UK, BPI chiede aiuto al governo per potenziare l’export musicale

Per la British Phonographic Industry gli stream di artisti britannici all’estero potrebbe valere un miliardi di sterline entro il 2030: l’appello perché venga esteso il Music Export Growth Scheme
UK, BPI chiede aiuto al governo per potenziare l’export musicale

Mentre l’industria del live d’oltremanica resta impelagata nel problema legato ai visti lavorativi post Brexit per i tour nella UE, la discografia inglese vede nell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione una “riscoperta” come “nazione a vocazione commerciale indipendente” che può portare opportunità ancora tutte da sfruttare: secondo un recente rapporto della British Phonographic Industry, associazione di categoria dei discografici del Regno Unito, l’export di musica nazionale sulle principali piattaforme digitali potrebbe valere un gettito pari a un miliardo di sterline all’anno entro il 2030.

La stima, basata sul trend registrato negli ultimi anni, prevede che a trainare ulteriormente il settore possano essere i mercati in rapida espansione come quelli asiatico e sudamericano, oltre che agli emergenti delineatisi sugli scenari mediorientale e africano.

Tuttavia, secondo BPI, “l'espansione del mercato globale dello streaming implica una concorrenza più serrata, con paesi più piccoli come il Regno Unito costretti a lavorare di più per ottenere una quota di ascolto sulle piattaforme di streaming in tutto il mondo”. Alla luce di questa considerazione l’associazione di categoria ha fatto appello al governo di Boris Johnson perché venga esteso il programma di sostegno al settore Music Export Growth Scheme: “Il governo dovrebbe sostenere l'espansione nella promozione degli artisti britannici e della musica all'estero”, si legge nella nota diffusa da BPI, nella quali si invita il parlamento a “rendere il Regno Unito più attraente per gli investimenti introducendo incentivi alla produzione musicale”, oltre che “garantire che gli standard elevati di protezione del copyright siano sanciti negli accordi commerciali in modo che tutti i vantaggi delle esportazioni possano tornare ai creatori britannici e al Regno Unito”.

“Stiamo vivendo un momento cruciale per la musica britannica sulla scena globale”, ha osservato il ceo di BPI Geoff Taylor: “Mentre il Regno Unito lavora per ricostruire dopo l’emergenza Covid e forgiare il suo futuro come nazione commerciale indipendente, la musica può svolgere un ruolo culturale ed economico di vitale importanza.

Nello streaming il nostro paese ha un'enorme opportunità per connettere gli artisti con i fan in modi mai visti prima. C'è un premio da un miliardo di sterline da vincere per il Regno Unito, che andrebbe a vantaggio degli artisti, dei fan e dell'economia britannica. Oggi stiamo proponendo un piano per lavorare con il governo per supportare i tour e le esibizioni di più artisti britannici e fornire una crescita sostanziale nelle esportazioni di musica. Le pmi e le società di musica indipendenti beneficeranno direttamente e amplieranno il vasto lavoro che le etichette discografiche svolgono per sviluppare e promuovere la musica britannica a livello globale”.

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