Il migliore album dal vivo della storia del rock

E' "Live at Leeds" degli Who e venne pubblicato nel maggio del 1970.
Il migliore album dal vivo della storia del rock

Nel maggio del 1969 gli Who sono una delle band più esplosive in circolazione, materiale da maneggiare davvero con cura. Alle loro spalle avevano tre album e molte canzoni che gli avevano fruttato il grande rispetto dell'audience rock. Per il quarto disco della formazione inglese, il chitarrista e principale autore dei brani, Pete Townshend, vuole proporre qualcosa di nuovo e spostare, se possibile, l'ipotetica asticella qualche centimetro ancora più in alto. Detto, fatto. Esce un doppio album intitolato "Tommy" Opera rock venne definita, una delle prime.

Il protagonista della vicenda è un giocatore di flipper sordo, muto e cieco di nome Tommy. Un album dal grande successo sublimato sul grande schermo dal regista Ken Russell nel 1975. Nel film la parte di Tommy venne affidata al .cantante degli Who, Roger Daltrey. Un film che di rock contava tra gli attori, Elton John, Tina Turner, Eric Clapton e il batterista degli Who Keith Moon.

Quelli erano anni in cui gli Who non risparmiavano le loro energie e si esibivano dal vivo ogni volta che fosse nelle loro possibilità. Dal 1963 al 1968 hanno tenuto un ritmo insostenibile, oltre centocinquanta concerti all'anno. Nel 1965 il database di setlist.fm riporta che i concerti furono addirittura 259: praticamente un giorno sì... e l'altro pure. Suonavano sempre. "Tommy" venne suonato anche nel festival musicale più famoso di tutti i tempi, sul palco di Woodstock il 16 agosto 1969.

Gli Who nonostante la loro incessante attività live non avevano ancora pubblicato un album registrato dal vivo. Era giunto il tempo di farlo. Quindi registrarono, del tour di "Tommy", nel 1969, trenta show tenuti negli Stati Uniti e altri otto in Gran Bretagna. Sulle prime questa abbondanza di materiale sembrò essere una vera manna, in realtà era troppo. Ascoltare e valutare attentamente tutte quelle ore di musica richiedeva molto tempo e altrettanta fatica. Accortosi ben presto di questa oggettiva difficoltà Pete Townshend pensò di lasciare perdere e metterci una pietra sopra. Per il loro album dal vivo gli Who mutarono totalmente strategia: avrebbero registrato due sole performance e da quelle sarebbe stato estratto il loro album dal vivo.

Il gruppo voleva che su vinile si riuscisse a riversare tutta l'energia e la ferocia che infondevano nei loro concerti, anche se, a dire il vero, "Tommy" li aveva un poco allontanati dalla loro primigenia carica rock, come bene osservò il bassista John Entwistle nel libro 'The Complete Chronicle of the Who': "Eravamo più conosciuti per aver fatto "Tommy" che per tutto il resto. Voglio dire, il fragore della chitarra e tutto il resto venne gettato completamente fuori dalla finestra. Eravamo diventati snob rock. Eravamo il tipo di band che Jackie Onassis sarebbe venuta a vedere".

La band scelse per registrare le loro perfomance il concerto del 14 febbraio 1970 all'Università di Leeds e quello del giorno successivo alla City Hall di Hull.

Accadde che il diavolo ci mise la zampa e che il secondo live, quello di Hull, venne vessato da una serie di problemi tecnici. Rimaneva quindi il solo concerto di Leeds. Bastò per scrivere la storia. Quel giorno a Leeds gli Who suonarono più di trenta canzoni, compresa "My Generation" e quasi tutte le canzoni di "Tommy". Oltre duemila studenti, molti dei quali si misero in fila dalle sei del mattino, riempirono in tutta la sua capienza il refettorio dell'Università. Roger Daltrey dichiarò in seguito alla BBC: "Gli studenti furono un grande pubblico. Il posto era pieno zeppo fino al soffitto e anche di più. Ho sentito dire che c'erano un migliaio di fan sul tetto!". Gli fece eco Keith Moon che a favore delle pagine del giornale dell'ateneo dichiarò: "Ci siamo nutriti del pubblico tanto quanto loro si sono nutriti di noi. Sono stati semplicemente incredibili.".

L'idea iniziale degli Who era quella di pubblicare un doppio album, ma poi cambiarono decisamente i loro piani e optarono per includere nel disco soli sei pezzi: "Young Man Blues", "Substitute", "Summertime Blues", "Shakin' All Over", "My Generation" e "Magic Bus", di "Tommy" non vi era traccia. Sin dalla sua pubblicazione, nel maggio del 1970, "Live at Leeds" fu apprezzato e considerato come uno dei migliori album della band londinese. A cinquanta anni di distanza dalla sua uscita, ancora oggi, più di qualcuno lo ritiene il migliore album registrato dal vivo della storia del rock.

Setlist del concerto a Leeds:

Heaven and Hell

I Can't Explain

Fortune Teller (cover di Benny Spellman)

Tattoo

Young Man Blues (cover di Mose Allison)

Substitute

I'm a Boy

Happy Jack

A Quick One, While He's Away

Tommy

Overture

It's a Boy

1921

Amazing Journey

Sparks

Eyesight to the Blind (cover di Sonny Boy Williamson)

Christmas

The Acid Queen

Pinball Wizard

Do You Think It's Alright?

Fiddle About

Tommy Can You Hear Me?

There's a Doctor

Go to the Mirror!

Smash the Mirror

Miracle Cure

Sally Simpson

I'm Free

Tommy's Holiday Camp

We're Not Gonna Take It

 

Summertime Blues (cover di Eddie Cochran)

Shakin' All Over (cover di Johnny Kidd and The Pirates)

My Generation

Magic Bus

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