Come nasce un piccolo cult nell'era dello streaming?

Il caso del romano Federico Fabi: dal disco registrato in cantina all'ingresso nello stesso roster di Coma Cose, Afterhours, Subsonica e Marlene Kuntz. Grazie alle community indie virtuali.
Come nasce un piccolo cult nell'era dello streaming?

Non cercava soldi e fama: voleva solo che le sue canzoni arrivassero alle orecchie della sua ex, che lo aveva lasciato da poco.

All'epoca - sono passati quattro anni - aveva 23 anni e lavorava per uno studio di fotografia: "Con 300 euro comprai un kit di registrazione: comprendeva un microfono, una scheda audio, le cuffie e una demo di un programma di produzione musicale. Mi chiusi in cantina e registrai le canzoni che avevo scritto. Una volta finito di registrare, pubblicai tutto su Spotify tramite TuneCore (servizio indipendente di distribuzione, pubblicazione e licenza di musica digitale, ndr) e cominciai a spammare il link sulle principali community indie sui social", ricorda il .cantautore romano Federico Fabi. Oggi il suo Ep "Io e me x sempre" è considerato un piccolo cult dell'indie pop, sebbene gli otto pezzi che lo compongono abbiano totalizzato su Spotify in quattro anni poco più di 450 mila ascolti. Lo testimonia l'entusiasmo con il quale sui social, tra i seguaci del genere, è stata accolta la notizia del suo ritorno sulle scene.

Oggi esce il nuovo singolo, "Al dente", che abbiamo ascoltato in anteprima: una ballata dolce e intima che parla di quanto sia difficile crescere ("Dovrei trovare un lavoro, innamorarmi di nuovo, uscire la sera ed evitare di fare a botte, ma non ne sono capace", canta Fabi), tra il cantautorato indie adulto di Dente e quello più teen che si è fatto largo negli ultimi anni. Solo che stavolta non ha registrato in cantina, ma in uno studio vero. E alle sue spalle c'è una grossa squadra. Il singolo esce infatti per Asian Fake (l'etichetta indipendente già dietro al successo di Coma_Cose, Frenetik&Orang3 e Venerus), distribuito da una major, Sony. Il cantautore è anche entrato nel roster di Vertigo, tra i principali promoter italiani (del roster della società fanno parte - tra gli altri - Ermal Meta, Afterhours, Subsonica e Marlene Kuntz). E pensare che quando, dopo aver pubblicato il suo Ep in streaming, bussò alle porte delle principali etichette del circuito indie, nessuna di queste gli aprì: "Provai con tutte: Maciste, Bomba Dischi, 42 Records. Pure quelle un po' più piccole, come Bravo Dischi. Non mi risposero".


Le cose cambiarono quando "Io e me x sempre" cominciò a girare tra i seguaci della scena.

Prima a Roma, complice il video del singolo "Modi di fare": "Dentro c'erano dieci ragazze che andavano a coprire altrettante zone della città: ognuna di loro pubblicò il video sui social e girò tra i ragazzi (oggi conta 58 mila visualizzazioni su YouTube, ndr)". E poi anche fuori dal Grande Raccordo Anulare, complice il supporto di una community da migliaia di seguaci come la pagina Facebook "Sei tutto l'indie di cui ho bisogno" (53 mila follower): "Intercettai il target giusto. In due settimane mi ritrovai ad aprire per i Pinguini Tattici Nucleari al Monk: non avevo mai suonato in pubblicò. Andò bene e da lì iniziò tutto: merito del passaparola virtuale". Non si fecero avanti solo i discografici, ma anche i talent: "Mi cercarono da X Factor, nel 2018. Si impuntarono parecchio, perché volevano lanciare l'indie nel programma. Feci il provino, andò bene, ma decisi di mollare perché non faceva per me". .


Alla fine Fabi ha firmato per Asian Fake, che ha anche acquistato i master di "Io e me x sempre": "Tra concerti e altro in totale in questi tre anni e mezzo ho guadagnato 4 mila euro: mi ci sono comprato un'auto d'epoca".

Non sono tantissimi (e infatti Fabi continua a lavorare come grafico): "Vero, ma c'è anche chi facendo la stessa cosa che ho fatto io si è ritrovato da un giorno all'altro con orologi di marca al polso". Oggi chiunque può ambire a diventare un fenomeno? Basta avere l'ambizione (e un kit di registrazione da 300 euro)? "l mio disco ha funzionato perché è uscito al momento giusto, alla fine del 2017. La scena indie non era ancora satura e c'era ancora spazio, dopo I Cani, Calcutta, Thegiornalisti, Gazzelle. Oggi ci provano in molti. Nei mesi successivi al lockdown dello scorso marzo ho visto che c'è stato proprio un boom di uscite di esordienti assoluti. Ma il talento non basta: ci vuole anche fortuna", risponde il cantautore. Che per lanciare il singolo "Al dente" ha deciso di giocare proprio con le velleità dei ragazzi della sua generazione, coinvolgendo amici, fan e sostenitori e invitandoli a pubblicare sui social la copertina del brano personalizzata con il proprio nome: "Ciao ragazzi, negli ultimi tempi ho scritto un pezzo e questa notte l'ho pubblicato su Spotify, se volete ascoltarlo cliccate sul link in bio". Tra la trollata e il clickbaiting, insomma. .

L'album uscirà ad aprile: "È stato un travaglio", scherza lui, che ha lavorato alle nuove canzoni insieme a Matteo Domenichelli, bassista romano già nei Boxerin Club e, in seguito allo scioglimento del gruppo, al fianco di Pop X, Giorgio Poi e Calcutta (ha suonato pure nel suo "Evergreen"). "Ora voglio fare di questa cosa un mestiere. Spero che questo disco sia una conferma. E di riuscire a suonarlo dal vivo quest'estate: non ce la faccio più a stare fermo".

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