Festival di Sanremo 2021, ecco come suonano le canzoni in gara

Abbiamo ascoltato in anteprima i brani dei 26 big: poco rap, tanti riferimenti al passato. Non c’è rabbia o rivendicazione, nei testi vince ancora l’amore.
Festival di Sanremo 2021, ecco come suonano le canzoni in gara
Credits: Maurilio Giordana

È un Festival di Sanremo, al primo ascolto, dal sapore vintage.

Tanti i suoni e i riferimenti che arrivano dal passato nonostante l’età media dei concorrenti sia più bassa rispetto a molte edizioni precedenti. Amadeus, che ha ascoltato 350 canzoni, ha fatto una scelta precisa: “Ho puntato su brani che mi auguro possano rimanere nel tempo, sfondare in radio e sulle piattaforme streaming”. I ritornelli ammiccanti, in effetti, sono tanti, proprio come le canzoni pop dalla struttura classica in cui a tenere banco è il tema dell’amore. Un sentimento centrale nella maggior parte delle 26 proposte musicali. Fra i migliori, in questa prima staffetta di ascolti, ci sono Colapesce-Dimartino, Coma Cose, Gaia, Malika Ayane, Fulminacci, Madame, La Rappresentante di Lista, Lo Stato Sociale e Willie Peyote. Il livello generale è molto buono. La premessa è quella che facciamo tutti gli anni e in questa edizione senza pubblico vale ancora di più: le canzoni di Sanremo si comprendono, nella loro completezza, sul palco dell’Ariston, messe in scena con l’orchestra e calate all’interno dello show televisivo.

Aiello – “Ora” 
Testo e musica: Antonio Aiello
Una canzone dalla struttura tradizionale, con la voce dell’artista cosentino che va in crescendo. Un brano molto “sanremese”. Il ritornello “mi sono perso nel silenzio delle mie paure, l’atteggiamento di uno stronzo, invece era terrore” mette a fuoco un amore dalle diverse facce in cui realtà e finzione si sovrappongono.

Annalisa – “Dieci”
Testo e musica: Annalisa Scarrone, Davide Simonetta, Paolo Antonacci, Jacopo Matteo, Luca D’Amico
Strizzate d’occhio leggere al mondo urban e un ritornello tradizionale in cui la voce di Annalisa esce con forza: “E forse non ritorno in me, ma niente panico guarda come piove forte questo sabato”. Anche qui l’ossatura del testo è un amore che non vuole spegnersi. “Dieci” è figlia del percorso della cantante ligure che rimane ancorata a uno stile collaudato.

Arisa – “Potevi Fare di Più”
Testo e musica: Luigi D'Alessio (Gigi D’Alessio)
Una canzone matura, sofferta, con la voce di Arisa che valorizza il testo di D’Alessio. Il brano renderà al massimo con il supporto dell’orchestra, grazie alla presenza degli archi. “A che serve truccarmi se nemmeno mi guardi, ero dentro ai tuoi occhi, ma tu non lo ricordi”, canta Arisa. La fine di una relazione è una sconfitta per tutti e due.

Orietta Berti – “Quando Ti Sei Innamorato”
Testo: Francesco Boccia, Ciro Esposito, Marco Rettani; Musica: Francesco Boccia, Ciro Esposito
Un brano d’altri tempi con un ritornello enfatizzato dalla voce della cantante che, a 77 anni, non rinuncia a mettersi in gioco: “Quando ti sei innamorato, perduto, da allora niente è cambiato”. Una canzone d’amore dedicata al marito Osvaldo, un sentimento raccontato in modo classico. Sarà il pezzo “tradizionale” di Sanremo, una macchina del tempo.

