Mauro Pagani, tra PFM e Fabrizio De André

Storia di due delle avventure musicali del musicista bresciano.
Mauro Pagani, tra PFM e Fabrizio De André

Mauro Pagani è da oltre cinquanta anni un protagonista della musica italiana. I suoi dischi solisti sono una manciata spalmati in un paio di decenni abbondanti: di buona fattura, ma non di grande successo, se il successo lo si misura unicamente con il numero delle copie vendute. Ci sono poi alcune colonne sonore. Le collaborazioni, quelle sono davvero molto numerose. Mauro Pagani oggi compie settantacinque anni, alle spalle una grande carriera legata in particolar modo alla PFM o Premiata Forneria Marconi (tra l'altro, è in gran parte merito suo se la band di Franz Di Cioccio ha questo nome) e a Fabrizio De André.

E' il 1970 quando il musicista bresciano viene a contatto con quella che in seguito si chiamerà Premiata Forneria Marconi proprio collaborando – vedi, a volte il caso - a un disco di Fabrizio De Andrè, "La buona novella". Il gruppo allora si chiamava I Quelli ed era formato da Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Flavio Premoli e Giorgio Piazza. Pagani contribuì alla realizzazione dell'album del cantautore genovese suonando flauto e ottavino. Con l'entrata in squadra di Mauro I Quelli oltre alla ragione sociale cambiano pure il genere musicale, abbracciando le sonorità di quel rock definito progressivo che al tempo stanno riscuotendo ottimo successo, soprattutto in Gran Bretagna. Nel gennaio 1972 il gruppo pubblica il primo album, "Storia di un minuto", tutti i brani sono firmati da Mussida-Pagani, tranne "Impressioni di settembre" - lato B del singolo uscito nell'ottobre 1971 che aveva quale lato A "La carrozza di Hans" - dove ai loro si aggiunge il nome di Mogol.

Sempre nel 1972, però a novembre, esce il secondo album della Premiata Forneria Marconi, "Per un amico". Il disco viene amato e celebrato più dalla critica che dal pubblico. Mauro scrive il testo del brano che regala il titolo all'album pensando al cantautore Claudio Rocchi. La perizia musicale del gruppo in concerto impressiona Greg Lake degli Emerson Lake & Palmer che li invita a fare un giro a Londra dove è basata l'etichetta Manticore Records. Lì vengono in contatto con Pete Sinfield, autore dei testi dei King Crimson, che rielabora i testi di alcuni brani già pubblicati nei primi due album, il risultato che ne consegue è "Photos of Ghosts", che esce nell'ottobre 1973. Il disco sarà il primo di un gruppo italiano, anche se cantato in inglese, ad entrare nella classifica di vendita statunitense.

Nel 1974 la band, con il nuovo bassista Patrick Djivas al posto di Giorgio Piazza, pubblica l'album "L'isola di niente".

Ne verrà pubblicata anche una versione in lingua inglese intitolata "The World Became the World". Il 1974 è anche l'anno in cui la PFM intraprenderà un lungo tour negli Stati Uniti, immortalato nell'album registrato dal vivo "Live in USA". Nel 1975 entrerà in formazione il cantante Bernardo Lanzetti. Con lui in gruppo verrà inciso l'album "Chocolate Kings", Mauro Pagani scriverà da sé o in collaborazione con altri tutti i testi dei cinque brani del disco, il loro primo scritto direttamente in inglese. Dopo un altro tour, che tocca anche il Giappone, al ritorno in patria Pagani pone fine alla sua esperienza con il gruppo. In .una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera ha così spiegato la fine del suo rapporto con la PFM: “Abbiamo vissuto il rock ad altissima intensità, cinque tournée inglesi, tre in Usa, con 300 concerti. Poi tutto si è un po’ fermato. E io ho scoperto il mio grande amore per la musica del mondo, la world music”. Non senza tradire un giusto orgoglio per il lavoro compiuto ha aggiunto: “Inglesi e americani ci ascoltavano con rispetto, c’erano centinaia di gruppi prog rock con nomi assurdi. Il progressive è stata l’unica musica rock che abbiamo esportato”.

Un capolavoro riconosciuto di world music (qualsiasi cosa stia precisamente significare) è l'album di Fabrizio De André "Creuza de ma".

Il disco, tutto cantato in dialetto genovese, venne pubblicato nel marzo 1984, realizzato e prodotto dal cantautore genovese in collaborazione con Mauro Pagani. A quel disco Fabrizio gli diede le parole, Mauro la musica. Nel 2006 Mauro Pagani dichiarò al proposito: ".in 'Creuza' in fondo ci eravamo divisi i compiti, lui i testi, io le musiche. Quando cominciammo a lavorare al disco nuovo ci rendemmo conto invece che con il passare degli anni il nostro rapporto si era fatto più profondo, che le nostre conoscenze sempre più si influenzavano e si intrecciavano a vicenda. Così stavolta tutto prese forma e identità davvero a quattro mani, chiacchierando, inventando, facendo e rifacendo. Soprattutto guardandoci intorno, con una attenzione al mondo del tutto diversa da quella del disco genovese.".

Il disco a cui fa riferimento Mauro Pagani nella frase sopra è il successivo nella discografia di Fabrizio De Andrè, "Le nuvole", uscito nel settembre 1990. Il disco fa nuovamente uso del dialetto, ma non solo. Di quello ligure nelle canzoni "Mégu megún" e "’Â çímma" (testi scritti insieme a Ivano Fossati), di quello napoletano, nella canzone più nota del disco, "Don Raffaè" (alla stesura del testo qui partecipò Massimo Bubola) e nel brano del diciottesimo secolo "La nova gelosia", infine di quello gallurese, la zona della Sardegna dove De André aveva una tenuta e dove risiedeva per buona parte del tempo, "Monti di Mola".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.