Achille Lauro: "Rancid, Jim Morrison, Bluvertigo: ascoltavo di tutto”

In una recente intervista la voce di "Rolls Royce” ha raccontato come si è avvicinato alla musica, i primi dischi che ha comprato e i suoi progetti futuri.
Achille Lauro: "Rancid, Jim Morrison, Bluvertigo: ascoltavo di tutto”
Credits: Luca D’Amelio

In una recente intervista rilasciata a Ernesto Assante, per “Repubblica”, Achille Lauro ha raccontato come si è avvicinato alla musica, i primi dischi che ha comprato, e ha svelato alcuni suoi progetti futuri.

Spiegando quanto sia stata importante per il suo percorso artistico l’influenza che ha avuto su di lui il fratello Federico, produttore del collettivo rap Quarto Blocco e grazie al quale la voce di "Rolls Royce” ha pubblicato nel 2012 il suo primo mixtape, “Barabba” - descritto da Achille Lauro a margine dell’intervista concessa a “Repubblica” come “quasi una preghiera” - il cantante romano ha raccontato: "Ci andavo d'accordo come vanno d'accordo tutti i fratelli. Certo il fatto di vivere insieme ci teneva molto a contatto e questo faceva la differenza”. Ha aggiunto: “Musicalmente il fatto che lui avesse un gruppo punk, con chitarra, basso e batteria ha contato molto, così accanto a Jim Morrison e ai Take That, c'erano anche i Rancid”. 

Oltre al compianto leader dei Doors, al gruppo britannico e alla band di Tim Armstrong, tra i suoi ascolti Lauro De Marinis - questo il nome all’anagrafe di Achille Lauro - ha citato anche i Bluvertigo e Marilyn Manson. Prima di sottolineare quanto “gli ascolti che si fanno in casa contribuiscono a costruire il tuo universo sonoro” e a ricordare suo “padre in macchina che cantava ‘Ancora’ di Eduardo De Crescenzo”, il cantante ha svelato i primi dischi che ha comprato. 

Alla domanda se ricorda il primo album acquistato, Achille Lauro ha risposto: "Ah, difficile dirlo, i dischi già si compravano poco, la musica si scaricava. Però uno dei primi dischi che ho comprato è stato un album dei Bluvertigo. E poi mi ricordo di essere andato con mio fratello a comprare un disco di Marilyn Manson, mi piaceva molto, ma avevo anche la videocassetta del documentario sui Take That, tanto per dire che ascoltavo abbastanza di tutto”.

La voce di “C'est la vie”, che lo scorso anno poco dopo la sua partecipazione in gara alla settantesima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Me ne frego” è diventato direttore creativo dell’Elektra Records - l'etichetta controllata da Warne - per l’Italia, a proposito del suo percorso e dei suoi progetti futuri ha detto: “Per me la musica è la cosa fondamentale.

Ho altri album già pronti in tasca, ho tante cose da far ascoltare, le cose più belle che abbia mai scritto, non vedo l'ora di presentarle”. Achille Lauro, che il prossimo mese di marzo tornerà a Sanremo in qualità di .ospite fisso della manifestazione, ha poi fatto sapere di puntare allo stadio Olimpico di Roma: “Poi ci sono i concerti, l'aspetto live è fondamentale, il contatto caldo non freddo con la gente. È stato un problema spostare tutti i live a causa della pandemia, eravamo pronti a raccogliere i frutti di tanti anni di lavoro e condividerli con il pubblico. Ma mi inventerò qualcosa per fargli vivere l'esperienza in qualche altro modo. E dato che stavamo riempiendo il secondo Palazzo dello Sport a Roma, magari faremo direttamente l'Olimpico senza passare dal via...".

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