Bugo – “E Invece Sì”
Testo: Cristian Bugatti, Andrea Bonomo; Musica: Cristian Bugatti, Andrea Bonomo, Simone Bertolotti
Ironico, leggero, a tratti surreale, ma non banale. L’inizio del pezzo richiama alla scuola di Rino Gaetano: “Vorrei comprare un disco, ma non ho il giradischi, vorrei fare l’arbitro, ma non mi piacciono i fischi”, canta Bugo. I fiati rendono frizzante la parte centrale del brano, anche in questo caso l’orchestra avrà un ruolo importante.

Colapesce e Dimartino - “Musica Leggerissima”
Testo e musica: Lorenzo Urciullo (Colapesce), Antonino Di Martino (Dimartino)
Al primo ascolto uno dei brani più convincenti. L’attacco è da Far West fra la chitarra acustica e un fischiettio, poi il ritmo cresce e l’atmosfera anni '70-’80 anche. “Metti un po’ di musica leggera perché ho voglia di niente, anzi leggerissima”. Una canzone alla Battiato, fra figli alcolizzati e preti progressisti, per esorcizzare le paure, per non cadere dentro a un buco nero.

Coma_Cose – “Fiamme Negli Occhi”
Testo: Fausto Zanardelli, Francesca Mesiano; Musica: Fausto Zanardelli, Fabio Dalè, Carlo Frigerio
Chitarra e batteria, una musica dall’energia sotterranea come un fiume di lava: gli scambi fra Mesiano e Zanardelli sono calibrati, è il loro stile collaudato e funziona. Lo scorrere di parole si interrompe con il ritornello cantato dalla voce femminile del duo: “E non sa come mi riduci, hai le fiamme negli occhi ed infatti se mi guardi bruci”.

Extraliscio feat Davide Toffolo – “Bianca Luce Nera”
Testo: Pacifico, Mirco Mariani; Musica: Mirco Mariani
La voce di Davide Toffolo, in pieno stile Tre Allegri Ragazzi Morti, si innesta su ritmi quasi tribali: “senza te, senta te io morirei perché ho paura di camminare”. I ritmi e i suoni, sul finale, si inspessiscono, portando l’ascoltatore dentro una balera con venature punk. Il pezzo è una delle mosche bianche del Festival.

Fasma – “Parlami”
Testo: Tiberio Fazioli (Fasma); Musica: Luigi Zammarano
Un brano rap-rock dalle tinte e dalle atmosfere emo, un mondo che l’artista romano conosce bene e in cui si immerge con sicurezza. Su una batteria che spinge, Fasma canta: “Parlami, parlami, dai ti prego, tu guardami perché dentro i tuoi occhi già vedo come mi immagini”. Una relazione di coppia, anche in questo caso, fa da colonna portante al pezzo.

Fulminacci – “Santa Marinella”
Testo e Musica: Filippo Uttinacci (Fulminacci)
Si parte chitarra e voce, pane quotidiano del cantautore romano. “Voglio solamente diventare deficiente e farmi male, citofonare e poi scappare. Voglio che mi guardi e poi mi dici che domani è tutto a posto. Quanto vuoi per tutto questo?”: nel ritornello dolce-amaro Fulminacci spicca il volo, aprendosi, mischiando amore e fame di futuro.

Ghemon – “Momento Perfetto”
Testo: Giovanni Luca Picariello (Ghemon); Musica: Simone Priviter, Giuseppe Seccia, Daniele Raciti
R&b e rap si abbracciano, Ghemon nuota con sicurezza nel suo mare: “Ho aspettato in silenzio e con calma, ma ora mi è venuta voglia di urlare”. Fra serpenti, lavori gratis e insoddisfazione, il brano è un urlo di liberazione in cui l’artista alza la voce per prendersi il domani: “Non mi sento secondo a nessuno”, canta. Il finale black con coro gospel è efficace.

