Quando le popstar internazionali cantavano in italiano. Video

Paul Anka e Neil Sedaka scalarono ripetutamente la nostra Hit Parade con canzoni incise nella nostra lingua e registrarono diversi filmati a colori per il Cinebox, un juke-box con le immagini progettato a Roma ed elaborato a Milano
Quando le popstar internazionali cantavano in italiano. Video

L’attraente  pronuncia degli “Americani de Roma”

C’è stata un’epoca irripetibile durante la quale tutte le popstar del mondo incidevano dischi in italiano, da Elvis Presley a Frank Sinatra, da Louis Armstrong a Frankie Avalon, da Stevie Wonder a David Bowie, dai Procol Harum ai Rolling Stones. Il primato delle registrazioni nella nostra lingua, gratificate puntualmente dal vertice della Hit Parade, spetta al canadese Paul Anka e allo statunitense Neil Sedaka, i due assi dell’azienda discografica americana RCA nella prima metà degli anni Sessanta. Ecco come Neil Sedaka ricorda quell’esperienza con la nostra lingua.




Neil Sedaka nell’intervista di Michele Bovi.

 

Neil Sedaka e Paul Anka furono in quegli anni ripetutamente ospiti dello schermo in bianco e nero della televisione italiana. Ma esistono anche testimonianze a colori del loro percorso discografico nella nostra lingua: si tratta di filmati realizzati da due tra i più intraprendenti registi della RAI dell’epoca, Vito Molinari ed Enzo Trapani, e destinati al Cinebox, un apparecchio collocato in alcune centinaia di esercizi pubblici della penisola che riproduceva quelli che sono stati ribattezzati “gli antenati del videoclip”. Mentre il tradizionale jukebox con una moneta da 100 lire permetteva di ascoltare tre canzoni il Cinebox per la stessa cifra consentiva non solo di ascoltare ma anche di vedere l’artista nell’esecuzione del suo ultimo successo. Il Cinebox era stato progettato a Roma dalla Ottico Meccanica Italiana a cura dell’industriale Paolo Emilio Nistri e lanciato dalla Società Internazionale di Fonovisione di Milano governata dall’imprenditore Angelo Bottani. A dimostrazione che quando un romano e un milanese si mettono d’accordo, a inglesi e americani non restano che le briciole.. 


"I tuoi capricci" con Neil Sedaka e Mary Di Pietro

 

Per il Cinebox Neil Sedaka registrò nel 1963 negli studi di Cinelandia a Cologno Monzese, con la regia di Vito Molinari, i filmati di due suoi hit americani “Breaking Up Is Hard To Do” e “The Dreamer“ e di due successi nella nostra lingua composti per lui da Luis Bacalov (che all’epoca si firmava Louis Enriquez) con i testi di Franco Migliacci: “La terza luna” e “I tuoi capricci”. Nel filmato per il Cinebox de “I tuoi capricci” Sedaka aveva come partner una giovanissima Mary Di Pietro, che tre anni dopo sarebbe diventata la cantante de La nuova cricca, la band capeggiata dal chitarrista Enrico Ciacci, fratello di Little Tony. Enrico e Mary sono stati uniti artisticamente e sentimentalmente. Mary perse la vita a 21 anni in un incidente sull’Autostrada del Sole nei pressi di Roma: era il 29 settembre 1967, alla guida della vettura c’era il fidanzato Enrico Ciacci. Eccola, deliziosa, danzare accanto a Neil Sedaka. 

“I tuoi capricci”, Neil Sedaka con Mary Di Pietro nel filmato Cinebox.


Paul Anka tra modelle, girarrosto e porchetta

Paul Anka fu protagonista per il Cinebox nel 1964 di tre filmati per altrettante canzoni italiane: “Ogni volta”, “Estate senza te” e “Domani prendo il primo treno”. Il regista era Enzo Trapani che preferì ambientare i set in esterno: un giardino dell’Eur per “Ogni volta”, la spiaggia di Anzio per “Estate senza te” e per “Domani prendo il primo treno” il ristorante “Ugo al Poggio”, sulla via Salaria, che tra i tentativi di seduzione di Paul Anka e le civetterie delle modelle che lo accompagnavano, esibiva girarrosti e persino la tradizionale porchetta di Ariccia. 


“Domani prendo il primo treno” di Paul Anka, regia di Enzo Trapani per il filmato del Cinebox. 

