Universal ritira il catalogo da Triller

La app dedicata agli short video accusata dalla major di mancato pagamento di royalties
Universal ritira il catalogo da Triller

Universal Music Group ha ufficialmente ritirato il proprio catalogo musicale da Triller, piattaforma di short video sharing in grande ascesa e ritenuta una delle più credibili concorrenti della leader del comparto, la rivale TikTok di proprietà della cinese ByteDance.

La mossa odierna della major controllata da Vivendi, e prossima alla quotazione, non può essere ritenuta una sorpresa assoluta, considerando i più che difficoltosi trascorsi tra Triller e le label circa l'accesso e l'utilizzo di brani coperti da copyright. La motivazione della decisione sancita ufficialmente oggi con una dichiarazione formale di Universal Music Group è il mancato pagamento degli importi dovuti alla label e ai suoi artisti. Nella dichiarazione, tra l'altro, si legge:

"Triller ha vergognosamente trattenuto pagamenti dovuti ai nostri artisti e rifiuta di rinegoziare una licenza per il futuro. Non abbiamo alternative tranne quella di rimuovere da Triller la nostra musica con effetto immediato”.

La situazione non è un inedito per quello che sono le relazioni tra la discografia e le aziende di tecnologia, ma apre scenari piuttosto difficoltosi rispetto ai progetti futuri di Triller, anch'essa in odore di quotazione, la cui più recente raccolta di capitale è ammontata a 100 milioni di dollari - un finanziamento che valuta la società "pre-money" circa 1,25 miliardi di dollari.

La rottura dei rapporti tra Universal e Triller non solo va in direzione contraria a quello che è il trend registrato negli ultimi mesi nelle relazioni tra discografia e servizi digitali, caratterizzato da una progressiva volontà di normalizzare le dinamiche con accordi di licenza sempre più ampi - in questo senso possono essere letti i contratti siglati da TikTok con le tre major, Universal, Sony e Warner - ma getta sui programmi di espansione della società fondata nel 2015 in California da David Leiberman e Sammy Rubin un importante ostacolo. Triller, che lo scorso mese di dicembre ha fatto debuttare la sua prima partnership con un’artista Italia, la cantautrice piemontese Laeti, è impegnata anche in una dura vertenza legale con la propria principale concorrente, TikTok: tra le due società è in corso uno scambio di accuse in merito alla violazione di un brevetto relativo a un sistema di video-sharing dedicato ai minori, Mibblio, elaborato nel 2017 degli stessi Leiberman e Rubin.

Vedere incrinati i propri rapporti con l’industria musicale potrebbe costare a Triller l’appoggio di tanti utenti di altissimo profilo, indispensabili per accrescere la propria base di utenti: il servizio, infatti, è utilizzato da star come Alicia Keys, Cardi B, Marshmello, Roddy Rich, Eminem, Justin Bieber e The Weeknd, quest’ultimo sotto contratto con la Republic, controllata proprio dal gruppo Universal.

 

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