Smart assistants: le novità di Alexa e Siri per la musica

Sia da Amazon che da Apple segnali di apertura a piattaforme e dispositivi esterni ai loro ecosistemi

La crescita delle attività musicali sviluppate per mezzo di smart assistants e smart speakers si sta dimostrando diversa da quanto si ipotizzava circa tre anni fa: non il boom atteso, effettivamente, ma un’onda che monta e un susseguirsi di attività e opzioni incrementali.

A casa Amazon hanno appena annunciato una caratteristica aggiuntiva per gli utenti della app Alexa dotati degli smart speakers della casa, gli Echo: ora sarà possibile chiedere ad Alexa di condividere una canzone con chiunque rientri nei propri contatti, ed Alexa provvederà istantaneamente alla consegna via app, con ascolto immediato sugli Echo e possibilità di interagire replicando con una reazione. Il ricevente della canzone condivisa potrà anche decidere di indirizzare l’ascolto della canzone notificata sullo smart phone su un altro dei propri dispositivi connessi. Interessante notare come l’opzione non sia limitata alla library di Amazon Music ma estesa al servizio di streaming di default liberamente scelto dall’utente.

Anche a casa Apple pare tempo di aperture nei confronti dei propri concorrenti musicali: è trapelato che la versione beta del sistema operativo dell’iPhone, l’iOS 14.5, consentirà di chiedere e Siri di suonare brani appartenenti anche a servizii musicali diversi, impostabili perfino come opzione di default – una non epocale concessione che tuttavia va nella stessa direzione di quanto accaduto per gli smart speakers HomePod, per i quali è possibile impostare come music player di default anche Spotify o altre piattaforme di streaming. Le due mosse paiono assecondare alcune delle richieste espresse da Spotify nella causa contro Apple , nonostante rimangano notevoli le distanze ancora da colmare.
 

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