I venti anni da solista di Piero Pelù

Non solo Litfiba nella carriera del frontman fiorentino.
I venti anni da solista di Piero Pelù

Il nome Piero Pelù è legato indissolubilmente a quello Litfiba. La band fiorentina che contribuì a fondare nel 1980 e che debuttò discograficamente nel gennaio 1985 con l'album "Desaparecido". Ma il cantante nato a Firenze il 10 febbraio 1962 ha, parimenti, da oltre venti anni, una carriera solista che vanta sei album e un corrollario di EP, raccolte, album dal vivo e singoli.

L'anno della fuoriuscita dai Litfiba è il 1999.

L'abbandono venne causato da differenti visioni artistiche con l'altra anima della band toscana, il chitarrista Ghigo Renzulli. In un passaggio di una lettera inviata a Rockol quell'anno, scrisse: "Per quello che mi riguarda, non c’è mai stata né mai ci sarà guerra, semplicemente i nostri progetti e le nostre aspettative non collimavano più e prima che tutto precipitasse nel pozzo del delirio ho preferito separarmi da lui, regalandogli la mia parte di nome del gruppo." A un cronista del quotidiano La Repubblica alla fine di dicembre di quell'anno dichiarò: "Il mio '99, è stato unico, nel bene e nel male. (.) È stato un anno contraddittorio e di svolta: sono stato ferito dalla vicenda Litfiba. Pensavo a una separazione consensuale, ma ho letto cose che mi hanno fatto perdere la voglia di essere artista. Volevo smettere. Mi ha fatto cambiare idea il duetto con Mina (la cover in italiano di "Stay with me" delle Shakespears Sister, ndr). Mi ha dato la forza di continuare e debuttare da solista". Tra le altre cose positive del suo 1999, Pelù incluse anche il successo di "Il mio nome è mai più", brano inciso con Jovanotti e Ligabue, il cui ricavato venne devoluto alla associazione umanitaria Emergency. "Il mio nome è mai più" fu il singolo più venduto in Italia nel 1999.

Il primo album solista di Piero Pelù, "Né buoni, né cattivi", viene pubblicato nell'aprile del 2000. L'uscita del disco venne anticipata dal singolo "Io ci sarò" che, come l'album, raggiunge il primo posto nella classifica di vendita in Italia. Presentando il disco, al quale hanno collaborato gli ex membri dei Litfiba Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, dichiarò: "E' un album che presenta suoni e generi musicali che finora non avevo mai affrontato, tipo la tarantella mischiata al tex-mex o il funky acido mischiato al rock."

Per l'uscita della seconda prova solista dell'allora ex frontman dei Litfiba si deve attendere fino all'ottobre 2002 quando viene pubblicato "U.D.S. - l'uomo della strada". Anche questo disco, come il precedente, raggiunge il primo posto in classifica. Nel disco è presenti il duetto con la cantante indonesiana Anggun in "Amore immaginato". Così spiegò all'uscita del disco questa collaborazione: “E' stata suggerita dalla canzone stessa, che in origine faceva parte delle session di composizione del disco precedente. La scartai perché non aveva uno sviluppo melodico soddisfacente. Quando sono riuscito a completarla, le mancava una voce femminile, ma particolare, non classica. Allora mi sono ricordato di un felicissimo incontro con Anggun al Festivalbar di qualche anno fa. Anche se il suo genere musicale è un po' più femminile e leggero, ero convinto che la sua voce fosse grandissima”.

Nell'aprile 2004 Piero Pelù torna sul mercato con "Soggetti smarriti". L'album frequenta una volta di più l'alta classifica giungendo al quinto posto. Il singolo scelto per promuovere il disco è "Prendimi così", mentre nella tracklist trova spazio una nuova versione di "Re del silenzio", brano contenuto nel secondo album dei Litfiba del 1986, "17 re", questi i motivi per la scelta avanzati da Piero: “Avevo voglia di riappropriarmi in senso costruttivo del repertorio dei Litfiba, anche quello degli anni ’80. All’interno di "17 re" quello era il brano con l’arrangiamento meno azzeccato. Non è un caso che sia un brano suonato pochissimo dai Litifiba e che io l’abbia stravolta, facendola diventare una sorta di power ballad, piuttosto che un pezzo pseudo-veloce. Sono contento di averne rivalorizzato il testo e la melodia, e mi rendo conto che qualcuno abituato a sentirla in quel modo possa rimanerne spiazzato, ma l’avevo già preparata per il tour precedente e le reazioni sono state positive. Questo mi ha convinto a rifarla.”

Altri due anni e, a giugno 2006, raggiunge il mercato il quarto capitolo della carriera solista di Piero Pelù, "In faccia". Un album contraddistinto da sonorità più virate verso il rock rispetto al pop dei primi tre dischi. "E' un lavoro molto essenziale: solo voce, chitarra, basso e batteria. Solo 24 piste sono state occupate sul multitraccia: pochissime, rispetto alle 40 e passa di "U.D.S."", disse Pelù al tempo della pubblicazione. Il primo singolo del disco è "Tribù" e in classifica l'album raggiunge un rispettabilissimo quarto posto.

Aprile 2008, esce "Fenomeni". La classifica di vendita premia l'album con il terzo posto nella settimana della sua uscita. Il singolo di lancio è "Tutti fenomeni". Mentre la deluxe edition prevede quali bonus "Revolution" dei Beatles e la sigla del cartone animato televisivo "Jeeg robot". Un Piero Pelù più che soddisfatto rivelò: "In moltissimi mi hanno detto di trovare questo album il più 'litfibiano' rispetto al mio repertorio passato. Vi dirò: la cosa non mi fa che piacere. Evidentemente quel suono mi appartiene, mi è rimasto dentro."

L'11 dicembre 2009 il sito dei Litfiba annuncia che, dopo dieci anni, Piero Pelù torna ad essere il cantante della band fiorentina. Nel 2010 la band pubblica il doppio album live "Stato libero di Litfiba" che include anche gli inediti "Sole nero" e "Barcollo". Nel 2012 esce il disco di inediti, "Grande nazione". Seguito, nel novembre 2016, da "Eutopia".

Per il sesto, e ad oggi ultimo, album di Piero Pelù si è dovuto attendere fino al febbraio 2020, una decina di giorni prima che il Coronavirus si palesasse in tutta la sua drammaticità. Il titolo dell'ultimo disco di Piero è "Pugili fragili". Nel primo singolo del disco, "Picnic all'inferno", è presente, campionata, la voce della giovane attivista svedese Greta Thunberg. Sempre nel febbraio dello scorso anno il performer fiorentino partecipa per la prima volta al festival di Sanremo con "Gigante". Chiuderà la gara con un onorevolissimo quinto posto nella classifica finale. Presentando "Pugili fragili" usò queste parole: “Io vado avanti perché ho ancora qualche cosa da dire.”

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