Gli anni Ottanta, l'ascesa di Vasco Rossi

Agli inizi della leggenda del cantautore emiliano.
Gli anni Ottanta, l'ascesa di Vasco Rossi

Certo, non vi è dubbio alcuno che sono stati gli anni Settanta a formare Vasco Rossi: nel 1975 l'esperienza con le 'radio libere' con l'apertura di Punto Radio, poi gli incontri musicalmente rilevanti con Gaetano Curreri e Maurizio Solieri (ma non solo), la pubblicazione del suo primo 45 giri "Jenny/Silvia", i primi album ".

ma cosa vuoi che sia una canzone" (1978) e "Non siamo mica gli americani" (1979), disco questo, che, tra l'altro, contiene "Albachiara", la canzone più amata del repertorio dell'allora aspirante rockstar. Certo gli anni Settanta, ma sono gli Ottanta che cancellano la parola 'aspirante' davanti a 'rockstar'. E' il decennio in cui Vasco si afferma definitivamente, è il suo decennio più prolifico. Pubblica ben sette album e un discreto numero di canzoni indimenticabili. Ma per davvero.

Aprile 1980, "Colpa d'Alfredo"

Il singolo scelto per lanciare l'album è "Non l'hai mica capito". Il 45 giri possedeva come lato B "Asilo Republic". La canzone più forte dell'intero disco è però la title track. "Colpa d'Alfredo" è uno dei molti inni scritti da Vasco Rossi. Al tempo venne censurata per una frase che è oggi riportata nei libri di storia della musica italiana, ovvero "è andata a casa con il negro la troia".

Aprile 1981, "Siamo solo noi"

A proposito di inni, se lo era "Colpa d'Alfredo", a maggior ragione lo è "Siamo solo noi": una vera e propria dichiarazione di intenti, un brano in cui molti si riconoscono e ne sanciscono il successo. Il 45 giri che venne tratto dall'album fu, "Voglio andare al mare/Brava", mentre il video di "Dimentichiamoci questa città" è il primo in assoluto di Vasco Rossi.

Aprile 1982, "Vado al massimo"

Nel 1982 Vasco Rossi partecipa per la prima volta al festival di Sanremo, al teatro Ariston presenta in gara la canzone "Vado al massimo".

Quell'anno la classifica finale della manifestazione veniva conteggiata fino al sesto posto, la canzone di Vasco non rientra nel sestetto dei migliori, comunque riesce ad evitare l'eliminazione e a qualificarsi per la serata finale. L'album ottiene un buon riscontro di vendite e rimane in classifica per sedici settimane. Oltre alla title track, nel disco si segnalano i 'classici', "Ogni volta" e "Splendida giornata". Sui suoi social network, Vasco ha spiegato come scrisse "Ogni volta": ""Ogni volta" l'ho scritta una mattina sul letto, dovevo ancora dormire e secondo me ho cominciato proprio a delirare. Poi sono andato avanti, scrivendo in fretta le frasi che venivano, pensando di fare un esercizio utile a me e basta. Però quando l'ho fatta sentire ad altri, prima a Elmi e poi alla gente, ho avuto la sorpresa di vedere che tutti la capivano perfettamente. Così ho trovato il mio stile. pochi tocchi di pennello e via. Seguendo questa nuova modalità di scrittura, con "Ogni volta" ho messo in musica qualcosa di intimo davvero, di personale sino in fondo. Forse anche per questo non pensavo che potesse arrivare così tanto agli altri. Invece arrivò. Indicandomi la strada per il futuro.".

Aprile 1983, "Bollicine"

E' l'album che consegna a Vasco Rossi le chiavi del successo.

Questo l'elenco delle canzoni incluse nel disco: "Bollicine", "Una canzone per te", "Portatemi Dio", "Vita spericolata", "Deviazioni", "Giocala", "Ultimo domicilio conosciuto" e "Mi piaci perché". Il cantautore emiliano anche nel 1983 partecipa al festival di Sanremo, per la sua seconda partecipazione alla tenzone sanremese scrive "Vita spericolata". Il brano si classificò, detto con il senno di poi (ma anche con quello di allora), inspiegabilmente al penultimo posto della classifica che vide prevalere Tiziana Rivale con "Sarà quel che sarà". "Vita spericolata" è un capolavoro ed ebbe un successo incredibile, lanciando definitivamente la carriera di Vasco Rossi. Qualche giorno fa il cantautore che oggi compie 69 anni, sul suo account Instagram, ha ricordato così la sua seconda esperienza sanremese: "Il 3 febbraio del 1983 tornavo per la seconda volta a Sanremo. Non ci volevo più andare e non ci sarei mai tornato, se non avessi avuto "Vita spericolata". Pensai che era la canzone della mia vita e che sarebbe stato bello salire sul palco di Sanremo a cantare: "Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte, fatte così". Ci giravo intorno da sei mesi. cercavo un testo all'altezza della musica che mi aveva dato Tullio Ferro. Mi mancava il verso giusto, il primo. Quando è arrivato, sono impazzito dalla gioia. Ero in Sardegna. Dovevo fare un concerto, ma pioveva e quelli erano gli anni in cui, se pioveva, dovevi cancellare tutto. Mi ricordo questo campo sportivo illuminato di notte, io ero in macchina. Mi venne: "Voglio una vita." A quel punto ho capito tutto: la voglio spericolata, maleducata, la voglio vissuta. Si piazzò ultima nella classifica, ma diventò la canzone dei ragazzi come me.".

Giugno 1985, "Cosa succede in città"

Dopo avere marciato al ritmo di un album all'anno Vasco Rossi salta l'appuntamento nel 1984.

Un anno disgraziato per lui. Venne infatti arrestato per detenzione di droga e spaccio non a scopo di lucro. Accadde che il 20 aprile venne fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio dove abitava insieme ad altri componenti del suo gruppo consegnò spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri. Trascorse ventidue giorni in prigione presso il carcere di Rocca Costanza a Pesaro (avrebbe poi ottenuto la libertà provvisoria e il processo lo avrebbe scagionato dall'accusa di spaccio, condannandolo però a due anni e otto mesi con la condizionale per detenzione di sostanze stupefacenti). Arriva il 1985 e pubblica l'album "Cosa succede in città". Nella tracklist del disco, oltre alla canzone che regala il titolo al disco, si ricordano "Cosa c'è", "Toffee", "Dormi, dormi" e "T'immagini".

Marzo 1987, "C'è chi dice no"

Nel 1987 il cantautore di Zocca torna a dominare le classifiche di vendita italiane con il suo ottavo album intitolato "C'è chi dice no", che si giova di brani quali "Vivere una favola", "Ciao", "Brava Giulia", "C'è chi dice no" e "Non mi va".

1989, "Liberi liberi"

L'album raggiunge, come da tradizione ormai consolidata, la prima posizione della classifica di vendita italiana. La title track è un altro 'inno', uno dei più riconoscibili e amati dal pubblico tra quelli usciti dalla generosa penna di Vasco. Oltre a quella canzone il disco vanta "Ormai è tardi", "Tango... (della gelosia)", "Dillo alla luna", "Stasera".

Negli anni Novanta e in quelli a venire la produzione discografica di Vasco Rossi non sarà più così abbondante. Ma il ragazzo di Zocca è ormai diventato una star, i suoi concerti escono dalla dimensione dei palazzetti per trasferirsi in quella degli stadi.

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