Sanremo 2021, sì alla presenza dell'orchestra: "Ecco le misure adottate"

Parla Andrea Rodini, uno dei direttori d'orchestra, che all'Ariston accompagnerà Noemi. Le prove a Roma tra questa e la prossima settimana "con strettissime limitazioni".

"Immagino che al Festival di Sanremo sarà riproposto il modello della prima della Scala: gli orchestrali che non devono usare la bocca per suonare indosseranno la mascherina, mentre quelli che hanno strumenti a fiato saranno circondati dal plexiglas. Anche noi direttori dovremo indossare la mascherina": così Andrea Rodini, produttore, arrangiatore e direttore d'orchestra che a Sanremo 2021 accompagnerà Noemi (in gara con "Glicine"), delinea le possibili modalità di presenza degli oltre sessanta orchestrali del Festival all'Ariston.

Confermata dunque la presenza dell'orchestra: a dispetto di quanto ipotizzato negli scorsi giorni, i cantanti non si esibiranno su basi ma saranno accompagnati dagli oltre 60 elementi dell'organico dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo. Le prime prove, fa sapere Rodini, si svolgeranno a Roma tra questa settimana e la prossima "con strettissime limitazioni per evitare i contagi ed impedire l'ulteriore diffusione del virus": "Oltre al direttore d'orchestra sarà ammesso un solo accompagnatore per cantante. Bisogna presentarsi un paio di ore prima rispetto all'orario delle prove con un attestato che certifichi di essersi sottoposti a un tampone privatamente, dunque a proprie spese, nelle 48 ore precedenti e che il tampone abbia dato esito negativo. Lì sul posto ci si sottoporrà poi a un tampone rapido". Attesi agli studi "De Paolis" di via Tiburtina i 34 cantanti in gara (i 26 big e le 8 "nuove proposte"), i rispettivi direttori d'orchestra e accompagnatori.

E a Sanremo, nella settimana "x", quella dal 2 al 6 marzo, cosa succederà? È prevista, tra gli orchestrali, la presenza di riserve che possano prendere il posto dei titolari in caso - facciamo gli scongiuri - di contagio? "Non ne ho la minima idea - risponde Rodini - a noi direttori d'orchestra, per ora, è stato solamente detto che ognuno dovrà portarsi la propria cuffia. La Rai si sta adoperando per garantire la sicurezza di tutto il cast, orchestrali e direttori compresi. Poi ci vorrà una buona dose di fortuna. Come in tutti gli altri contesti della vita quotidiana, d'altronde, dal bar in poi. Comunque è tutto in continua evoluzione, si naviga a vista".

Il Festival, come d'altronde impone il dpcm attualmente in vigore (sarà valido fino al 5 marzo), si svolgerà a porte chiuse: il pubblico dell'Ariston sarà composto da qualche centinaio di figuranti (380 in tutto in platea mentre la galleria sarà chiusa, secondo quanto riportato da Amadeus al Corriere della Sera), pagati e tamponati Il Teatro sarà di fatto riconvertito a studio televisivo: "È evidente che sia una situazione complicata.

Ed è ovvio che se te ne esci fuori con idee creativamente parlando interessanti ma nei fatti bislacche, come la nave, presti poi il fianco alle critiche. Però fatto così Sanremo non è in contrasto con il decreto in vigore: anche la prima della Scala è stata fatta senza pubblico", commenta Rodini. Proprio in queste ore la Rai ha dato il via alle ricerche dei figuranti, facendo recapitare a chi ha già avuto precedenti esperienze di figurante, un messaggio con i requisiti richiesti: "Per il Festival di Sanremo 2021, stiamo reclutando con carattere di urgenza dei claqueur per le cinque serate in diretta dal teatro Ariston. L’impegno è previsto dal 2 marzo 2021 al 6 marzo 2021 e sono richieste persone conviventi da predisporre in coppia. Esattamente è fondamentale avere il requisito di convivente che permetterà di occupare due poltrone ravvicinate distanziate dalle altre almeno di un metro. Sarà richiesta un’autodichiarazione di convivenza e inoltre sarà richiesto un tampone (rimborsato da Rai) nei giorni precedenti la prima convocazione”.

Sempre al Corriere della Sera Amadeus ha inoltre aggiunto: "Dobbiamo offrire al pubblico a casa e agli artisti che sono sul palco la possibilità di avere uno spettacolo vero. Chi dice che il pubblico non serve fa un altro mestiere. Io non mi metto a sindacare di protocolli sanitari e mi affido al giudizio di tecnici ed esperti. Su come si fa uno spettacolo invece penso di avere l’esperienza per sapere come si realizza uno show così importante".

Andrea Rodini, classe 1970, è impegnato sulle scene in più vesti, da produttore artistico (Renzo Rubino) a discografico (Spaghetti Records), passando per quelle di insegnante (dal 2008 è docente al CPM di Milano e tra i suoi ex allievi c'è anche Mahmood): "Da musicista - dice - l'unica critica che mi sento di muovere nei confronti del governo è quella di non aver prestato molta attenzione al significato più ampio della parola salute, nella quale rientra tutto, dallo spettacolo alla cultura. A rimetterci di più sono stati i ragazzi, costretti a rinunciare a una parte importante della propria vita: da insegnante, di fronte alle lezioni in streaming anche io comincio ad accusare un po' di stanchezza".

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