 

Un’altra stella americana della canzone era Bobby Rydell che venne al Festival di Sanremo nel 1964 per gareggiare con due brani: “Un bacio piccolissimo” in coppia con il cantante romano Robertino e “L’inverno cosa fai?” in coppia con Piero Focaccia. Prima di spostarsi a Sanremo Rydell registrò negli studi milanesi del Cinestabilimento Donato tre filmati per il Cinebox, diretti dal regista Vito Molinari, per altrettanti suoi successi: “Sway”, “Swinging School” e “Frenesi”. Eccolo interpretare “Frenesi”. 


“Frenesi” di Bobby Rydell, regia di Vito Molinari per il filmato del Cinebox.

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Il regista Vito Molinari (a sinistra) con Bobby Rydell e una funzionaria della produzione sul set milanese dei filmati per il Cinebox (per gentile concessione di Michele Bovi)


"Un bacio piccolissimo" a Sanremo

Vito Molinari raggiunse Bobby Rydell a Sanremo durante il Festival per registrare anche la pellicola di “Un bacio piccolissimo”. “Con Bobby Rydell avevo già realizzato alcuni filmati per il Cinebox in uno studio vicino alla Fiera di Milano" – racconta Vito Molinari, che oggi ha 91 anni portati con energia. "A Sanremo la produzione mi chiese di risparmiare, e avevamo poco tempo a disposizione perché l’artista doveva presenziare alle prove del Festival. Così radunai un gruppo di ragazze rintracciate nel mio albergo e senza truccatori, parrucchieri né abiti di scena organizzammo il set per il filmato del Cinebox”. Con il risultato che potete vedere qui di seguito. 


“Un bacio piccolissimo” di Bobby Rydell, regia di Vito Molinari per il filmato del Cinebox.


Il filmato con strip-tease di Frankie Avalon

Testimonial del Cinebox, con l’immagine qui sotto scattata nel salone del Casinò di Sanremo nel 1964, fu il cantante americano Frankie Avalon. Anche lui come Bobby Rydell in quell’edizione gareggiò al Festival con due brani: “Motivo d’amore” in coppia con Pino Donaggio e “I sorrisi di sera” in coppia con Tony Renis.

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Frankie Avalon e il Cinebox (per gentile concessione di Michele Bovi)

Due anni prima della sua partecipazione al Festival di Sanremo Frankie Avalon aveva prestato la voce alla realizzazione di un filmato per il Cinebox: il brano era “Tornerai”, un classico lanciato negli anni Trenta da Carlo Buti e il Trio Lescano che nella versione del cantante americano fece per l’ennesima volta il giro del mondo. In quella circostanza il regista Vito Molinari, non avendo a disposizione fisicamente l’artista, si arrangiò con una scenetta affidata a una fascinosa ballerina. “Avalon non riuscì a raggiungermi sul set, così chiamai Marisa Ancelli, una soubrette della compagnia di Erminio Macario che lavorava abitualmente anche per la televisione" racconta Vito Molinari. "Io l’avevo già utilizzata per il Cinebox come partner di Clem Sacco nel filmato 'Oh mama, voglio l’uovo alla coque'. Marisa Ancelli era molto sexy e approfittando del fatto che al Cinebox la commissione censura concedeva più libertà rispetto alla RAI, le feci fare un mezzo strip-tease che piacque molto agli avventori dei bar in cui erano alloggiati quei nuovi juke-box con lo schermo: il filmato di Frankie Avalon fu uno dei più gettonati della stagione”. Ecco quella pruriginosa – per l’epoca – pellicola musicale. 

“Tornerai” di Frankie Avalon con Marisa Ancelli, regia di Vito Molinari per il filmato del Cinebox. 


Il Cinebox secondo Gassman e Chiari

Oggi pochi ricordano l’esistenza del Cinebox ma nei primi anni Sessanta quell’apparecchio era presente un po’ ovunque: negli articoli e nella pubblicità di quotidiani e riviste, nei servizi dei cinegiornali che precedevano la proiezione del film , nei lavori cinematografici di registi e attori  che andavano per la maggiore. Date un’occhiata a questa sequenza da “Se permettete parliamo di donne”,  film di esordio nel 1964 di Ettore Scola con Vittorio Gassman e Walter Chiari. Un esplicito spot promozionale per il Cinebox. 

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