Come funziona Clubhouse, l'app del momento che piace anche ai rapper

Anteprima di nuovi pezzi, dissertazioni di varia natura, show case, dissing in diretta. E c'è chi ha pure realizzato uno spettacolo, con cantanti e musicisti collegati da remoto. L'impatto dell'app sull'industria discografica.
Come funziona Clubhouse, l'app del momento che piace anche ai rapper

All'improvviso tutti parlano di - e usano - Clubhouse. Lanciata negli Usa lo scorso marzo (e già a maggio Forbes ne stimava il valore in 100 milioni di dollari quando aveva solo poche migliaia di utenti), è l'app del momento: conta 2 milioni di iscritti in tutto il mondo. Si tratta sostanzialmente di una piattaforma all'interno della quale le interazioni si basano solamente sulla voce. Niente post, niente storie, niente chat, niente "likes".

Le stanze

A metà strada tra podcast interattivi e webinar, Clubhouse permette agli utenti di confrontarsi a voce in alcune "stanze": si può accedere come pubblico, come semplici ascoltatori, ed eventualmente si può chiedere a chi ha creato la stanza di intervenire. L'app è stata creata da Paul Davison e Rohan Seth, entrambi già al servizio di società come Google e Pinterest. È gratuita, ma al momento è disponibile solo per dispositivi iOS (è in fase di preparazione anche una versione per Android). Per iscriversi bisogna dimostrare di avere almeno 18 anni. Ci si mette in lista di attesa per entrare. O si entra su invito: ciascun membro ha diritto a due inviti, e ne matura altri in base al suo livello di attività. Interessante e da annotare: ciascun membro porterà sempre nel proprio profilo, come un’impronta digitale, il nome di chi l’ha invitato; e quest’ultimo ne resterà responsabile (l’etichetta sulla app, almeno per ora, è una cosa seria).

Le parole chiave sono "interattività" e "disintermediazione"

Motivo per cui Clubhouse piace tanto agli artisti della scena hip hop, che hanno contribuito a renderla grande. Anteprima di nuovi pezzi, dissertazioni di varia natura, show case e pure dissing: da 21 Savage a Meek Mill, passando per Lupe Fiasco. I protagonisti del rap e della trap d'oltreoceano e d'oltremanica hanno già abituato i rispettivi fan a non perdere nemmeno uno dei loro appuntamenti su Clubhouse. In una delle sue trasmissioni, il dj e produttore americano Kid Capri - già al fianco di, tra gli altri, Madonna e Kendrick Lamar - ha invitato gli artisti emergenti collegati ad inviargli via e-mail le loro canzoni, che avrebbe poi contribuito a diffondere tramite il suo show su SiriusXM.

E d'altronde .Terence "Punch" Henderson di Top Dawg Entertainment, l'etichetta discografica indipendente statunitense che ha lanciato Kendrick Lamar, Jay Rock, Schoolboy Q e SZA, ha annunciato che userà Clubhouse per scoprire nuovi artisti e metterli sotto contratto.

Lo show con cantanti e musicisti collegati da remoto

Ad ottobre la Atlantic ha tenuto su Clubhouse un evento virtuale con 250 partecipanti - tra giornalisti, influencer e addetti ai lavori - in occasione degli showcase di lancio di nuovi artisti come Ayanis, Raiche, Bennett, Iv Jay e TeaMarrr. E il 26 dicembre sull'app si è svolto anche un vero e proprio spettacolo in diretta: la trasposizione audio del musical "Il Re Leone", con attori e musicisti collegati simultaneamente. Lo show è andato "sold out": 5 mila gli ascoltatori collegati, il massimo consentito (cifra raggiunta negli scorsi giorni anche dall'appuntamento di Elon Musk, che in una trasmissione di due ore ha parlato dei progetti di Tesla e Space X). Quali altre sorprese ci riserverà, Clubhouse?

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