Sanremo 2021, l’appello di Claudio Ferrante (Artist First): ‘Salvare il Festival per salvare la musica’

Il ceo della società di distribuzione esprime vicinanza ad Amadeus e smorza le polemiche: ‘Sbagliato pensare che in Italia esista una cultura di serie A e una di serie B’

Il fondatore e ceo di Artist First Claudio Ferrante ha espresso, in una nota, vicinanza ad Amadeus, il conduttore e direttore artistico della settantunesima edizione del Festival della Canzone Italiana, negli ultimi giorni coinvolto in un’accesa polemica relativa alla presenza del pubblico al Teatro Ariston in occasione di Sanremo 2021.

“Voglio sottolineare la mia vicinanza a sostegno di Amadeus, che, in mezzo alla tempesta perfetta tra pandemia e crisi politica, sta dimostrando una voglia e un entusiasmo senza precedenti di far svolgere il Festival di Sanremo 2021”, ha commentato Ferrante: “Sono assolutamente d’accordo con il Direttore Artistico nella sua volontà di mantenere le date previste per il Festival, dal 2 al 6 marzo.

Impensabile, ad esempio, far svolgere il Festival in estate, rendendo quindi impossibile per il vincitore partecipare all’Eurovision Song Contest tradizionalmente organizzato a maggio. Per quanto riguarda la .proposta di un cambio di location, è come chiedere di fare il Festival del Cinema di Venezia a Perugia, o quello di Cannes a Bordighera. Il Festival di Sanremo è un brand ormai divenuto potentissimo, fare la Kermesse altrove vorrebbe dire snaturarne davvero l'essenza”.

“A chi ha criticato il fatto che si faccia Sanremo mentre cinema e teatri sono ancora chiusi, dico che dobbiamo pensare a Sanremo come uno show televisivo e non come a uno spettacolo teatrale”, ha proseguito Ferrante: “E, ancora più importante, che non dobbiamo pensare che ci sia, in Italia, una cultura di serie A e una cultura di serie B. Il sistema-cultura in Italia è sempre stato, in qualche modo, votato al nazionalpopolare, e Sanremo è per la musica ciò che il Festival di Venezia è per il cinema: la vetrina della nuova musica italiana”.

“Tutto il comparto dello spettacolo è stato duramente colpito dalla pandemia, e credo che il Festival possa essere un barlume di speranza, di ripartenza per un settore che da mesi è fermo, e che probabilmente lo sarà ancora per molto tempo”, ha concluso Ferrante: “Grazie a Sanremo, ad esempio, molte maestranze potranno riprendere a lavorare. Bisogna far percepire l'importanza di questi professionisti, che sono stati dimenticati per mesi dalle istituzioni perché ritenuti un settore ‘non primario’, lavoratori che sono ora in grande difficoltà dopo mesi di inattività. Sono sicuro che la RAI e l’organizzazione del Festival metteranno in atto tutti i protocolli necessari per garantire la sicurezza di tutti. Sarà certamente un Sanremo diverso, senza palchi esterni, senza assembramenti, con le strade vuote, se necessario anche senza pubblico in sala e con le interviste svolte da remoto. Sarà tutto ridimensionato, come è giusto che sia, ma il Festival deve andare avanti, per dare un segno di ripartenza del settore dello spettacolo e della cultura in Italia. E’ davvero il momento di essere tutti uniti e far rinascere la musica, un settore in ginocchio che conta ormai migliaia di disoccupati, e di cui il Festival in parte si serve per far funzionare la macchina, fonici direttori d’orchestra, autori. Un indotto fermo da quasi un anno che ha bisogno di un grande evento, anche se solo televisivo, per ripartire”.

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