Quando John Lydon aggredì con la sua faccia il pugno di un poliziotto

Nell'ottobre del 1980 l'ex frontman dei Sex Pistols venne coinvolto in una rissa a Dublino.
Quando John Lydon aggredì con la sua faccia il pugno di un poliziotto

Il mondo del rock è risaputo che è popolato da molti personaggi eccentrici, esagerati, sopra le righe.

Uno di questi risponde al nome di John Lydon. Un tipo che a sette anni a causa di una meningite perse la memoria, qualche anno più tardi è membro di una banda di teppisti e neppure ventenne gira per Londra con una maglietta con su scritto, 'Odio i Pink Floyd'. Nel 1975 Malcolm McLaren crede che simil figuro possa fare al caso suo e lo invita ad entrare in una band chiamata Sex Pistols, lui in quel momento non ha nulla di meglio da fare e accetta. Sarà una delle migliori decisioni mai prese in vita sua. Il chitarrista del gruppo, un altro tizio da prendere con le molle, Steve Jones, è molto affascinato dal sorriso di Lydon, dice che ha dei denti marci, schifosi. Il termine rotten (marcio) calza a pennello, il cantante dei Sex Pistols, che sarà tra i simboli del movimento punk inglese, si trasforma in .Johnny Rotten.

La storia dei Sex Pistols non ebbe lunga vita, si esaurì con un album pubblicato nel 1977, il celeberrimo "Never Mind the Bollocks", e l'uscita di quattro singoli.

Nel gennaio 1978 John abbandona la band, si riappropria del cognome Lydon e fonda i Public Image Ltd. Un paio di anni e mezzo più tardi, il 6 ottobre 1980 ha già pubblicato due album con la sua nuova band – "First Issue" (1978) e "Metal Box" (1979) – ed il suo volto è piuttosto noto, ciò non toglie che quella sera venga arrestato dopo una rissa al Horse & Tram, un pub della capitale irlandese Dublino. Questo il ricordo del musicista nato a Londra il 31 gennaio 1956 così come lo riporta nel suo libro di memorie, 'Anger is an energy: my life uncensored', pubblicato nell'ottobre 2014. "Sono andato in un pub e il barman non mi ha servito. Ci fu uno scambio di opinioni e venne chiamata la polizia. Sono stato arrestato per aver aggredito il pugno di un poliziotto con la mia faccia e mandato a Mountjoy (un carcere di Dublino, ndr) per la notte. Una specie di ritorno a casa. La polizia e gli avvocati mi crearono grossi problemi, cercarono di mandare in pezzi il mio morale, beh, buona fortuna." Nel suo volume Lydon ha accusato le autorità irlandesi di avere fatto il possibile per cercare di umiliarlo di fronte ai suoi compagni di prigionia. "Al mio arrivo le guardie carcerarie decisero di fare di me un esempio. Mi hanno spogliato, buttato in un cortile e lavato. Là dentro, era dura, davvero molto dura, vigeva un regime punitivo".

Dopo essere stato ripetutamente svegliato durante la notte dal suono dei manganelli delle guardie sulla porta della sua cella, Lydon ha ricordato di essere stato portato nell'area comune per l'ora quotidiana di televisione. "Cos'è saltato fuori se non il vostro al telegiornale? Imbarazzo. Volevo nascondermi sotto terra." Tre mesi dopo, Lydon venne processato. "Il giudice capì le contraddizioni nelle dichiarazioni dei due testimoni. Non si sono nemmeno preoccupati di presentarsi, almeno non fino a dopo che il caso venne archiviato. Sono stato assolto, ma non prima che mi sia stato chiesto di fare una donazione di 100 sterline alla 'scatola dei poveri'. Questa è la giustizia irlandese".

A causa di questo episodio John Lydon, che è figlio di immigrati irlandesi, si è rifiutato di esibirsi in Irlanda per oltre venti anni e, come riporta la rivista musicale Quietus, ha incanalato la sua rabbia per l'arresto in "Francis Massacre", una canzone pubblicata nell'album del 1981 dei Public Image Ltd., il loro terzo, "The Flowers of Romance". Nel testo di quel brano l'ex membro dei Sex Pistols canta, "Non mi dichiarerò colpevole". Ricorda ancora: "Non ho nemmeno aspettato che la band entrasse in studio. Dovevo togliermi la rabbia di dosso." Nel 2008, quando Lydon tornò su di un palco in Irlanda per una reunion dei Sex Pistols, non pareva avere dimenticato del tutto il suo cattivo rapporto con il pubblico irlandese, dichiarò infatti all'Irish Independent: "Un certo numero di zoticoni ubriachi pensava che fossimo lì per celebrare la famiglia reale, nonostante tutto quello che ho detto e fatto su quell'istituzione nel corso degli anni. Ho pensato 'Oh, mio Dio, è proprio vero, gli irlandesi sono davvero stupidi.'"

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