Michele Bravi: “Fedez e Chiara Ferragni mi hanno aiutato nel mio momento di dolore”

Venerdì esce "La geografia del buio", il nuovo album del cantautore umbro.
Michele Bravi: “Fedez e Chiara Ferragni mi hanno aiutato nel mio momento di dolore”
Credits: Clara Parmigiani

“Un disco che nasce dalla solitudine, figlio di un periodo in cui la mia voce non usciva più, non riuscivo a cantare. Una grande riflessione sul dolore, ma anche il mio progetto più significativo sull’amore”. Venerdì esce “La Geografia del buio”, il nuovo album di Michele Bravi: il progetto è stato anticipato dall’uscita dei singoli “La vita breve dei coriandoli” e “Mantieni il bacio”. Il concept è caricato di grande drammaticità, la realtà dell’artista si palesa sotto forma di rappresentazione teatrale, dove la separazione tra spettatori e attori è un limite invalicabile.

 “Tutto parte da un libro del 1961, “Diario di un dolore” di C.S. Lewis – ricorda l’artista – questo non è un disco che spiega come uscire dal dolore, ma si pone come un percorso, una strada che porta a una nuova consapevolezza. Il dolore è una casa senza luce, ma è sempre una casa. Io quella casa ho imparato ad abitarla e l’ho arredata. È importante la terapia, la mia terapia ha un nome: EMDR (è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia a eventi traumatici, ndr). Questa cura ha dato la possibilità di dare un vero disegno al labirinto che avevo percorso”.

A distanza di quattro anni da “Anime di carta”, l’album certificato disco d’oro e contenente il singolo doppio platino “Il diario degli errori”, Bravi torna con un progetto musicale, profondamente diverso da tutta la produzione precedente.

“È un racconto attraverso la ferita del mondo. Una perdita di aderenza dal reale e il tuffo in un’oscurità che racchiude in sé la violenza della vita e riscopre nell’amore l’unica salvezza. Un amore che non combatte il male, ma che aiuta a disegnarne la geografia”, continua l’artista. L'incidente stradale nel quale rimase coinvolto nel 2018 in cui perse la vita una donna di 58 anni (Bravi ha patteggiato lo scorso luglio una condanna a un anno e sei mesi - pena sospesa perché incensurato) ha inevitabilmente segnato in modo indelebile la sua vita e la sua arte. “Nel mio momento di dolore diverse persone mi sono state vicine, il disco nasce anche da una promessa – ricorda Bravi – colleghi che mi hanno aiutato? Mi ricordo quando andai a Los Angeles in studio con Fedez. .Alla fine non nacque nulla sotto il profilo artistico, ma lui e Chiara mi sono stati vicini, erano in sala quando poi sono tornato a cantare”.

L’estetica del disco si sviluppa in una sequenza di immagini oniriche e surreali che Michele Bravi racconta attraverso le parole e la musica. Si susseguono suggestioni evocative che rimandano ad un presente stravolto e a un profondo dolore che avvolge, immerge e nasconde ogni cosa come una fitta coltre di nebbia. L’album è costituito da 10 tracce, l’intero progetto discografico è stato prodotto da Francesco “Katoo” Catitti, che aveva già in precedenza collaborato con Michele. Il pianoforte, che accompagna la voce dell’artista in tutte le tracce, è suonato da Andrea Manzoni.

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