Gaia – “Cuore Amaro”
Testo: Gaia Gozzi, Jacopo Ettorre; Musica: Giorgio Spedicato, Daniele Dezi
Un brano lontano dai canoni classici, ricco di sfumature sonore e di ritmo caldo, latino, mischiato con l’elettronica. Gaia osa e lo fa partendo da una riflessione personale e da una relazione: “Ma il mio cuore è amaro, un disordine raro, io non vedo il denaro”. Sarà interessante capire come la vincitrice di Amici porterà il pezzo sul palco, la messa in scena dovrà essere all’altezza del caleidoscopio di suoni.

Gio Evan – “Arnica”
Testo: Giovanni Giancaspro (Gio Evan); Musica: Giovanni Giancaspro (Gio Evan), France­sco Catitti
Un brano pop nella norma, un insieme di fotografie di vita e di sentimenti: “Le corse in lungomare, nuotare fino a non toccare, l’ansia di non fare in tempo coi regali di Natale”, canta Gio Evan.

Irama – “La Genesi Del Tuo Colore”
Testo: Filippo Maria Fanti (Irama); Musica: Filippo Maria Fanti, Dardust, Giulio Nenna
Un Irama in versione rave con l’elettronica a fare da altare. Canta “Mai smetterai, canterai, perderai la voce, andrai, piangerai, ballerai scoppierà il colore”, con una voce che cambia passando da toni decisi a falsetti su un ritmo scalpitante. Il brano che non ti aspetti, lontanissimo dagli standard dell’autore di “Arrogante”.

La Rappresentante Di Lista – “Amare”
Testo: Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina; Musica: Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina, Durdust, Roberto Cammarata
Un inizio con le tastiere alla Coldplay e poi un ritornello liberatorio con una parte elettronica avvolgente. “Amare senza avere tanto, urlare dopo avere pianto”, canta decisa Veronica Lucchesi, un timbro potente ed emozionante che non è una novità per chi conosce la band.

Lo Stato Sociale – “Combat Pop”
Testo e musica: Alberto Cazzola, Francesco Draic­chio, Jacopo Angelo Ettorre, Lodovico Guenzi, Alberto Guidetti, Enrico Roberto, Matteo Romagnoli
Fra citazioni dei Clash, schitarrate e battute sui profili di coppia di Amadeus, lo Stato Sociale confeziona un brano pop-rock trascinante che mira, in modo sincero, a entrare in testa e a non uscire più: “Nella vita si può anche dire di no alle canzoni d’amore, alle lezioni di stile, alle hit del mese, alle buone maniere”. Scatenati.

Maneskin - "Zitti e Buoni"
Testo e musica: Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi, Ethan Torchio
Un rock che prova a evocare i suoni duri di band come i Rage Against The Machine in cui musica e parole sono in simbiosi. Sul palco la resa sarà efficace e virtuosa? “Sono fuori di testa ma diverso da loro e tu sei fuori di testa ma diversa da loro, siamo fuori di testa ma diversi da loro”, canta Damiano. Un testo intriso di ribellismo adolescenziale.

Max Gazzè e La Trifluoperazina – “Il Farmacista”
Testo: Francesco Gazzè, Massimiliano Gazzè; Musica: Massimiliano Gazzè, Francesco De Benedittis
Una favola strampalata, un farmacista magico e allo stesso tempo matto. Max Gazzé, con suoni e parole, porta ancora una volta il pubblico dentro il suo mondo. Si inizia con una citazione del film “Frankenstein junior”, il ritornello è molto lungo e varia nell’arco del brano: “Non c’è neppure controindicazione, amore mio, ti dirò come si starà senza il pesante tuo brusio da conferenza che mi rompe l’anima!”.

Francesca Michielin e Fedez – “Chiamami Per Nome”
Testo: Federico Lucia, Francesca Michielin, Jacopo Matteo Luca D’Amico, Davide Simonetta, Alessandro Raina, Alessandro Mahmoud; Musica: Davide Simonetta, Alessandro Raina, Alessandro Mahmoud
Le voci dei due cantanti si intrecciano sin dall’inizio, giocano, si inseguono e si riprendono in un pezzo pop in cui il leggero rap di Fedez fa da bridge. “Chiamami per nome solo quando avrò perso le parole” sono i versi del ritornello, svelato dal video pubblicato per errore dal cantante milanese sui social.

