David Bowie Tribute Day, intervista ad Anna René: è suo il video più votato

"Di David Bowie ho sempre stimato l’essere sempre alla ricerca di altre forme di se stesso", racconta la cantautrice.
David Bowie Tribute Day, intervista ad Anna René: è suo il video più votato

Fra i 70 (+1) video realizzati da artisti italiani che hanno partecipato al David Bowie Tribute Day allestito da Rockol lo scorso 10 gennaio 2020, quello di Anna René è risultato il più votato al termine del sondaggio realizzato in collaborazione con il sito Velvet Goldmine e il gruppo facebook David Bowie Fans Italia (qui i risultati e qui un'intervista sullo stesso argomento a Maurizio Marsico).

Per lo speciale su David Bowie curato da Rockol, la 28enne cantautrice, nata a Bari ma di stanza a Polignano a Mare, ha presentato una cover di "Sweet thing”, registrata "a distanza" con Gianni Colonna alla chitarra e accompagnata dal filmato realizzato dalla stessa Anna René.

“Mi sembrava una buona occasione, in questo momento particolare per gli artisti, omaggiare uno dei più grandi, anche con un video normalissimo girato in casa, per far vedere che l’arte è anche tutto questo”, ha raccontato Anna parlando della sua partecipazione al David Bowie Tribute Day. A proposito della scelta di reinterpretare "Sweet thing”, dall’album di Bowie "Diamond Dogs" del 1974, ha detto: “Essendo molto appassionata di testi ho preferito scegliere qualcosa che potessi cercare di rendere al meglio anche per il mio vissuto. Dato che fare una cover di un artista del genere è una bella responsabilità, mi è sembrato giusto scegliere questo brano proprio per alcune parti del testo”.

Ha aggiunto: “Nel testo c’è un riferimento a questo suo essere impaurito. Eppure va sempre alla ricerca del centro delle cose - nonostante questa paura di affrontarle - in cui in realtà, però, si butta in pieno. È una cosa che mi caratterizza molto quindi mi è sembrato giusto scegliere questo brano. .Inoltre nel pezzo ci sono vari riferimenti al blues, anche nel modo di cantare, soprattutto nel ritornello. Mi piaceva poter fare questo brano che è molto dolce ma ha anche una componente un po’ più aggressiva”.

La versione di "Sweet thing” proposta da Anna per il tributo all’artista britannico è la prima di una serie di interpretazioni del brano di Bowie che la cantante ha realizzato. Seppur non perfetta, come spiegato dalla stessa cantautrice, Anna René ha scelto la prima cover che ha registrato di "Sweet thing” perché ha “un carico emotivo particolare”. Infatti, oltre alla soddisfazione per aver partecipato al David Bowie Tribute Day insieme ad altri artisti, sia emergenti che già noti, Anna ha espresso contentezza per aver vinto proprio con la prima versione di "Sweet thing” da lei incisa. “Mi sento molto onorata per essere in questa classifica, insieme a grandi artisti come, per esempio, Dardust e Mario Biondi”, ha detto la cantante. Ha poi fatto sapere: “Ho scelto di presentare la prima cover che ho registrato, anche se avevo realizzato altre versioni del brano, perché interpretata con tanto trasporto. Sono molto contenta che sia piaciuta la mia cover e di aver vinto con questa prima versione”.

La cantautrice polignanese, appassionata fin da bambina di musica, oltre che di scrittura e recitazione, è cresciuta ascoltando di tutto: da Sting ad Alanis Morissette, ad Alicia Keys e Beyoncé. Grazie al padre Anna ha scoperto - tra gli altri - proprio David Bowie, prima di appassionarsi ai cantautori italiani. “David Bowie è sicuramente un artista che fa parte della mia vita, oltre che di quella di tutti quanti. La parte glam rock l’ho potuta assorbire sicuramente da mio padre, quindi mi ricorda un po’ tutta quella parte della mia vita”, spiega Anna René. E continua: “Il suo modo di essere un po’ eclettico ma in una parte della sua vita ritornare, o comunque scoprirsi, quasi essenziale - quindi togliere anche tutto quello che c’era stato di glam - è qualcosa che sicuramente segna molto anche la mia carriera. Questo dualismo che aveva nella sua parte interna e che poi riportava anche nelle canzoni, e che ha modificato poi negli anni mille volte - quindi anche il non fermarsi - è qualcosa che ho sempre stimato, questo essere sempre alla ricerca di altre forme di se stesso”. 

Lo scorso novembre Anna ha raggiunto la finale di “Area Sanremo 2020” - alle cui selezioni ha partecipato anche dal 2013 al 2018, riuscendo ad arrivare in finale - con il brano “Giove e Venere” che, come spiegato dalla cantautrice, “in parte è ricollegabile” a “Sweet thing” di David Bowie. “In ‘Sweet thing’ Bowie parla di questa paura di affrontare le cose, ma in cui poi si immerge totalmente", ha detto la cantante: "In ‘Giove e Venere’ io parlo proprio di questo, di questa mia paura che a volte mi porta a fermarmi davanti a situazioni che mi creano preoccupazione per il futuro di poterci stare male, in cui però in realtà - per come sono fatta io di animo - mi butto dentro”.

Parlando dei suoi prossimi progetti Anna René ha anticiparo che a metà del prossimo mese di aprile dovrebbe pubblicare la canzone presentata ad Area Sanremo lo scorso anno, scritta durante la prima quarantena, e a seguire altre sue canzoni su cui sta lavorando attualmente.

“Oltre a far uscire ‘Giove e Venere’ vorrei pubblicare altri miei pezzi, perché ho molta esperienza live - ho sette anni di attività dal vivo quasi quotidiana - però a livello di brani non ho pubblicato quasi nulla”, ha raccontato la cantautrice, che - tra le altre cose - nel corso della sua esperienza ha aperto i concerti di Fabrizio Moro e Mauro Ermanno Giovanardi. Ha aggiunto: “Vorrei provare a capire se realmente qualcuno si può rispecchiare nella mia musica - poi se non sono miliardi di persone non succede nulla. Inoltre, essendo una grande appassionata di cinema, mi piacerebbe riuscire a realizzare dei video delle mie canzoni, che riescano a rispecchiarle seriamente e veramente. Vorrei anche collaborare con altri artisti. Il motivo per cui ho fatto arte è questo: sia perché diversamente non saprei proprio vivere, sia anche perché mi piacerebbe interagire con gente che stimo - sia nel settore musicale sia in altri settori artistici”.

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