Musica e listini: gennaio si è tinto di rosso

L'industria musicale in borsa nella settimana dal 25 al 29 gennaio fa registrare un calo al pari degli altri settori
Musica e listini: gennaio si è tinto di rosso

Prematuro bollare la settimana appena trascorsa come quella dell'ingresso dell'orso al posto del toro ma, è sotto gli occhi di tutti, praticamente qualsiasi titolo quotato in borsa a qualsiasi latitudine ha perso terreno e lasciato valore sul mercato tra il 25 e il 29 gennaio.

Non hanno fatto particolare eccezione quelli legati all'industria musicale che monitoriamo ogni settimana: tutti in rosso, con perdite mediamente comprese tra il 5% e il 10%, dopo parecchie settimane di ascesa per diversi di essi. Uniche eccezioni: Sirius XM, che è restata verde dopo un salto in alto di 15 punti percentuali e un successivo assestamento (nel dettaglio che segue, la possibile motivazione) mentre quasi alla pari CTS Eventim, che si è difesa meglio di Live Nation, forse affaticata da un recupero quasi miracoloso negli ultimi mesi.

Male Spotify, meno male Tencent che rasenta la parità.

Male Warner Music Group, meno male Vivendi.

Giù, e parecchio, l'intero comparto big tech.

Ecco i dettagli:

 

  • Alphabet: la holding proprietaria di Google e YouTube, che resta in terreno positivo nell'ultimo mese, perde il 5% con il titolo a $ 1.742.
  • Amazon: continua lo stallo, quasi semestrale, del gigante dell'e-commerce che controlla Amazon Music e Twitch: dopo qualche effimera fiammata la scorsa settimana, chiude in rosso mese e trimestre a $ 3.205.
  • Apple: - 6% per la Mela che, pur chiudendo in negativo anche il mese, è andata ultra-bene nel trimestre e nel semestre: titolo a $ 131, capitalizzazione pari a due triliardi e 215 milioni di dollari (molto superiore al PIL italiano).
  • Avid: con il video e le tecnologie annesse che regnano sovrane, impressiona poco il -10% di Avid: il titolo è comunque aumentato del 100% (quotazione attuale: $ 17,04) in sei mesi.
  • CTS Eventim: quotata allo Xetra tedesco, la leader europea del ticketing perde un punticino, che però porta a circa -10% il calo mensile; molto meglio il trimestre e il semestre appena conclusi, il titolo è a € 48,68.
  • Hipgnosis: quotata al LSE britannico, la società di Mercuriadis perde un punto e mezzo e ristagna: il titolo ha una quotazione di £ 120, l’azienda vale circa 977 milioni di sterline.
  • Live Nation: perde il 5% in una settimana e il 10% nel mese, ma la conglomerata del live quotata al NYSE americano resta positiva nel semestre, avendo recuperato oltre il 50% del valore e chiudendo a $ 66,45.
  • Sirius XM: dopo un exploit forse legato alle vicende di Liberty Media di cui abbiamo raccontato in quest'area, il titolo della compagnia di digital radio è l'unico a chiudere in verde la settimana a $ 6,26.
  • Sonos: quotata al NASDAQ americano, cala di quasi 10 punti ma resta abbondantemente in verde nel mese, nel trimestre, nel semestre e nell'anno, attestandosi questa settimana a $ 26,15 dollari, con l’azienda che vale 3,1 miliardi di dollari.
  • Sony Corp.: quotata al Nyse americano, casa madre di Sony Music, in una settimana brucia tutta la crescita mensile con un circa -10% - ma in un anno è cresciuta del 40%. Il titolo è a $ 95,71, l’azienda vale quasi 120 miliardi di dollari.
  • Spotify: prende fiato la piattaforma di Daniel Ek: quasi -10%, una performance che brucia il guadagno di gennaio ma la lascia in terreno molto positivo negli ultimi 3 e 6 mesi; chiude a $ 315.
  • Tencent Music: quotata al Nyse americano, perde spiccioli e resta a +50% nel trimestre: il titolo è a $ 26,6 e l’azienda controllata da Tencent Holdings vale 44,6 miliardi di dollari.
  • Vivendi: continua il lento declino nel breve termine per la multinazionale quotata a Parigi e casa madre di Universal Music Group: in attesa di quotarla, si consola con un +30% nel semestre e si assesta a € 25,32.
  • Warner Music Group: il gruppo di Len Blavatnik ha trascorso gennaio sulle montagne russe, guadagnando e perdendo a colpi da 10%; resta in terreno positivo nel trimestre con il titolo a $ 35,09 e l’azienda che vale 18 miliardi di dollari.
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