” per i Dik Dik. Nel 1974 firma con Guido Maria Ferilli un altro grande successo, questo di Raffaella Carrà: "Rumore". Per qualche anno scrive testi di sigle di cartoni animati, ma anche quello di "Tarzan lo fa", di Nino Manfredi.

Lo Vecchio diventa poi autore di programmi televisivi come - tra gli altri - “Canzonissima”, “Premiatissima”, “Drive in”, “Furore”, “Tale e quale”.

Nel 2017 aveva firmato con Mario Biondino la commedia teatrale “Qualcuno di troppo”.

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