Slait: ‘Musica e gaming, due mondi naturalmente vicini’

Il Dj, producer e co-fondatore di Machete parla della nuova divisione della factory dedicata all’intrattenimento digitale, Machete Gaming, e delle potenzialità che la sinergia tra discografia e videogiochi può esprimere
Slait: ‘Musica e gaming, due mondi naturalmente vicini’
Credits: Mattia Guolo

Curioso come in un’entità sfaccettata come Machete, la factory fondata nel 2010 che ha in Salmo il suo volto più noto a livello mainstream, le dinamiche interne seguano percorsi lontani anni luce dalle strategie di pianificazione convenzionali che tuttavia si rivelano molto efficaci. Nel 2019 è stata aperta Machete Gaming, divisione del collettivo dedicata all’intrattenimento digitale: per coordinare la sezione sono stati scelti Hell Raton e Slait, quest'ultimo Dj e producer - co-fondatore di Machete insieme agli stessi Salmo, Hell Raton ed En?gma - che ha forgiato il sound dei mixtape “Bloody Vinyl” e “Machete Mixtape”, supervisore della Machete Empire Records ma non designato per inclinazione al mondo dei videogiochi.

“E' capitato in modo molto naturale, come tutto quello che succede da noi”, ha spiegato Slait a Rockol: “La spinta è stata la passione, non un disegno strategico. Io non vengo dal mondo del gaming: giocavo alla Playstation da ragazzo, ma non potevo dirmi un appassionato. Hell Raton, invece, lo è sempre stato, e nel 2018 mi ha contagiato. Così ho iniziato a guardare ore e ore di dirette su Twitch, e mi è venuta l’idea di mettere insieme un team di player. Seguendo i tornei su Fortnite abbiamo iniziato a mettere insieme una squadra di ragazzi giovanissimi, intorno a quindici anni: tecnicamente possiamo definirli pro-player, perché quando giocano vincono quasi sempre, e portano a casa dei premi in denaro. A quel punto abbiamo intuito le potenzialità di Twitch, iniziando ad avvicinare i due mondi, quello del gaming e quello della musica, fino a organizzare Machete Aid, evento che per noi - e non solo per noi - è stato molto importante”.

Quello delle piattaforme di gaming è un territorio che la discografia internazionale sta iniziando a esplorare con estremo interesse, ma che in Italia ancora viene ancora guardato da lontano, un po’ come successe ai social qualche anno fa, prima che riuscissero ad esprimere il proprio potenziale in termini musicali. Prima ancora che un terreno di conquista in termini di monetizzazione, quello dei gamer è un bacino da sfruttare per intercettare nuovi talenti.

“L’osmosi tra i due mondi è naturale: chi fa live su Twitch il più delle volte conosce la nostra musica, ed è un nostro fan”, osserva Slait: “E spesso è anche un musicista. Basti dire che uno dei top artisti nell’attuale roster di Machete, Young Miles, l’abbiamo scoperto su Twitch: l’ho conosciuto giocando con ThaSupreme su Fortnite. E’ stato lui a dirmi che tra le sue passioni c’era anche la produzione, così l’ho contattato e gli ho chiesto di mandarmi una cartella con una selezioni di suoi lavori. Lì dentro c’era un beat che poi è finito nel quarto volume di ‘Machete Mixtape’. Ha un talento grandioso, e su YouTube non sarei mai riuscito a beccarlo”.

Non è solo una questione anagrafica o di consuetudini consolidate da parte di precise fasce di utenti. “La comunicazione nel gaming è profondamente diversa da quella che c’è nella musica”, racconta il Dj, all’anagrafe Ignazio Pisano, classe ‘87: “In ambito musicale è molto più distaccata. Quando si parla di videogiochi, invece, si parla anche di rapporti umani. So che può sembrare assurdo, ma si possono creare legami molto più forti giocando sulla stessa piattaforma a 600 chilometri di distanza che non abitando a poche centinaia di metri. Chi gioca ascolta musica e fa musica: sono due realtà fortemente interlacciate”.

Da un punto di vista più industriale, l’ultimo scoglio da superare perché tra discografia e gaming si inneschi un circolo virtuoso come quello creatosi tra label e social - plasticamente concretizzatosi nella “pace dei contratti” sancita negli ultimi giorni tra TikTok e le tre major - e quello delle licenze. Twitch, che aggrega praticamente tutte le realtà più rilevanti a livello mondiale, eccezion fatta per sporadici contatti non ha ancora siglato alcun accordo di licenza, né con le major né con i principali hub editoriali indipendenti.

“Infatti la musica su Twitch è un problema”, commenta Slait: “Dal punto di vista dei creator è una questione molto delicata: io sono un Dj, se faccio un set e arriva un reclamo rischio uno strike o addirittura un ban, che metterebbe a rischio il mio canale.

Tutto sommato, però, sono ottimista: credo che la risoluzione di questo problema sia solo questione di tempo. In Italia la crescita del settore è spaventosa, ci sono eventi su Twitch che registrano affluenze da 150mila connessioni simultanee, che sono numeri nemmeno europei, ma globali. Ecco perché credo che presto il nodo delle licenze verrà risolto: ne guadagnerebbero tutti, non solo creator e utenti, ma anche - e soprattutto - le major, che potrebbero monetizzare lo sfruttamento del materiale utilizzato nei contenuti. Lasciare le cose così come sono vorrebbe dire tirare la zappa sui piedi di tutti”.

Da Travis Scott a Post Malone, passando per Diplo e Rico Nasty, sono sempre di più gli artisti che scelgono il virtuale come cornice dei propri set: ci sono programmi in questo senso anche a Machete? “Ci piace fare le cose passo dopo passo, perché vogliamo che Machete Gaming resti in piedi con le proprie forze”, conclude Slait: “A dicembre abbiamo organizzato il ‘thaSup box fight’, una cup su Fortnite nella quale sono stati inclusi anche momenti musicali. Il periodo che stiamo passando ha accelerato senz’altro la nostra crescita: vorremmo ripartire dalle cose che abbiamo fatto e rifarle, ancora più in grande”.

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