Madame – “Voce”
Testo: Francesca Calearo (Madame); Musica: Francesca Calearo (Madame) Dardust, Enrico Botta
Una canzone urban raffinata: fra le sfumature del suono si sente il tocco di Dardust, qui molto più forte e deciso rispetto ad altre canzoni curate per il Festival. “L’ultimo soffio di fiato e sarà la voce ad essere l’unica cosa più viva di me”, canta Madame, che passa dal rap al pop con abilità e stile, giocando con il suo mutevole timbro vocale.

Malika Ayane – “Ti Piaci Così”
Testo: Malika Ayane, Pacifico; Musica: Malika Ayane, Alessandra Flora, Rocco Rampino
Testo asciutto, a tratti quasi criptico, scritto con Pacifico, e accompagnato da un ritmo incalzante. La prima parte del brano è una porta d’ingresso al ritornello, in cui la voce di Malika si mostra in tutta la sua bellezza ed eleganza: “E ora che ti vedi, non era e non sarà. Ci pensi e ti piace com’è lo senti che cedi come lo sguardo al fulmine”.

Ermal Meta – “Un Milione di Cose da Dirti”
Testo: Ermal Meta; Musica: Ermal Meta, Roberto Cardelli
La voce del cantautore è accompagnata dal suono del piano. È un pezzo classico, che ci si aspetta da una penna come quella dell’artista italo-albanese: non ci sono novità. Meta riparte della semplicità e canta: “Con le mani nel fango per cercare il destino, tu diventi più bella ad ogni respiro”.

Noemi – “Glicine”
Testo: Tattroli, Ginevra Lubrano; Musica: Dario Faini, Ginevra Lubrano, Francesco Fugazza
“Ricordo ancora quella sera, guardavamo le code delle navi dalla spiaggia sparire, vedi che sono qui che tremo. Parla, parla parla con me”. La voce di Noemi è decisa, scandisce un testo sui ricordi con un arrangiamento piacevole, ma che non si distanzia da produzioni già ascoltate molte volte. Anche qui c’è la mano di Dardust, sotto il semplice nome di “Dario Faini”, essendo il suo un intervento più lineare.

Random – “Torno a Te”
Testo: Emanuele Caso (Random); Musica: Samuel Balice
Una delle canzoni più semplici e immediate al primo ascolto. Random abbandona qualunque velleità rap e abbraccia il pop: “Quando giri intorno a me sai non mi sembra vero e forse non lo sei, forse è la testa mia”. Non ci sono sorprese, solo alla fine il coro, accompagnando il giovane artista, aggiunge un po’ di colore.

Francesco Renga – “Quando Trovo Te”
Testo e musica: Francesco Renga, Roberto Casalino, Dario Faini
La voce di Renga cambia più volte tonalità cavalcando una produzione un po’ più ricercata e contemporanea rispetto ad altre già presentate sul palco dell’Ariston. Nel ritornello canta: “Come sempre mi dimentico, dimentico di te”. Non si distacca da uno stile collaudato e già visto.

Willie Peyote – “Mai Dire Mai (La Locura)”
Testo: Guglielmo Bruno (Willie Peyote); Musica: Daniel Bestonzo, Carlo Cavalieri D’Oro, Giuseppe Petrelli
Fra citazioni di Boris, schiavi dell’hype e teatri chiusi per la pandemia, il rapper torinese regala una sferzante fotografia contemporanea. Figlio della lezione di Gaber, canta: “Pompano il trash in nome del lol e poi vi stupite degli exit poll? Vince la merda se a forza di ridere riesce a sembrare credibile”. La canzone è ricca di ritmo e la messa in scena, c’è da scommetterci, non sarà banale. Al primo ascolto uno dei migliori.

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