Dave Grohl: ‘Volevo diventare un calciatore famoso’

L’ex Nirvana e leader dei Foo Fighters si confessa al Financial Times: ‘La mia ossessione? Il tip tap’
Dave Grohl: ‘Volevo diventare un calciatore famoso’

L’autorevolissimo Financial Times, testata in genere più che seria, si è concessa un’intervista piuttosto frivola a Dave Grohl in occasione della prossima pubblicazione di “Medicine at Midnight”, il nuovo album dei Foo Fighters atteso per il prossimo 5 febbraio. Al già batterista dei Nirvana sono state sottoposte delle domande generiche alle quali sono state date risposte a bruciapelo. Interrogato su quale fosse il suo sogno da piccolo, il frontman e polistrumentista americano ha risposto: “Essere un calciatore famoso”.

Dismesso il sogno di diventare un collega di Alexi Lalas, l’artista ha spiegato di essere stato “uno studente terribile”, ma di essere stato indirizzato sulla giusta strada da sua madre, un’insegnante “single brillante, compassionevole, generosa e gentile”, che gli ha “insegnato a lavorare per le cose che volevo”. Detto che “nessuno immaginerebbe che andare in tour possa tenere in forma, ma lo fa: a 52 anni, mi sento abbastanza bene. Quando torno a casa mi ammorbidisco. Odio le palestre, odio allenarmi, odio lo yoga”, Grohl ammette di “non essere il miglior batterista, il miglior chitarrista o il miglior cantante, ma quando faccio una di queste cose le faccio come se fosse il mio primo giorno sulla terra”, e di essere “dipendente dal successo: non riesco a sedermi e rilassarmi, o a spegnermi”.

Se pensate che aver scritto un capitolo fondamentale della storia del rock con i Foo Fighters o essere uno dei rocker più apprezzati sul panorama mainstream con i Foo Fighters possano rappresentare i più grandi risultati della sua vita, sbagliate. Il traguardo definitivo di Grohl sono i figli: “Sono un papà così bravo: tutte e tre le mie figlie sono dei tornado, sono fantastiche. Musicalmente parlando, sono orgoglioso di essere riuscito a sopravvivere grazie alla musica. Ho visto molte persone che conosco e alle quali voglio bene non farcela, in termini di sopravvivenza. La musica è una strada difficile”.

L’ossessione? “L’ossessione che ho avuto per 30 anni e che non ho mai rivelato a nessuno è che voglio diventare un ballerino di tip tap. Non so ballare, ma c'è qualcosa nel ritmo e negli schemi di quel ballo che capisco. Quest'anno ho comprato un paio di scarpe da tip tap, e prima o poi succederà”.

In chiusura, c’è spazio anche per un paio di considerazioni serie. Non quella relativa a cosa direbbe a sé stesso ventenne - “Scegliere meglio i tatuaggi” - ma su cosa lo irrita di più nella gente - “Non capisco come qualcuno possa desiderare intenzionalmente che qualcun altro ferisca o provi dolore” - e quella relativa alla “più grande sfida del nostro tempo”: “Avere speranza. Credere nella vita, nell'amore, nella bontà che è dentro tutti noi”.

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