USA, multe milionarie ai bagarini online

Tre società dei New Jersey nel mirino delle autorità per l’utilizzo di bot impiegati per ‘svuotare’ il mercato primario
USA, multe milionarie ai bagarini online

Tre società operanti sul mercato secondario di rivendita dei biglietti con sede nel New Jersey - la Time Tickets, la Concert Specials e la Cartisim Corp - sono state multate per un totale di 3,7 milioni di dollari per aver violato le disposizioni vigenti negli Stati Uniti in materia di secondary ticketing, che vietano - tra le altre cose - l’utilizzo di software per fare incetta di tagliandi sul mercato primario: la legge, battezzata Bots Act (dove “bot”, abbreviazione per “robot”, indica i programmi informatici impiegati per comprare biglietti a tappeto sui circuiti autorizzati), fu approvata nel 2016 al termine del secondo mandato di Barack Obama, e - nonostante le normative riguardanti la rivendita di titoli d’ingresso sia differente di stato in stato - viene applicata a livello federale.

Le tre società sono state colte a “svuotare” il botteghino di Ticketmaster - la società di ticketing online controllata dal gigante della musica dal vivo Live Nation - per mezzo di automazioni informatiche, grazie alle quali sarebbero stati acquistati oltre 150mila biglietti poi reimmessi a prezzo maggiorato sul mercato secondario.

“Le tre società saranno condannate a pagare oltre 31 milioni di dollari in sanzioni per aver violato il Bots Act, in base a una proposta di accordo raggiunto con la Federal Trade Commission”, ha fatto sapere in una nota l’ente americano istituito nel 1914 a tutela del mercato: “A causa della loro incapacità di pagare, il giudizio sarà parzialmente sospeso, obbligandoli a pagare 3,7 milioni di dollari”.

“Questi broker di biglietti hanno utilizzato bot e altri espedienti tecnologici per fare incetta di migliaia di biglietti per eventi molto popolari non appena sono stati messi in vendita”, ha puntualizzato il numero uno della FTC Andrew Smith: “Questo non solo priva gli appassionati della possibilità di vedere i loro artisti preferiti, ma è anche contro la legge”.

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